1.500 POSTI DI LAVORO A RISCHIO NELLE AGENZIE DI RECAPITO. SUBITO EMENDAMENTO IN DECRETO SVILUPPO

 Millecinquecento posti di lavoro a rischio nelle 60 agenzie di recapito. La crisi economica morde anche uno dei settori più efficienti delle piccole e medie imprese italiane, a causa della liberalizzazione del settore mai realizzata del tutto, al calo effettivo della corrispondenza -dovuto in parte alle inevitabili nuove tecnologie, email in primis- ma soprattutto ad una 'partnership' con Poste Italiane mai veramente decollata. E ora, il governo è chiamato a fare presto, magari con un emendamento al decreto sviluppo, per cui il ministro Corrado Passera tanto si è speso e che dovrebbe essere varato nelle prossime settimane. Cna, sindacati, parlamentari e agenzie di recapito, oggi hanno affrontato il tema in un convegno sul servizio postale, sottolineando che il tempo a disposizione per una riforma del settore è ormai scaduto.

 ''Poste Italiane ha ridotto i bandi, in particolare per le raccomandate, e questo sta mettendo in difficoltà le agenzie di recapito -spiega Valter Recchia, referente della Cna per le agenzie di recapito-. Ci teniamo a precisare che nessuno vuole sostituirsi a Poste Italiane o farle concorrenza. Noi puntiamo ad una 'partnership' fornendo qualità del servizio, tecnologia ed efficienza. Siamo convinti che si possano trovare delle soluzioni per continuare ad offrire al cittadino un livello di servizio adeguato agli altri Paesi europei. Siamo convinti che Poste Italiane da sola non può farlo. Siamo disponibili ad aprire un tavolo di confronto che risolva i problemi di una liberalizzazione parziale del settore''.

 ''Noi veniamo remunerati da Poste Italiane in base alla qualità del servizio che forniamo -sottolinea Giovanni Giannone, presidente di ProPoste, il consorzio delle agenzie di recapito- quindi siamo obbligati a fare qualità. Oggi ci stanno mettendo elegantemente alla porta. Le risorse per i bandi di gara sono state tagliate del 50%, finendo per far sparire il recapito alterativo. Siamo imprenditori che diamo lavoro vero a 1.500 persone e che ora abbiamo difficoltà a stare aperti. Una riduzione dei volumi di posta era prevedibile, ma esistono mercati alternativi, come quello della pubblicità. I tempi per le analisi e le riflessioni sono ormai scaduti. Ora bisogna risolvere il problema per superare le difficoltà. Chiediamo al ministro Passera, che conosce bene il settore delle poste, di intervenire con un emendamento al decreto sviluppo. Qui non c'è in ballo solo il futuro delle agenzie di recapito, ma anche quello di Poste Italiane. Se i clienti non saranno soddisfatti, cercheranno alternative. Le multinazionali sono pronte e allora crolleremo non solo noi, ma anche Poste Italiane. La politica prenda delle decisioni in fretta''.

 L'allarme delle agenzie di recapito è stato accolto all'unanimità dalle forze politiche. ''Il lavoro delle agenzie di recapito è di assoluta eccellenza -sottolinea Elvira Savino, parlamentare Pdl- e va sostenuto e non merita qullo che sta avvenendo. Si tratta di problematiche serie che necessitano di interventi bipartisan in parlamento. Dobbiamo arrivare ad una soluzione condivisa tra tute le forze politiche perche Poste Italiane non sarà in grado di offrire i vostri servizi così capillari sull'intero territorio. E' necessario garantire l'accesso alle Pmi agli appalti del servizio postale, perchè le agenzie di recapito offrono livelli di efficienza del servizio che sarebbe sacrilego non sostenere. Auspico che nel prossimo decreto sviluppo si possa portare a casa il risultato''.

 E che ''la questione supera gli schieramenti politici'', lo sottolinea anche Michele Meta, parlamentare del Pd. ''Ora la questione che dobbiamo porre è stabilire i costi del servizio postale universale -continua Meta- il servizio che Poste Italiane svolge per conto dello Stato per servire le aree più svantaggiate del Paese, sia a Nord che a Sud. Stabiliamo le risorse e poi mettiamo al bando il servizio universale''. Meta, poi, spiega di ''avere pronta  una proposta di legge che permetta una competizione libera nel settore, ma con regole precise. Non un far west''. 

''La situazione del settore è peggiorata sensibilmente -ammette l'esponente dell'Udc, Renzo Lusetti-. Mi impegno nella prossima audizione del ministro Passera, prevista nei prossimi giorni, di chiedere un intervento del governo per il settore. Credo che già con il prossimo decreto sviluppo si possa intervenire per le agenzie di recapito''.