CNA MARCHE, UN PATTO PER L’ACCESSO AL CREDITO DELLE PICCOLE IMPRESE

L’associazione di categoria lo ha proposto a Regione, Banche e Confidi in un confronto con l’assessora regionale Manuela Bora, il direttore regionale di Intesa Sanpaolo Tito Nocentini e il direttore della Società Regionale di Garanzia Marche Luciano Goffi.

 Un patto tra Regione, banche, confidi e associazioni di categoria per il credito alle piccole imprese. Lo ha proposto il presidente Cna Marche Gino Sabatini in un confronto con l’assessora regionale Manuela Bora, il direttore regionale di Intesa Sanpaolo Tito Nocentini e il direttore della Società Regionale di Garanzia Marche Luciano Goffi.

“Alla Regione, che ha già messo a disposizione dei Confidi risorse importanti, chiediamo” ha affermato Sabatini “di fare un ulteriore sforzo per trovare alti fondi finalizzati ad abbattere il tasso di interessi sui prestiti e ridurre il costo delle pratiche. Dalle banche ci aspettiamo che, lavorando in stretta sinergia con il nuovo Confidi unico e con le associazioni di categoria, finanzino gli investimenti aziendali senza guardare solo al rating ma anche alla validità e alla sostenibilità progettuale, in particolare per le nuove imprese”

In allegato foto dell’iniziativa: da sinistra Nocentini, Goffi, Favaretto, Bora, Sabatini

Dalla Regione l’assessora alle Attività produttive Manuela Bora ha risposto all’appello ricordando “lo stanziamento di 25 milioni di euro che attiveranno 30 milioni di finanziamenti alle piccole imprese. In collaborazione con banche e Confidi sarebbe importante attivare un meccanismo per anticipare alle imprese in graduatoria suoi progetti Fesr, di vedersi anticipati i fondi senza dover aspettare anche due anni prima di vedersi erogare i finanziamenti.”

Il ruolo del nuovo Confidi Unico Srgm diventa fondamentale in questo patto per l’accesso al credito delle piccole imprese.

“Noi ci siamo” ha dichiarato il direttore di Srgm Luciano Goffi “e, forti di 400 milioni di euro di garanzie in essere e 40 mila aziende associate, staremo al fianco delle micro, piccole e medie imprese marchigiane per sostenerle nei processi di investimento, con un occhio di riguardo per quelle operanti nelle zone colpite dal sisma. In particolare forniremo alle piccole imprese consulenze e garanzie, assistendole nella pianificazione finanziaria”

Dai Confidi alle banche. “Anche noi siamo pronti a fare la nostra parte” ha sottolineato Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo -. sostenendo le imprese nei loro bisogni tradizionali e accompagnandole   nello sviluppo di quelle innovazioni e competenze che possono renderle sempre più competitive. Per fare questo occorrono, accanto alla valutazione dei rating economici, una conoscenza diretta e un dialogo costante con le associazioni di categoria.”

Attualmente, secondo i dati della Banca d’Italia, su un totale di 20,4 miliardi di prestiti nei portafogli delle aziende marchigiane, soltanto 4,8 miliardi sono andati alle piccole imprese e 15,6 miliardi alle aziende medio grandi.

“Senza un più forte sostegno delle istituzioni e delle banche” ha precisato il segretario Cna Marche Otello Gregorini “le piccole imprese della nostra regione non riusciranno a superare una fase difficile che le ha viste confrontarsi negli ultimi anni con la crisi economica, il terremoto, la trasformazione dei mercati e le sfide dell’innovazione tecnologica”

Una fotografia del credito alle imprese marchigiane è stata fatta da Giovanni Dini direttore del Centro Studi Cna Marche. “Negli ultimi dodici mesi” ha comunicato Dini “i prestiti concessi alle aziende marchigiane con meno di venti addetti sono diminuiti del 7,2 per cento mentre negli ultimi sette anni i crediti erogati alle piccole aziende si sono ridotti del 32 per cento, con punte del 51,8 per cento nelle costruzioni mentre nel manifatturiero i prestiti sono calati del 18 per cento e nei servizi del 21 per cento. Negli ultimi tre anni i prestiti agli artigiani si sono ridotti del 25 per cento”.

Secondo dati Unioncamere, elaborati dal Centro Studi Cna Marche, la stretta creditizia penalizza soprattutto le nuove imprese. Il 51,8 per cento delle imprese marchigiane nate nel 2017, lo ha fatto con un capitale investito inferiore ai 5 mila euro e il 22,5 per cento con meno di 10 mila euro. Soltanto il 18,9 per cento ha presentato un capitale iniziale investito tra gli 11 e i 50 mila euro e appena il 6,8 per cento di oltre 50 mila euro. L’estrema fragilità patrimoniale porterà queste aziende, se non potranno finanziarsi, a chiudere nei prossimi tre anni. Ecco perché serve il patto per l’accesso al credito proposto dalla Cna.