CONFERENZA STAMPA TREND MARCHE: LE PICCOLE IMPRESE SEMPRE PIU’ IN CRISI. STRATEGICO RILANCIARE L’EDILIZIA

L’OSSERVATORIO TRENDMARCHE, realizzato da Confartigianato Marche e da Cna Marche in collaborazione con Banca Popolare di Ancona – gruppo Ubi e in convenzione con Istat Marche, presenta le dinamiche di fatturato, investimenti e costi sulla base di un campione rappresentativo delle imprese con meno di 20 addetti. All’analisi congiunturale è associato un focus tema della burocrazia e delle liberalizzazioni.

 

Le piccole imprese marchigiane sempre più in crisi.

Strategico rilanciare l’edilizia

Ma  il rapporto con la pubblica amministrazione non aiuta, anzi.

 

Il trend dell’economia regionale: l’edilizia sempre più giù. Nel report presentato lunedì 10 dai professori Ilario Favaretto (università di Urbino) e Gianluca Gregori (Politecnica delle Marche) e dal direttore della BPA – gruppo Ubi Dott. Nunzio Tartaglia, si considerano le dinamiche economiche della prima metà del 2012. Alla presentazione del rapporto di TrendMarche erano presenti anche i Presidenti regionali della Cna (Renato Picciaiola) e della Confartigianato (Salvatore Fortuna).

Uno tra i settori in cui la crisi si avverte con maggior gravità – secondo TrendMarche – è quello delle costruzioni: per rilanciare il mercato immobiliare il direttore della BPA Tartaglia ha proposto alla Regione Marche la costituzione di un fondo di garanzia per l’acquisto di case da parte di giovani lavoratori con contratto a tempo determinato. Una dotazione di due milioni di euro consentirebbe al fondo di favorire almeno mille operazione di compravendita con l’effetto di contribuire al rilancio del settore e alla ripresa dell’ampio indotto che attorno ad esso gravita.  

La Banca Popolare di Ancona – gruppo Ubi ha vissuto una fase di difficoltà alla quale ha reagito ristrutturandosi, nella ferma volontà di essere al fianco delle imprese locali insieme ai Confidi, invitandoli a un percorso di accorpamento per conferire ancora maggior peso al ruolo della garanzia.   

 

La tendenza che si delinea – ha spiegato il prof. Favaretto, è di una ulteriore diminuzione del fatturato, che cala del 13% rispetto allo stesso semestre dell’anno prima e tocca il livello più basso registrato da TrendMarche dopo l’avvio della crisi. La nuova fase di ridimensionamento della domanda non riguarda, però, la componente estera del fatturato che, nel primo semestre 2012 registra un aumento del 6,4%. Il ridimensionamento del fatturato complessivo si accompagna a un deciso ridimensionamento degli investimenti: -38,1% per quelli complessivi; -8,2% quelli in macchinari e impianti. L’indicatore di livello degli investimenti complessivi è arrivato  a 38,5 e cioè ben al di sotto di quello registrato all’inizio della fase di crisi. Sono negative anche le dinamiche delle principali voci di spesa: quella per retribuzioni cala del 10,7%; quella per consumi del 5,5%. Pur se meno marcati di quelli di fine 2011, questi ridimensionamenti configurano sia occupazione decrescente che attività produttiva in ulteriore calo. La crisi delle costruzioni (fatturato in calo del 19% rispetto allo stesso semestre 2011) si accompagna a quella del terziario (-9,8%) e del manifatturiero (-7,5%). Tra le manifatture, soffrono meno il calzaturiero (-1,3% il fatturato) e la meccanica (-3,4%) mentre la crisi si aggrava per tessile-abbigliamento (da -4,1% nel secondo semestre 2011 al -21,4% del primo 2012) e per le trasformazioni alimentari (da -10,3% a -18,6%). Il legno-mobile registra un miglioramento congiunturale del fatturato ma in termini tendenziali prosegue la caduta (-12,4%). Tra i servizi, risulta deciso il ridimensionamento del fatturato nelle imprese dei trasporti (-16,4%). Il prof.Favaretto ha concluso affermando che la ripresa deve essere guidata dagli investimenti prima che dai consumi, perché si dovrà trattare di una ripresa diversa da quelle precedenti, sostenibile ed equilibrata, orientata ad un modello di benessere dove sprechi e inefficienze non devono avere più spazio.

 

Burocrazia e mancate liberalizzazioni: come il settore pubblico frena lo sviluppo, sono stati gli argomenti trattati dal prof. Gregori che ha ricordato come l’Italia sia al penultimo posto nella classifica degli Stati più favo­revoli al “fare impresa” dell’UE seguita solo dalla Grecia e che non si trovano soluzioni nel difficile rapporto tra pubblica amministrazione e imprese a problemi come  l’eccessiva produzione normativa, la ridondanza delle procedure ammi­nistrative, le inefficienze organizzative, la carenza di una gestione manageriale degli uffici pubblici, l’arretratezza tecnologica delle amministrazioni, la mancanza di stan­dardizzazione delle procedure.

Un’indagine empirica su 210 imprese marchigiane indica che la presenza del titolare nell’attività burocratica si riscontra nel 24% dei casi, che i costi per adempimenti burocratici ammontano a una quota del fatturato compresa tra l’1% e il 3% in oltre un quarto delle aziende, che l’onere dei costi burocratici è aumentato negli ultimi tre anni per quasi la totalità delle imprese, che tali costi sono principalmente ascrivibili alle aree aziendali riguardanti “Lavoro, previdenza e assistenza”, “Fisco”, “Sicurezza sul lavoro” e “Ambiente” . Così, per il 90% delle PMI una delle principali fonte di costo deriva proprio dall’inefficienza della Pubblica Ammoistrazione: gli elevati adempimenti burocratici sottraggono alle aziende risorse che sarebbero invece necessarie per la formazione del personale, per lo sviluppo delle relazioni con i clienti e per una migliore definizione delle strategie da intraprendere. Numerose (il 56%) sono le aziende che dichiarano di aver trascurato gli aspetti strategici a cause degli adempimenti burocratici.

