COLOMBE E UOVA ARTIGIANALI SULLA TAVOLA DEI MARCHIGIANI

Nelle Marche aumenta (rispetto alla Pasqua 2016), l’acquisto di colombe (+ 5,5%) e di uova pasquali ( +7,5%) direttamente nelle pasticcerie artigiane. Questa l’ opzione del 35% dei marchigiani che desiderano essere sicuri di assaporare un prodotto di alta qualità: almeno un uovo pasquale o una colomba acquistati in una pasticceria artigiana deve essere presente a tavola il giorno di Pasqua. Il 9%, ha portato a tavola esclusivamente uova o colombe artigianali di alta qualità acquistate direttamente nelle pasticcerie e/o prodotti nei laboratori dolciari. Il 3 % non ha scelto tra uova di Pasqua o colombe ma ha degustato entrambi i prodotti di alta qualità artigianale.

Il fatturato delle colombe artigianali si attesta in Italia tra i sette e gli otto milioni su un mercato che ne vale circa 24. Nelle Marche si spenderanno circa 200 mila euro per le colombe artigianali su un mercato di 600 mila euro. Il giro d’affari delle uova di cioccolato prodotte nei laboratori artigiani vale in Italia tra gli otto e i dieci milioni rispetto ai 30 complessivi. Nella nostra regione per le uova artigianali si spendono quasi 300 mila euro rispetto ai 900 mila complessivi. Lo rileva una indagine condotta dal Centro Studi della Cna nazionale tra le imprese di pasticceria e di cioccolateria associate alla Cna.

Per un uovo di Pasqua i consumatori spendono mediamente fino a 40/42 euro al kilo con punte di 80/90euro mentre per una colomba artigianale si spende fino a 40 euro al kilo. In entrambi i casi si riesce a soddisfare le esigenze di almeno 10/12 persone tenendo conto che la presenza contestuale dei 2 prodotti a tavola consente di “continuare” la degustazione in famiglia durante l’intera giornata della Pasqua e anche per il successivo lunedì dell’Angelo

Ma che cosa orienta il consumatore verso la colomba artigianale e distingue il prodotto di pasticceria da uno industriale analogo, anche di qualità e costo elevati? Una serie di fattori sapientemente combinati trasformano un semplice dolce da forno in una leccornìa. Non vanno adoperati prodotti semi-industriali né conservanti e/o coloranti artificiali. Occorrono lievitazione e lavorazione naturale, burro non sfruttato eccessivamente per la produzione di formaggio, tuorli quanto più freschi possibile, materie prime selezionate. La certezza degli ingredienti evita anche reazioni da intolleranza alimentare. Punto di forza dell’uovo di Pasqua, oltre all’aspetto, è la qualità eccellente delle materie prime, a cominciare dal cioccolato. Al vertice delle preferenze i prodotti di artigiani cioccolatieri che controllano l’intera filiera. E, comunque, il consumatore deve diffidare sempre – oltre che da siero di latte, aromi artificiali e grassi vegetali – dai troppi ingredienti in genere: più pregiata è la materia prima, meno ce ne sono.