CNA. DAL PASSATO LE IDEE PER COSTRUIRE IL FUTURO DOPO IL COVID

 

Primi in Italia. La costituzione della Cna provinciale di Ancona e della Cna Marche, il 28 maggio 1945, è stata la prima sul territorio italiano. Seguirono la Cna di Bologna il 1giugno e la Cna di Ravenna il 5 giugno.

“Per colpa del Covid” sostiene Otello Gregorini segretario Cna Marche “questa ricorrenza verrà celebrata in tono minore a ci proponiamo, pandemia permettendo, di organizzare nei prossimi mesi una serie di eventi per ricordare nel migliore dei modi una data storica per noi e per le imprese che rappresentiamo. Siamo orgogliosi di avere l’onore di rappresentare oggi la Cna Marche che compie 75 anni di storia. Sono tanti ma ben portati e ogni giorno siamo impegnati a dare il meglio di noi per le nostre imprese e per il tessuto produttivo ed economico marchigiano. Un ultimo pensiero va ai tanti che hanno contribuito a fare grande la Cna e che non sono più con noi imprenditori e collaboratori senza dei quali tutto questo non sarebbe successo. “

Cinque anni fa, per la celebrazione del 70esimo anniversario della Cna, il clima era molto diverso.

“Tra le tante iniziative” ricorda Massimiliano Santini direttore Cna di Ancona “giocammo una partita con la nazionale cantanti per beneficenza. Oggi, per restare in gergo calcistico, siamo giunti ai tempi supplementari di una sfida epocale contro il Covid 19. Una sfida giocata su un terreno pesante, con un avversario che ha picchiato duro e rischia di falcidiare molti nostri abili giocatori. Ma se restiamo uniti ne usciremo vincenti anche questa volta.”

Sul territorio regionale la Cna è diffusa capillarmente con 60 sedi e 400 dipendenti che offrono servizi fiscali e tributari alle imprese, formazione, accesso al credito, consulenza ambientale, sicurezza sul lavoro, internazionalizzazione, consulenze per l’innovazione e la digitalizzazione.

Dal passato uno sguardo al futuro. Secondo la Cna fin dalle prossime settimane servono azioni incisive a sostegno degli investimenti e dei processi di rilancio delle imprese. Le imprese che hanno subito le conseguenze della crisi, avranno bisogno di un forte sostegno finanziario per la ristrutturazione del debito, la ricostituzione dei magazzini, il marketing, investimenti produttivi e organizzativi, investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione.

Servirà, per la Cna, una strategia di internazionalizzazione mirata, con un forte impulso per l’utilizzo di tecnologie digitali.  Inoltre un rafforzamento della formazione continua e dell’apprendistato per assicurare la continuità e l’aggiornamento delle competenze, l’ampliamento della rete della banda ultralarga.

“Nel dopoguerra” affermano Gregorini e Santini “l’azione della Cna e delle piccole imprese artigiane fu fondamentale per ricostruire un Paese in macerie. Lo sarà altrettanto oggi per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia. Cna, gli artigiani e le imprese. Insieme ce la faremo”