AUTOTRASPORTO: IL PREFETTO DI MACERATA INCONTRA LE ORGANIZZAZIONI IMPRENDITORIALI e SINDACALI

Incontro autotrasp settIncontro per segnalare le gravi criticità del settore trasporto merci e logistica

Le Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali di riferimento della categoria autotrasporto sono state ricevute dal Prefetto di Macerata per porre all’attenzione le problematiche del settore trasporto merci e logistica e segnalare rischi e criticità del comparto.

 Le Organizzazioni hanno infatti ritenuto necessario e urgente sottoporre alla Prefettura e, successivamente, a tutte le Autorità della vigilanza e ispettive del nostro territorio, la difficile situazione in cui versa il settore in oggetto nel territorio provinciale.

Presenti all’incontro erano Giorgio Menichelli e Giovanni Ronconi per Confartigianato Trasporti, Giuliano Rocco e Riccardo Battisti per Fita Cna, Maurizio Amadori per Filt Cgil Marche,  e Daniela Rossi per Filt Cgil, e la Uil Trasporti con un proprio rappresentante.

“Nel trasporto delle merci e nella logistica la crisi economica e finanziaria – hanno affermato le organizzazioni nel corso dell’ incontro – ha prodotto, e sta producendo tuttora,  una pesante situazione nelle imprese e un drammatico peggioramento delle condizioni dei lavoratori. L’effetto di tutto questo e’ lo stillicidio di casse integrazioni, di mobilità e licenziamenti che stanno subendo i lavoratori, la chiusura di aziende e, nella migliore delle ipotesi, i ritardi nei pagamenti delle retribuzioni. Si continua ad assistere ad una continua violazione delle leggi, delle norme nazionali ed europee. Si sta innescando sempre di più una situazione pericolosa, con una competizione che non e’ più basata sul rispetto delle regole ma piuttosto sulla loro violazione e di questo sono vittime sia i lavoratori che le imprese che vogliono stare sul mercato rispettando leggi e contratti”.

“A questo purtroppo – hanno sottolineato le organizzazioni – si aggiunge un pericoloso fenomeno che già da diversi anni sta imperversando nel settore dell’autotrasporto e  che si è accentuato negli ultimi anni, non solo a causa della crisi ma anche di una legislazione non sempre chiara ed efficace. Ci riferiamo, in particolare,  alle imprese nate surrettiziamente nei paesi  dell’Europa dell’Est (es. Romania, Bulgaria, Polonia, Lituana, Estonia ecc. ecc. ) che vengono ad operare in Italia svolgendo attività di trasporto domestico, applicando ai lavoratori contratti, contribuzione sociale e assicurativa di quei paesi in cui hanno sede legale e consentendo in tal modo di effettuare viaggi con ribassi di tariffe del 20% e oltre. In questo modo le imprese nazionali o quelle che intendono mantenere un rapporto corretto con i lavoratori retribuendoli secondo il ccnl e pagando la contribuzione previdenziale e assistenziale vigente nel nostro paese vengono messe fuori mercato. Molto spesso  – hanno spiegato – queste aziende hanno la loro sede operativa in Italia ma i loro mezzi hanno targhe straniere e utilizzano personale proveniente dai paesi d’origine dell’azienda stessa. Non rispettano le norme sul cabotaggio, come dovrebbero, e purtroppo, anche per la carenza di controlli, continuano imperterrite ad operare creando danni a tutto il settore. Nelle nostre province si stanno poi insediando imprese che hanno sedi operative in regioni vicine ma di fatto propongono tariffe con fortissimi ribassi in quanto utilizzano mezzi e personale provenienti dalla Bulgaria. Per questo chiediamo che i controlli vengano effettuati in maniera piu’ efficace, ed in particolar modo sulla committenza piu’ che sui singoli veicoli in strada”.

Un altro fenomeno che è stato denunciato dalle organizzazioni, riguarda l’applicazione della direttiva 96/71 che consente il distacco dei lavoratori effettuato nel quadro di una prestazione di servizi, in Italia. “Un fenomeno – hanno spiegato – che  interessa prevalentemente il settore dell’autotrasporto, con aziende interinali estere ( in particolare dalla Romania) che offrono alle imprese nazionali l’utilizzo di autisti a condizioni economiche estremamente vantaggiose, con l’applicazione di contratti e regimi fiscali e previdenziali del paese di provenienza. Considerata  la differenza notevole dei contributi a carico delle imprese (che si ridurrebbero a poche centinaia di euro) le imprese che accettano tale offerta vedono ridursi il costo del lavoro di circa 15 mila euro l’anno.  Le imprese di trasporto che  ricorrono  al “lavoro interinale” in tale forma, riducono  i livelli occupazionali in Italia aumentando i costi alla collettività per l’utilizzo ( improprio)  degli ammortizzatori sociali. Le aziende artigiane, le piccole e medie imprese italiane che effettuano la vezione con propri veicoli e con propri dipendenti, già in difficoltà per il drammatico aumento dei costi,  ed ai ritardi ormai cronici, dei pagamenti da parte dei propri committenti  e per la disapplicazione dei costi minimi previsti dall’83/bis (unici beneficiari di questo stato di cose)  devono quindi,  anche difendersi dagli artificiali ed insostenibili ribassi dei noli che proprio grazie a quei comportamenti inaccettabili  si rendono possibili”. 

“Tali comportamenti – hanno concluso le organizzazioni – al pari dei tentativi sempre più avvertibili dell’illegalità organizzata di utilizzare il settore come una sorta di grande “lavatrice”, finiscono per vanificare ogni tentativo di difendere l’attività di quelle aziende dell’autotrasporto e dei lavoratori che nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro, della legislazione vigente in materia di  sicurezza, si impegnano oggi più che mai affinché non venga depauperato il patrimonio imprenditoriale e lavorativo del nostro paese”.

Il Prefetto di Macerata, dopo aver ascoltato attentamente gli argomenti portati all’ attenzione, ha preso atto della situazione ed ha stabilito di intervenire operativamente, sia segnalando la situazione ai Ministeri dei Trasporti e del Lavoro,  che coinvolgendo a breve in un prossimo incontro tutte le Autorità della vigilanza e ispettive del nostro territorio.