COVID19 – QUATTRO PUNTI PER RIPARTIRE. GREGORINI SEGRETARIO CNA MARCHE

 

PRESTITI A TASSO ZERO ALLE IMPRESE DA RESTITUIRE IN 30 ANNI. SENZA LIQUIDITA’ NON SE NE ESCE.

Un crollo dl Pil del 7,7 per cento nel 2020 e del 3,3 per cento nel 2021. E’ lo scenario disegnato per l’economia marchigiana, nel caso che l’emergenza Coronavirus non finisca a maggio ma si protragga anche nei mesi successivi.  Per le piccole imprese marchigiane, che sono l’ossatura del nostro sistema economico, la botta sarebbe tremenda. Augurandoci che tale scenario catastrofista non si realizzi e che sia possibile riaprire le attività economiche prima dell’estate, occorre comunque prepararci al peggio e mettere in piedi un vero e proprio piano Marshall capace di investire nell’economia italiana centinaia di milioni di euro, attraverso la Bce, la Bei, i Coronabond o qualunque altro meccanismo finanziario capace di far arrivare liquidità alle imprese e alle famiglie a costo zero o vicino allo zero. Un’esigenza tanto più sentita, quella dei finanziamenti alle imprese, in una regione come la nostra,  dove il 95 delle imprese ha meno di 10 dipendenti ed è sottocapitalizzato.  A queste aziende servono subito prestiti senza interessi garantiti dallo Stato, tramite i Confidi, da restituire in 30 anni. Per l’erogazione dei crediti si dovrebbe tener conto del fatturato dell’anno precedente e del numero di dipendenti. Senza liquidità da far arrivare alle imprese subito non se ne esce.

FAR PARTIRE SUBITO TUTTE LE OPERE PUBBLICHE CANTIERABILI

L’edilizia è sempre stata, per le Marche, il motore dell’economia, capace di trainare un larghissimo indotto di impiantistica, laterizi e materiale edile. Adesso i cantieri sono chiusi, compresi quelli della ricostruzione. Dal giorno dopo la riapertura dei cantieri, devono partire immediatamente tutte le opere pubbliche cantierabili, sia le grandi infrastrutture sia le piccole opere locali e quelle green. Almeno per un anno occorre mettere da parte il Codice degli appalti e snellire al massimo le procedure per moltiplicare i cantieri e i lavori nei settori edile e impiantistico. Anche perché molte di queste opere sono già finanziate e sono bloccate dalla burocrazia. In tempi straordinari non ce lo possiamo permettere. Nessun cantiere dovrà rimanere fermo per la mancanza di un timbro o di una autorizzazione che bloccano l’appalto o l’erogazione dei fondi.

ZERO BUROCRAZIA E STOP AL FISCO NEL 2020  LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE CHIUSE PER CORONAVIRUS

Le imprese sono chiuse ma le spese corrono. Se per i dipendenti si utilizza il paracadute della cassa integrazione, i pagamenti di tasse e imposte continuano a correre, le rate dei mutui scadono, gli affitti degli immobili si accumulano e le fatture arrivano a scadenza.  Se questa catena non si ferma, moltissime aziende non ce la faranno. Per il Cerved i fallimenti nel 2020 supereranno il 10 per cento, più del doppio rispetto allo scorso anno.  Per questo la mano del fisco deve fermarsi. Stop all’Imu e agli altri tributi comunali.  Congelare il bollo auto, l’Irap e le altre imposte regionali. E soprattutto rinviare a novembre o anche al prossimo anno il pagamento delle tasse statali. Tutte le risorse a disposizione dell’imprenditore devono servire a far partire il motore aziendale e a riassorbire il prima possibile il personale in cassa integrazione, sgravando lo Stato dei costi della stessa.

INVESTIRE NELLE TECNOLOGIE, NELLA RETE E NELLA DIGITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

Secondo Swg il 17 per cento degli italiani ha migliorato le proprie competenze informatiche durante la quarantena. Se questa crisi ci lascerà una lezione, sarà sicuramente quella dell’importanza della tecnologia digitale. Smart Working, e-commerce,  automazione delle lavorazioni. Le Marche sono indietro per quanto riguarda la copertura in banda ultra larga della regione e per l’utilizzo della tecnologia digitale nelle imprese. Negli anni passati gli investimenti pubblici e privati in tecnologie sono stati tra i più bassi in Europa. Mi auguro che l’epidemia serva a convincere enti pubblici ed imprenditori, soprattutto i più piccoli, che gli investimenti in tecnologia sono necessari per aumentare la produttività.

LA FORZA DELLE IMPRESE, MA NON TOGLIETE LORO L’OSSIGENO

Gli imprenditori soffrono a tenere chiuse le porte di negozi, capannoni, bar e ristoranti. Se verranno messi in condizione di ripartire e se verrà fornita loro la liquidità necessaria, con un forte intervento dello Stato e dell’Europa, sono convinto che saranno capaci di un forte rimbalzo già nel 2020, smentendo le previsioni del Cerved e riportando in Pil in territorio positivo.

Questa è un virus che toglie l’ossigeno alle persone. Non togliamolo anche alle imprese.