ASSOCIAZIONI ARTIGIANE ALLA REGIONE: “NO AL TAGLIO DELLE RISORSE PER LE IMPRESE”

LOGO FESRAnnullato il tavolo di partenariato che era stato convocato per venerdì 12 settembre dall’assessore regionale alle Politiche Comunitarie Paola Giorgi per discutere sui   fondi Fesr 2014 – 2020. A luglio il Consiglio regionale ha modificato la proposta di riparto della Giunta, togliendo 8 milioni alle imprese per spostarli sulla tutela del patrimonio naturale e culturale di Regione ed enti locali.

“In una situazione di crisi come quella che sta affrontando il nostro sistema produttivo, non si possono penalizzare la ricerca, l’innovazione e la competitività delle Pmi”

Un   taglio di 8 milioni di euro per la ricerca, l’innovazione e la competitività delle piccole e medie imprese. E’ quanto ha deciso il Consiglio regionale   nel ripartire i Fondi europei Fesr 2014- 2020 che stanzia complessivamente 337 milioni.

“Il Consiglio” affermano Cna e Confartigianato Marche in una nota congiunta “ha modificato lo schema di riparto predisposto dalla Giunta, togliendo risorse a settori fondamentali per le imprese per spostarli sulla tutela del patrimonio naturale e culturale, a beneficio di Comuni ed enti locali, con ipotetiche ricadute solo indirette sulle imprese turistiche e culturali”.

In pratica i fondi per la ricerca e l’innovazione, rispetto a quanto previsto dalla Giunta, passano da 114,2 a 109,3 milioni di euro e quelli per la competitività delle piccole e medie imprese scendono da 68,5 a 65,5 milioni. Aumentano invece da 32,6 a 41,2 gli stanziamenti per la tutela del patrimonio naturale e culturale. I restanti 121 milioni di euro finanzieranno interventi per l’ICT, l’energia e i rischi ambientali.

“Non comprendiamo” sostengono Confartigianato e Cna Marche “ la logica di una decisione di questo tipo da parte del Consiglio regionale, che penalizza il sistema produttivo regionale, proprio in una situazione di crisi ancora pesante e con tutti gli economisti che individuano proprio nella ricerca, nell’innovazione e nella competitività delle piccole e medie imprese, gli strumenti per uscire dalla recessione. La crisi – ricordano Cna e Cgia –sta colpendo duro soprattutto le imprese artigiane che, tra dicembre 2008 e giugno 2014, sono scese da 52.699 a 48.342, con una perdita di 4.457 aziende e la scomparsa di 15 mila posti di lavoro. Solo nei primi sei mesi del 2014 hanno cessato l’attività 2.435 aziende artigiane contro 1.931 aperture, con un saldo negativo di 564 imprese e 1.500 posti di lavoro in meno”.

Sul riparto e l’utilizzo dei Fondi Fesr, l’assessore regionale alle Politiche Comunitarie, aveva convocato per venerdì 12 settembre il Tavolo di Partenariato, con le associazioni imprenditoriali, i sindacati e tutti i soggetti coinvolti nella gestione delle risorse ma l’appuntamento è stato annullato dalla stessa Giorgi a causa “di un sopraggiunto, improrogabile impegno”

“Noi” precisano le associazioni artigiane “volevamo farlo in quella sede ma, preso atto dell’annullamento della riunione, troveremo altre modalità per chiedere comunque di rivedere il riparto dei Fondi, restituendo alle piccole e medie imprese le risorse tagliate”.

Cna e Confartigianato Marche, chiedono in particolare “di considerare, nel declinare i bandi, le caratteristiche del sistema produttivo regionale, composto essenzialmente da micro, piccole e medie imprese. In questo contesto andranno sviluppati bandi per favorire l’emergere e la formalizzazione dei percorsi di innovazione svolti dalle micro, piccole e medie imprese. Andrà favorita la creazione di reti ed Ati, per sviluppare specifici progetti. Inoltre andranno previste azioni a sostegno dei sistemi associativi per l’infrastrutturazione di servizi per l’innovazione e per la messa in rete delle micro e piccole imprese con le università ed i Centri di ricerca. Le risorse destinate alla ricerca dovranno tener conto della specificità del sistema produttivo marchigiano ed essere utilizzate per progetti realmente in grado di incrementare il grado di innovazione e competitività sul mercato globale. In un contesto nel quale le banche non erogano più credito alle imprese, è fondamentale rivitalizzare il sistema dei Confidi, supportandoli con risorse più congrue rispetto a quelle previste (servono almeno 4 milioni all’anno) e con concreti interventi di patrimonializzazione. Infine, per quanto riguarda le risorse destinate al patrimonio, si chiede di instaurare un circolo virtuoso tra valorizzazione del territorio e Made in Italy. Per far questo l’offerta turistica dovrà essere sviluppata in una logica di integrazione tra artigianato, cultura, ambiente, storia, archeologia, enogastronomia.”