CNA IMPRESA DONNA MARCHE SCRIVE AL SENATORE MARINO

Difficoltà di conciliare lavoro e famiglia e particolare attenzione alle problematiche femminili per quanto riguarda i servizi sociali e sanitari. Sono questi gli argomenti di una lettera inviata da Cesarina Vagnoni, presidente di Cna Impresa Donna, al Senatore Ignazio Marino, che riportiamo integralmente.

 

Ill.mo Senatore,

CNA Impresa Donna Marche è l’organismo che all’interno della Confederazione Nazionale dell’Artigianato rappresenta le imprese a titolarità femminile, le loro esigenze e problematiche e porta avanti con determinazione le politiche volte a rendere paritaria la condizione di uomini e donne nel mondo economico e della famiglia, in una società che, purtroppo, pone a carico delle donne la piena responsabilità di accudimento di bambini ed anziani.

Con la crisi economica la già difficile condizione della donna italiana deve conciliarsi, nel caso delle imprenditrici, con una realtà del mondo del lavoro e dell’impresa notevolmente cambiata:  si lavora 18 ore al giorno per non vedere naufragare il progetto di una vita e con il forte peso psicologico della responsabilità sui dipendenti quasi sempre donne a loro volta, dove non c’è più alcuna fonte di finanziamento, dove riscuotere i crediti è difficile e dove i rapporti e le relazioni con gli altri sono tese spesso influenzate da pregiudizi e diffidenze.

Siamo consapevoli che pochi sono i margini di movimento per costruire una riforma del lavoro o un progetto di sviluppo che possano subito risollevare le sorti del nostro sistema produttivo, ma auspichiamo che i servizi fondamentali per le persone e le famiglie come ad esempio  quelli sanitari possano essere, se non potenziati, quanto meno qualificati per mantenere un livello accettabile di qualità della vita.

Auspichiamo, in tal senso, un forte senso di responsabilità da parte del Governo e del Parlamento in direzione di un cambiamento culturale in termini di valutazione e riconoscimento del merito soprattutto in campo sanitario: spendere di più in servizi non si può, ma controllare la serietà e qualificazione di quelli esistenti si !

Riteniamo che questo sarebbe già un grosso passo avanti ed un aiuto a quelle donne ed a quelle famiglie che vivono casi di malattia fisica o psichica, disabilità, bisogno di consulenze o solo consigli.

Conosciamo la Sua sensibilità su questi argomenti dimostrata con azioni concrete e dirette alla tutela dei diritti dei malati e delle loro famiglie e per questo ci rivolgiamo a Lei  per portare in sedi nazionali questa istanza molto sentita e da noi già proposta in sede regionale.

 Con un parere dato da CNA Impresa Donna Marche, infatti, abbiamo illustrato le nostre perplessità in merito ad una proposta di Legge Regionale a firma di alcuni Consiglieri di opposizione che propongono una riforma dei consultori familiari, buona dal punto di vista del “fare rete” tra le strutture assistenziali, ma lacunosa a nostro avviso proprio in tema di requisiti professionali degli operatori che vi operano.

Chiediamo, nel parere di cui sopra “ speciale garanzia dei requisiti professionali delle persone che operano nei consultori sia pubblici che privati perché le tematiche che devono saper affrontare sono di estrema delicatezza dal punto di vista tecnico e psicologico: ad occuparsi della funzione educativa devono essere i pedagogisti, ad occuparsi degli equilibri familiari devono essere gli assistenti sociali con gli psicologi e gli avvocati specializzati, ad occuparsi della salute delle persone e delle donne in particolare devono essere i medici. Il coinvolgimento dei minori nelle cause familiari, infine, è tema di grandissima delicatezza psicologica, su cui giuristi e psicologi studiano da anni: noi non ci sentiremmo di affidare questo compito ai consultori gestiti da persone che non hanno competenze ed esperienze certificate !”

Concludendo, riteniamo che un ritorno al vero significato del merito in ogni campo ed in particolare in quello sanitario, possa segnare il  passo decisivo per la crescita del nostro paese in termini culturali, economici, di civiltà  e vediamo in Lei, illustrissimo Senatore, il nostro interlocutore primo.

La ringraziamo per l’attenzione e La salutiamo cordialmente augurandoLe un buono e proficuo lavoro.