CHINESIOLOGI, CUOCHI, WEDDING PLANNERS, TRIBUTARISTI SONO I PROFESSIONISTI SENZA PROFESSIONE, IN CRESCITA DEL 19 PER CENTO NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI

FOTO WEDDINGNelle Marche i professionisti non iscritti ad Albi o Ordini sono 7.798, pari al 2,2 per cento degli occupati mentre in Italia sono 291.373 ed il peso sull’ occupazione è sempre del 2,2 per cento. La maggior concentrazione di professionisti “non ordinistici” si ha in Lombardia con 71.729 persone che esercitano uno dei trenta mestieri considerati dalla Cna. Segue il Lazio con 38.295 professionisti.

Chinesiologi, artiterapeuti, optometristi, cuochi, wedding planners, tributaristi. Sono soltanto alcuni degli oltre trenta mestieri che si occupano di servizi per le persone e per le imprese. Alcuni nati negli ultimi anni seguendo il mercato, altri che sono sempre esistiti. Nella vita quotidiana dei marchigiani il loro ruolo è in continua crescita. Dei servizi che offrono non si può più fare a meno. Sono i professionisti senza professione, ossia non organizzati in ordini o collegi. Di loro si sa ancora poco. Chi sono? Quanti sono? Per saperne di più la Cna ha costituito un Osservatorio permanente sulle professioni non ordinistiche e realizzato un’indagine sul settore.

“Si tratta” hanno commentato il presidente Cna Marche Gino Sabatini e il segretario Otello Gregorini “di una realtà in costante crescita nella nostra regione, che non è stata frenata nemmeno dalla crisi. Negli ultimi cinque anni sono aumentati, del 19,1 per cento a fronte di un calo di quasi il 3 per cento dell’occupazione complessiva. A loro si rivolgono le imprese che per competere sul mercato globale hanno bisogno di servizi innovativi ad alta specializzazione. Ma è in crescita anche la richiesta di servizi alle persone, che sviluppano nuovi bisogni in virtù sia dell’evoluzione economica e sociale sia del progressivo invecchiamento della popolazione”

Nelle Marche i professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps sono 7.798, pari al 2,2 per cento degli occupati mentre in Italia sono 291.373 ed il peso sull’occupazione è sempre del 2,2 per cento. La maggior concentrazione di professionisti “non ordinistici” si ha in Lombardia con 71.729 persone che esercitano uno dei trenta mestieri considerati dalla Cna. Segue il Lazio con 38.295 professionisti.

Secondo l’indagine della Cna, il professionista senza Albo professionale ha, in media, quarantasei anni. Possiede un alto livello di istruzione: il 48 per cento è laureato e il 49 per cento diplomato. Inoltre cura in particolar modo la formazione professionale: otto su dieci hanno conseguito titoli specifici per esercitare, anche se n on erano obbligatori ma diretti esclusivamente ad elevare la competenza   personale. Il 63 per cento svolge la propria attività in via prevalente, con un 14 per cento di imprenditori ed oltre il 20 per cento di dipendenti. Oltre la metà dei professionisti si avvale dell’apporto di collaboratori.

Sono molti ma guadagnano poco. Nella nostra regione denunciano un reddito medio di 13.330 euro l’anno, per complessivi 103,9 milioni di euro. Il loro reddito medio nazionale arriva a 15.837 euro per 4,6 miliardi di euro. A guadagnare di più dal loro lavoro sono i lombardi con 19.709 euro e gli ultimi i calabresi con 8.341 euro.

Bisogna però tener conto, secondo la Cna Marche, che un terzo di loro svolge altre attività, che integrano il reddito dichiarato prodotto dalla professione. In genere non hanno una clientela molto vasta: un quarto dei professionisti può contare su un massimo di dieci clienti, più del 40 per cento non supera i venti e solo il 22 per cento ne ha oltre cento. Clienti che però prestano grande attenzione al livello qualitativo dei servizi offerti dai professionisti: al 65 per cento di loro, con punte dell’80 per cento nell’offerta di servizi per la salute, è stato chiesto di mostrare i titoli attestanti la loro qualificazione professionale.

“Noi” hanno sostenuto Sabatini e Gregorini “per mettere ordine nella giungla di queste professioni e per una maggior tutela dei clienti, chiediamo che venga recepita la direttiva europea per il riconoscimento delle qualifiche professionali, garantendo così diritti, opportunità e certificazione delle competenze. Proponiamo inoltre di dedurre dai loro reddito le spese di aggiornamento professionale e di prevedere norme per tutelarli in caso di malattia e maternità”.

 

I PROFESSIONISTI NELLE REGIONI ITALIANE (Numero contribuenti alla gestione separata; incidenza sull’occupazione; redditi complessivi e medi)

Numerodi

Contribuenti

Incidenzadei

professionisti

sull’occupazione

Redditi Redditimedi
Piemonte 22.013 2,2 366.324.875 16.641
Valle d’Aosta 987 3,3 15.862.521 16.071
Liguria 9.602 2,8 145.816.759 15.186
Lombardia 71.729 2,9 1.413.677.015 19.709
Trentino Alto Adige 5.705 2,1 109.247.906 19.150
Veneto 24.083 2,0 417.715.328 17.345
Friuli Venezia Giulia 6.603 2,3 110.153.339 16.682
Emilia Romagna 26.445 2,5 488.209.717 18.461
Toscana 21.848 2,5 317.654.390 14.539
Umbria 4.842 2,4 56.790.988 11.729
Marche 7.798 2,2 103.949.727 13.330
Lazio 38.295 3,0 546.115.601 14.261
Abruzzo 5.398 1,8 61.659.287 11.423
Molise 1.043 1,8 10.332.339 9.906
Campania 13.679 1,4 136.645.503 9.989
Puglia 10.975 1,5 108.421.460 9.879
Basilicata 1.802 1,6 19.614.764 10.885
Calabria 3.196 1,0 26.657.314 8.341
Sicilia 9.787 1,1 97.713.159 9.984
Sardegna 5.543 1,7 61.973.475 11.180
ITALIA 291.373 2,2 4.614.535.468 15.837

Fonte:elaborazioni Centro Studi CNA su dati INPS