Una seconda parte della ricerca pone attenzione ai servizi erogati dalla PA: i giudizi sono altamente negativi, in modo particolare per la complessità dell’iter burocratico e per i lunghi tempi di attesa. L’83% delle imprese sottolinea la complessità degli iter burocratici, il 66% l’eccessiva attesa nell’erogazione del servizio pubblico, il 59% è insoddisfatto della competenza del personale pubblico e della sua capacità di proporre soluzioni personalizzate, il 58% lamenta la difficoltà di ottenere informazioni per telefono o via internet.

Né la situazione sembra destinata a migliorare per effetto della recente introduzione del D.L. 5/2012 “Disposizioni urgenti in materia di sempli­ficazione e di sviluppo”: la percezione dei cambiamenti che queste norme potrebbero apportare è per il 62% dei casi orientata a ritenere che la situazione rimarrà invariata, per il 27% improntata alla fiducia su risultati positivi, per il restante 11% alla sfiducia.

 

I principali dati congiunturali:

Fatturato totale – variazioni  % rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente – in evidenza i macrosettori

Semestri e anno

I-2007

II-2007

I-2008

II-2008

I-2009

II-2009

I-2010

II-2010

I-2011

II-2011

I -2012

Meccanica

3,7

-1,8

-3,1

-3,7

-21,2

-15,3

4,5

12,8

1,9

-15,2

-3,4

legno mobile

15,2

16,0

4,1

-2,7

-12,6

-8,3

26,7

18,8

-3,5

-19,9

-12,4

pelli e calzature

5,4

-2,7

2,5

23,1

-27,5

-29,4

8,3

-3,3

2,5

-5,1

-1,3

tessile abbigliam.

28,0

25,1

-27,5

-6,5

9,4

-5,7

7,7

5,8

1,0

-4,1

-21,4

Alimentari

9,7

-3,2

-6,2

1,2

5,2

4,0

-1,9

-0,6

-0,1

-10,3

-18,6

manifatturiero

6,9

2,1

-1,9

-14,3

-28,7

-12,0

9,6

13,0

0,2

-15,7

-7,5

Servizi

4,8

1,2

-3,9

1,0

15,0

14,6

4,3

-5,4

-7,3

-22,3

-5,6

Trasporti

14,2

7,4

-0,5

-0,5

-12,4

-10,1

0,7

3,4

3,8

-32,3

-16,4

riparazione veicoli

3,2

0,0

-6,1

-6,9

-10,1

1,2

6,4

8,2

7,6

-13,5

-4,3

terziario

8,3

3,5

-3,0

-2,0

-5,1

-0,3

3,4

2,1

1,6

-23,8

-9,8

costruzioni

5,8

-2,1

-0,1

-13,0

-17,2

-0,7

-1,0

7,3

1,3

-24,7

-19,0

totale

6,6

0,0

-1,2

-7,6

-15,3

-4,7

3,1

7,4

1,1

-21,8

-13,0

 

Il fatturato nelle sue componenti  – variaz  % sullo stesso semestre dell’anno precedente

MARCHE

I-07

II-07

I-08

II-08

I-09

II-09

I-10

II-10

I-11

II-11

I-12

Fatturato  totale

6,6

0,0

-1,2

-7,6

-15,3

-4,7

3,1

7,4

1,1

-21,8

-13,0

Fatturato estero

-35,4

-39,2

-4,1

1,2

-10,2

-19,7

93,5

132,8

-10,2

-24,0

6,4

Fatturato interno

8,0

0,7

-1,2

-7,7

-15,3

-4,6

2,5

6,7

1,3

-21,7

-13,3

Fatturato c/o terzi

4,7

1,3

-1,2

-11,5

-13,7

-5,0

0,1

8,1

0,6

-23,8

-12,5

 

MARCHE

I-07

II-07

I-08

II-08

I-09

II-09

I-10

II-10

I-11

II-11

I-12

Investimenti totali

-4,6

-10,7

2,5

4,4

-36,3

-30,7

31,2

11,8

-6,4

-25,8

-38,1

Inv.immobilizzazioni materiali

-2,2

-9,0

-5,7

-2,3

-31,2

-26,7

30,1

9,0

-6,8

-25,3

-35,4

Inv. in macchinari

-6,5

-8,3

-12,0

35,1

-28,4

-40,0

11,7

43,9

-12,1

-20,1

-8,2

 

 

MARCHE

I-07

II-07

I-08

II-08

I-09

II-09

I-10

II-10

I-11

II-11

I-12

Spesa retribuzioni

-4,3

-6,1

0,8

11,3

-1,5

-6,1

-9,2

-7,5

13,9

-17,1

-10,7

Spesa consumi

5,9

-5,9

-5,1

1,2

7,4

-0,9

-16,0

-10,9

8,8

-16,1

-5,5

Spesa formazione

 

 

 

 

-6,4

-5,6

-21,6

18,8

34,7

-6,3

-32,0

Spesa assicurazioni

-17,8

-11,1

-29,5

-7,3

-4,5

-5,1

-2,7

15,3

15,6

-15,1

14,2