Convegno Cna ad Ascoli Piceno l’8 ottobre

Rosso                                                                                                                                                                                                                 Rosso di sera . . . . .                                                                                                                 DOPO LA CRISI SARÀ LA MICROIMPRESA A GUIDARE LA RIPRESA E CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO

E’ quando risulta dal sondaggio Cna su un campione di cittadini e imprenditori Tra i marchigiani esiste la convinzione più alta sul fatto che il lavoro nero ( per il 90,9 %) e la concorrenza sleale dei Paesi a basso costo del lavoro (81,8%), danneggino molto le microimprese, una valutazione condivisa dal 60 per cento del campione nazionale.

Sarà la microimpresa a guidare la ripresa e creare nuovi posti di lavoro. E’ quanto emerge da un’indagine effettuata per conto della Cna di Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria, dall’Istituto Freni Ricerche Sociali e di Marketing di Firenze che ha intervistato un campione di cittadini e piccoli imprenditori. Secondo l’indagine la micro e piccola impresa non solo guiderà la ripresa, ma crescerà ancora numericamente, proprio perché oggi ormai il posto di lavoro bisogno crearselo. Le micro imprese stanno nascendo in settori nuovi e proprio in questi saranno in grado di creare nuovi posti di lavoro: ICT, green economy, servizi ecologici e ambientali, servizi alla persona. Il problema per queste imprese, secondo i cittadini intervistati, è costituito dal peso dell’inefficienza della pubblica amministrazione che rappresenta un vero e proprio impedimento allo svolgimento dell’attività. La microimpresa, nata dal territorio e nel territorio radicata, rappresenta una fonte di benessere e occupazione decisamente superiore a quella rappresentata dalle grandi industrie. Non soltanto agli occhi degli stessi imprenditori, ma anche di gran parte dei cittadini, l’autentico protagonista dell’avventura economica è proprio il lavoratore autonomo. L’indagine il cui titolo è “Le micro e piccole imprese allo specchio. La percezione del ruolo dell’imprenditoria diffusa per l’economia e la vita sociale” effettuata dall’Istituto Freni sarà al centro del Forum promosso dalla CNA delle quattro regioni del Centro Nord che si terrà presso la Camera di Commercio di Ascoli Piceno venerdì 8 ottobre alle ore 17. Al Forum parteciperanno: Aldo Bonomi Presidente A.A.STER, Luca Ferrucci Università di Perugia, Vincenzo Freni, Gian Luca Gregori Università Politecnica Marche, Sergio Silvestrini Segretario nazionale Cna. Nel giudizio degli intervistati le piccole e microimprese, “i cuori pulsanti dell’economia”, creano ricchezza e posti di lavoro in silenzio, senza ricevere agevolazioni e sussidi, rischiando in proprio, resistendo non solo a “regole del gioco” che cambiano in continuazione, ma anche alla concorrenza sleale e all’illegalità. La microimpresa, pur esposta ai venti della crisi internazionale in misura molto superiore alla grande impresa, ha contribuito sino ad oggi in modo decisivo alla tenuta dell’economia e dell’occupazione. Alla domanda “secondo lei quanto è importante la micro impresa per l’economia nazionale?”, il 50,4% risponde molto ed il 45% abbastanza. Se ci si limita alle Regioni del Centro Nord, la percentuale di chi ritiene molto importanti le piccole imprese, sale all’80 per cento e raggiunge addirittura il !00 per cento tra i marchigiani. Giudizi ugualmente positivi (84%) sull’importanza delle micro imprese nella vita sociale. Buona è anche la considerazione su quanto le piccolissime imprese, in questa fase di recessione, contribuiscono alla tenuta dell’economia: molto per il 32,3% degli intervistati, abbastanza per il 46,3%. Un ruolo decisivo, inoltre, viene riconosciuto alle micro imprese sul fronte della tenuta occupazionale: questa la percezione dell’87% degli intervistati. Tanto che per la maggioranza degli intervistati, quando l’economia tornerà a crescere, le micro e piccole imprese saranno in grado di creare nuovi posti di lavoro (lo dice il 68,9%). La micro e piccola impresa soffre molto di più la crisi che non la grande (53%). Davvero scarsa l’attenzione che il Governo concede alle esigenze delle micro imprese, pressoché inascoltate e non sostenute: per il 71% degli intervistati il Governo guarda soprattutto, se non esclusivamente, agli interessi delle grandi imprese. Tra i marchigiani esiste la convinzione più alta sul fatto che il lavoro nero ( per il 90,9 %) e la concorrenza sleale dei Paesi a basso costo del lavoro (81,8), danneggino molto le microimprese, una valutazione condivisa dal 60 per cento del campione nazionale.