COSTO DEL GASOLIO, L’ALLARME DEGLI AUTOTRASPORTATORI MARCHIGIANI

Novecento euro all’anno di maggiori costi per il gasolio da autotrazione. E’ quello che devono sborsare gli oltre 3 mila autotrasportatori marchigiani che lavorano su linee nazionali a causa dell’aumento di 0,026 euro al litro in poco più di quattro mesi.

 COSTO DEL GASOLIO, L’ALLARME DEGLI AUTOTRASPORTATORI MARCHIGIANI

 Grazioli: Non ce la facciamo più. Nei primi sei mesi del 2018 hanno cessato l’attività 115 aziende di autotrasporto, a fronte di sole 14 nuove iscrizioni all’Albo. Il peso delle imposte sul gasolio va ridotto sotto il 50 per cento”.

Novecento euro all’anno di maggiori costi per il gasolio da autotrazione. E’ quello che devono sborsare gli oltre 3 mila autotrasportatori marchigiani che lavorano su linee nazionali a causa dell’aumento di 0,026 euro al litro in poco più di quattro mesi. Più contenuta la spesa per i restanti 600 autotrasportatori che si limitano a effettuare viaggi all’interno della regione.

“In ogni caso si tratta di costi” afferma il presidente Cna Fita Marche Roberto Grazioli ”che vanno a gravare sui bilanci di imprese che sono già ridotti all’osso a causa non solo del caro gasolio ma anche della concorrenza di vettori stranieri e dei pedaggi autostradali. La conseguenza? Nei primi sei mesi del 2018 hanno cessato l’attività 115 aziende di autotrasporto, a fronte di sole 14 nuove iscrizioni all’Albo”.

Al primo ottobre in Italia il prezzo del gasolio alla pompa è di 1,528 euro al litro. Sui 28 Paesi dell’Unione Europea soltanto in Svezia pagano di più (1,559 euro). Ma in Italia, a differenza della Svezia, fare il pieno costa caro a causa dell’incidenza delle imposte sul prezzo alla pompa, che si “mangia”0,855 euro al litro, pari al 58,44 per cento del prezzo totale. Al contrario, il prezzo industriale incide molto meno. Senza imposte pagheremmo il gasolio 0,635 euro al litro e ci collocheremmo al diciannovesimo pasto tra i Paesi dell’Unione Europea.

“Noi” sostiene Grazioli “chiediamo al Governo l’eliminazione di accise anacronistiche, come quelle che ancora paghiamo per la guerra d’Etiopia o per il terremoto dell’Irpinia. In tutto paghiamo ben 17 accise a cui va aggiunta l’Iva al 22 per cento. L’Italia deve portare le imposte sul gasolio sotto il 50 per cento del costo complessivo alla pompa, come avviene in tredici Paesi dell’Unione Europea. Ne va non solo del futuro dlel’autotrasporto, ma è in gioco la competitività del sistema Paese”.