Artigiani e piccole imprese delle Marche: “no all’aumento delle tasse per l’alluvione”.

 Confartigianato e Cna delle Marche chiedono l’immediato stanziamento del Fondo nazionale della Protezione Civile, perché la nostra è una calamità di rilevanza nazionale. Il conforto del parere dell’ex Presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida.

ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE DELLE MARCHE: “NO ALL’AUMENTO DELLE TASSE PER L’ALLUVIONE. TROVIAMO LE RISORSE CON L’ELECTION DAY”

 Le imprese artigiane delle Marche si oppongono agli aumenti delle tasse e della benzina  imposti dal decreto Milleproroghe , per finanziare gli interventi di emergenza e ricostruzione in seguito all’alluvione che ha colpito le Marche.

“Non è accettabile” affermano i presidenti di Confartigianato e Cna Marche Salvatore Fortuna e Renato Picciaiola “che i cittadini e gli imprenditori marchigiani, già duramente colpiti dagli eventi calamitosi, debbano pagarsi la ricostruzione con l’aumento delle aliquote Irap e Irpef e con l’incremento dell’imposta regionale di 5 centesimi sulla benzina Si tratterebbe di misure insostenibili per le nostre piccole imprese e profondamente ingiuste verso i marchigiani . Infatti, di fronte alla stessa situazione, appena qualche giorno prima dell’alluvione nelle Marche, la regione Veneto ha potuto usufruire di tutti i finanziamenti ed il sostegno necessario per i danni subiti dall’alluvione. Si tratta di una discriminazione inaccettabile, che denunciamo con forza, invitando il Presidente Spacca a proseguire l’impegno per far valere le nostre ragioni  nei confronti del Governo, con l’immediata attivazione del Fondo della Protezione civile, come è sempre avvenuto per tutti gli eventi sismici e calamitosi degli anni passati”.

Contro l’istituzione di quella che, giustamente il Presidente Spacca, ha chiamato “tassa sulle disgrazie”, imposta alle regioni colpite dalle calamità naturali, e per il ripristino di un equo principio di collaborazione istituzionale e di solidarietà nazionale fra gli enti e le popolazioni d’Italia, di fronte a tragedie come quella che ha colpito le Marche, gli imprenditori e gli artigiani marchigiani chiedono l’impegno in Parlamento dei Deputati e Senatori regionali perché intervengano nella direttiva della Presidenza del consiglio dei Ministri e anche nella parte del decreto mille proroghe che stabilisce tale principio.

“Tra l’altro, secondo il professor Valerio Onida,  già presidente della Corte Costituzionale, richiesto di un parere dal Presidente Spacca , ” ricordano Fortuna e Picciaiola  “anche nell’attuale versione del decreto, il rilievo nazionale dell’evento calamitoso  per l’estensione territoriale o la gravità dei danni, può giustificare da solo l’attivazione del Fondo, senza essere condizionato dall’incremento massimo delle tasse regionali, perché il Fondo nazionale non può avere solo natura suppletiva nel caso di insufficienza dei mezzi regionali”. 

 Le associazioni artigiane  chiedono il riconoscimento del rilievo nazionale dell’evento calamitoso e l’immediato stanziamento delle risorse necessarie per l’emergenza e per il ripristino delle imprese danneggiate. Le risorse, secondo Cna e Confartigianato, si potrebbero reperire, almeno in parte, anche dall’accorpamento delle elezioni amministrative con i referendum, che, invece sono stati annunciati per il 12 giugno, con un risparmio di oltre 300 milioni di euro. In caso contrario  annunciano di essere pronte ad ogni forma di mobilitazione, perché è impensabile che proprio mentre si festeggiano i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Governo dica ai territori alluvionati di  fare da soli se vogliono ricostruire le case e far ripartire le attività produttive.