CAMERE DI COMMERCIO DELLE MARCHE, NO AD UNA RIFORMA CALATA DALL’ALTO. SI AD UNA RIFORMA PARTECIPATA E CONDIVISA

logo camere commercioNella nostra regione le cinque Camere di commercio, rappresentano uno strumento per il sostegno e lo sviluppo delle economie locali e forniscono servizi alle imprese avvalendosi di 247 dipendenti. Complessivamente hanno entrate  (dati 2013) di 45,5 milioni di euro di cui 33,7 milioni dai diritti annuali pagati dalle imprese

 

Cna e Confartigianato Marche: “siamo favorevoli  ad una riorganizzazione degli enti camerali marchigiani, ma nel processo di riforma vanno preventivamente coinvolte le stesse Camere di commercio e le  associazioni di rappresentanza, tenendo conto delle  esigenze dei singoli territori”

 Si ad una riforma partecipata e condivisa delle Camere di commercio marchigiane, no ad una riforma calata dall’alto. Le associazioni artigiane Cna e Confartigianato Marche ritengono fondamentale il ruolo svolto dal sistema camerale marchigiano per il sistema produttivo regionale e chiedono che il processo di razionalizzazione delle Camere di commercio e delle Aziende speciali venga realizzato tenendo conto delle esigenze dei singoli territori. Inoltre, secondo Confartigianato e Cna Marche, nel  processo di riforma dovrebbero essere preventivamente coinvolti gli stessi enti camerali, subito dopo il rinnovo di tutti gli organismi in scadenza, che per alcuni enti (Pesaro, Fermo, Macerata) è già avvenuto e per gli altri (Ancona, Ascoli) è previsto entro l’anno.

“Le Camere di Commercio” affermano Cna e Confartigianato Marche “ rappresentano uno strumento per il sostegno e lo sviluppo delle economie locali, capaci di valorizzare le specificità territoriali oltre che gestire l’anagrafe pubblica delle imprese, e chi, come gli organismi camerali e le associazioni di rappresentanza che li esprimono, conosce il territorio e le sue specificità, può fornire un contributo fondamentale per la loro riforma. Come riorganizzare le Camere di commercio e quali attività dovranno svolgere, dovrà essere deciso soltanto dopo un  percorso di ascolto e di coinvolgimento degli stessi  enti camerali e delle associazioni di rappresentanza sul territorio”.

Le cinque  Camere di commercio marchigiane svolgono una serie crescente di compiti che vanno dalla tenuta del Registro delle imprese a quelli dei protesti e dei gestori ambientali, al rilascio di firma digitale e delle carte tachigrafiche, alla gestione delle Borse merci, alla sicurezza dei prodotti, alla ricezione delle domande per marchi e brevetti, allo sviluppo delle infrastrutture locali, al supporto per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, al sostegno all’export ed alla muova imprenditoria  ed altro ancora. Senza contare che la legge di stabilità per il 2014 impegna le Camere di commercio a finanziare i Confidi per i crediti alle imprese per il prossimo triennio.

Per fornire questi servizi alle imprese, si avvalgono di 247 dipendenti e complessivamente hanno entrate  (dati 2013) di 45,5 milioni di euro di cui 33,7 milioni dai diritti annuali pagati dalle imprese.

Per ribadire la centralità del ruolo degli enti camerali, ultimo baluardo per lo sviluppo del territorio e per il sostegno del sistema produttivo, numerose testimonianze a sostegno dell’azione delle Camere di commercio sono state inviate anche dalle Marche da diverse  imprese all’attenzione del Governo nel corso del sondaggio avviato dall’esecutivo in vista della riforma della Pubblica Amministrazione.

Cna e Confartigianato Marche sono anche preoccupati dagli effetti negativi sul Pil della proposta di taglio del 50% del diritto versato dalle aziende per l’iscrizione al Registro delle imprese. “Se la norma introdotta con il decreto” sostengono le associazioni artigiane “non verrà modificata in Parlamento, infatti, a fronte di un risparmio pari a circa 5 euro al mese per impresa, al netto delle tasse, l’effetto recessivo conseguente alla riduzione dei finanziamenti diretti delle Camere di commercio alle aziende e al territorio nel 2015 potrebbe valere 2,5 miliardi in meno di Pil. Senza considerare il fatto che le Camere si vedrebbero costrette o a tagliare molti servizi gratuiti per le imprese o a farli pagare alle stesse imprese che alla fine sborserebbero di più di quanto  (tra gli 80 e di 110 euro) pagano oggi per il diritto camerale.”

 

LE CAMERE DI COMMERCIO MARCHIGIANE
       
  Dipendenti Entrate 2013 di cui diritti imprese
  tempo ind. mln mln
       
ANCONA

82

12,4

9,1

PESARO

63

10,1

7,8

MACERATA

56

11,1

8,4

ASCOLI

32

6,1

4,5

FERMO

14

5,8

3,9

TOTALE

247

45,5

33,7

Fonte: Bilanci Camere di commercio