CNA FITA MARCHE, “CLASS ACTION” CONTRO IL CARTELLO DI AZIENDE COSTRUTTRICI DEI CAMION

FOTO BATTISTIAccertato dalla Commissione europea un accordo per alzare i prezzi di acquisto dei mezzi pesanti. Scade il primo novembre il termine per aderire all’azione collettiva di risarcimento.

 Un’interrogazione sulla vicenda presentata al Governo da alcuni Senatori tra cui la marchigiana Camilla Fabbri.

 Una “class action” contro alcune case costruttrici di camion che hanno formato un “cartello segreto”, accertato il 19 luglio dalla Commissione Europea. A promuoverla è la Fita Cna Marche che ha avviato un’azione legale collettiva per recuperare le maggiori somme pagate all’acquisto dell’automezzo. La Fita Cna Marche contesta un sovraprezzo dal 10 al 20 per cento per i veicoli di medie (da 6 a 16 tonnellate) e grandi   dimensioni (oltre 16 tonnellate), acquistati tra il 1997 e il 2011. Le marche che, secondo la Commissione Europea, hanno costituito il cartello sono Man, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf che hanno ammesso le loro responsabilità in cambio di uno sconto sulla sanzione di 2,93 miliardi di euro. Il procedimento della Commissione Europea continua nei confronti di Scania che si è rifiutata di patteggiare. Il termine ultimo per aderire alla class action è il primo novembre 2016.

“E’ importante che gli autotrasportatori marchigiani che hanno acquistato veicoli dalla aziende sanzionate dalla Commissione Europea” spiega il responsabile Cna Fita Marche Riccardo Battisti “aderiscano all’azione collettiva di risarcimento nei tempi previsti altrimenti dovranno attendere che si formi un secondo gruppo di imprese il cui danno raggiunga una somma sufficiente a giustificare una seconda azione legale.”

Intanto su questa vicenda, che ha pesantemente danneggiato gli autotrasportatori, alcuni Senatori tra cui la marchigiana Camilla Fabbri, hanno presentato una interrogazione urgente ai ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico per sapere quali iniziative intendano adottare in favore delle persone e delle imprese vittime del comportamento anticoncorrenziale dei produttori di veicoli industriali per il trasporto di merci e affinché tali comportamenti non si ripetano a danno dei medesimi e se intendano adoperarsi affinché la quota di riduzione del contributo dovuto dall’Italia per il funzionamento dell’Unione europea in conseguenza della decisione assunta dalla Commissione europea sia reinvestito, come forma di risarcimento degli autotrasportatori, in interventi infrastrutturali sulle strade ed in particolare sulle aree di sosta e di servizio dedicate agli autotrasportatori”.