CNA, MACROREGIONE ADRIATICA OCCASIONE DA NON PERDERE

Confronto a Pescara tra imprese e istituzioni sul futuro della macro-area. Per le Marche presenti il presidente della Commissione Trasporti della Regione Enzo Giancarli ed il professor Carlo Carboni.

Le piccole imprese di quattro regioni, insieme, per sostenere il progetto della macro-regione adriatico-ionica, stimolare le istituzioni locali, superare localismi e avviare un confronto costruttivo con Unione Europea e Governo. Questo il senso del convegno, organizzato dalla Cna di Abruzzo, Marche, Molise e Puglia  che si è tenuto a Pescara.

Non si comprende il motivo per cui grandi aziende come Anas ed Ferrovie dello Stato abbiano atteggiamenti troppo autoreferenziali e poco attenti a esigenze di coesione sociale che arrivano dai territori». Lo ha sostenuto Guido Improta, sottosegretario ai Trasporti del  Governo Monti. Secondo Improta, che ha preso parte al dibattito coordinato dal giornalista del Corriere delle Sera, Aldo Cazzullo, con il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e al segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini, “occorre concentrare su alcune grandi infrastrutture le poche risorse disponibili, seguendo un filo conduttore in grado di connettere i territori delle due aree, adriatica e tirrenica:  «ma è assurdo – ha osservato tra l’altro – che in alcuni casi non si riesca da dare pieno vigore a interventi infrastrutturali di qualità perché, magari, manca solo una bretella di un paio di chilometri per il collegamento tra la ferrovia e un porto».

Per le Marche era presente il presidente della IV Commissione Trasporti e infrastrutture del Consiglio regionale Enzo Giancarli, secondo il quale la prospettiva di diventare la terza macro-regione europea, dopo Baltico e Danubio, rappresenta un'occasione decisiva per far tornare l'Adriatico centrale nelle politiche di sviluppo. Un approccio che non si lega solo a una rivendicazione geografica, ma punta a fare dell'Adriatico una importante “area di servizio” per il sistema Paese.”

A questa iniziativa seguiranno altri due convegni in programma a Bari ed Ancona tra la fine di novembre del 2012 e la fine di gennaio del prossimo anno,

«Sotto i colpi della crisi – ha osservato nel suo intervento d’apertura al forum il professor Carlo Carboni, direttore del dipartimento di Scienze sociali dell’università di Ancona – sta sbiadendo lidentità del modello di sviluppo che aveva reso, negli anni Ottanta, il Corridoio adriatico unimportante direttrice dellindustrializzazione del paese.”

Carboni, insieme a  Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica alla facoltà di Architettura di Pescara e a Carlo Viesti, ordinario di Economia applicata nella facoltà di Scienze politiche dell’università di Bari fa parte del Comitato scientifico messo al lavoro dalla Cna delle quattro regioni sul progetto di Macroregione.

Positiva, infine, per il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini «la scelta di mettere in piedi una iniziativa di carattere strategico, nel momento in cui ognuno va per i fatti propri: vince solo chi è in grado di fare sistema, ma i freni sono ancora tanti, a cominciare dalla pervasività della burocrazia».  «Investire – ha ricordato– dipende da fattori diversi, compreso il clima che la politica riesce a mettere in campo: l'epoca delle questue è finita, occorrono politiche di coesione sociale e infrastrutture adeguate».