CONSORZIO DI BONIFICA, UN’ ULTERIORE TASSA PER OLTRE 10 MILA IMPRESE

LOGO CONS BONIFICAUn esborso medio di 92 euro per complessivi 971 mila euro. E’ quello che dovranno pagare al Consorzio di bonifica regionale i 10.469 proprietari di immobili industriali, commerciali ed artigianali situati all’esterno dei centri abitati.

 Gli artigiani non si fidano e temono che si tratti dell’ennesima tassa per mantenere un carrozzone pubblico e per scaricare sulle aziende le inefficienze delle precedenti gestioni dei consorzi di bonifica provinciali. Cna e Confartigianato chiedono chiarezza alla Regione ed una campagna informativa su ruolo e compiti del Consorzio.

 Un esborso medio di 92 euro per complessivi 971 mila euro. E’ quello che dovranno pagare al Consorzio di bonifica regionale i 10.469 proprietari di immobili industriali, commerciali ed artigianali situati all’esterno dei centri abitati. Dovranno pagare la tassa, per la quale in questi giorni sta arrivando l’avviso bonario, anche 137 mila proprietari di aree agricole e 40 gestori del servizio idropotabile. Per i terreni agricoli l’importo dovuto è di 1,90 euro ad ettaro per i terreni di bassa collina e costieri e di 1,30 euro per i terreni montani e di alta collina. Per i gestori del servizio idrico l’imposta è di 1 centesimo ogni metro cubo di acqua. Somme consistenti che dovrebbero servire a realizzare interventi per contrastare e prevenire il dissesto idrogeologico e intervenire per la manutenzione dei 18.700 chilometri della rete idraulica regionale. Ma gli artigiani non si fidano e temono che si tratti dell’ennesima tassa per mantenere un carrozzone pubblico e per scaricare sulle aziende le inefficienze delle precedenti gestioni dei consorzi di bonifica provinciali.

Secondo le associazioni artigiane la unificazione dei consorzi di bonifica provinciali in un unico consorzio regionale risulta svincolata da un organico piano di intervento idrogeologico e di controllo delle acque e delle condizioni di sicurezza di imprese e cittadini che risiedono lungo i corsi e gli assi fluviali. Un piano che riflette scelte urbanistiche vecchie e nuove e che va approfondito ed esaminato con la Regione, gli enti locali e le associazioni delle imprese.

“In questa fase di crisi” affermano Cna e Confartigianato Marche “gravare le nostre imprese, che già sopportano una tassazione pesantissima che si porta via oltre il 60 per cento del loro reddito, di un ulteriore balzello, non aiuta sicuramente il nostro sistema produttivo ed aumenta la diffidenza degli imprenditori verso le istituzioni pubbliche, percepite sempre più come esose e inefficienti. Per questo guardiamo con grande preoccupazione agli impatti che ciò può avere sulle piccole imprese marchigiane, riguardo ai costi del Consorzio regionale, che assorbono i notevoli debiti dei Consorzi provinciali, e all’esborso economico a cui le imprese sono chiamate nonchè all’aumento o di norme e competenze sulla tutela dei corsi d’acqua, di difficile comprensione da parte di cittadini e imprese. Serve a nostro avviso una competenza unica nella gestione della tutela dei corsi idrici. Per questo chiediamo alla nuova Amministrazione Regionale   chiarezza e una maggiore presenza e regia Riteniamo necessario infatti che, al di là delle competenze stabilite dalla normativa, occorra rafforzare una regia politico-istituzionale che sola può comprendere e offrire soluzioni alla complessità dei problemi e garantire equità e sostenibilità economica nella ripartizione dei carichi tributari tra gli operatori economici.”

Confartigianato e Cna Marche chiedono   al Consorzio di bonifica di prevedere una campagna informativa per fare chiarezza sui tributi richiesti e soprattutto sulla motivazione per la quale si chiede agli imprenditori di pagare e i vantaggi che si conseguirebbero dall’azione del Consorzio. Inoltre non è chiaro quando e per chi operi l’esenzione in caso di allaccio alla rete fognaria pubblica. Discutibile, secondo le associazioni artigiane, è anche la richiesta di pagare contestualmente due annualità (2014 e 2015) entro il 31 luglio. Sarebbe opportuno prevedere pagamenti dilazionati.