CREDITO ALLE IMPRESE. I SOLDI CI SONO, MA NON PER GLI ARTIGIANI

La denuncia di Leonardo Nafissi, direttore nazionale Fedart Fidi, all’assemblea di Fidimpresa Marche: “alle grandi imprese va l’80 per cento del credito ed alla piccola impresa rimane una fetta del 20 per cento”.

 Fidimpresa Marche ha presentato il bilancio 2016. Con più di 24 mila soci, lo scorso anno ha garantito a 3.028 imprese, finanziamenti per 174 milioni di euro.

 “I soldi ci sono. Ma non per tutti. Ci sono per le grandi aziende che ottengono dalle banche finanziamenti a tassi molto bassi e li usano per fare investimenti finanziari. Non ci sono per i piccoli imprenditori che non sono in grado di fornire garanzie personali e non possono finanziare i progetti di sviluppo aziendale” Lo ha sostenuto Leonardo Nafissi, direttore nazionale Fedart Fidi, intervenendo a Senigallia all’assemblea di Fidimpresa Marche, il Confidi della Cna. Un “credit crunch” che lo scorso anno ha colpito pesantemente le imprese artigiane delle Marche, che hanno visto ridursi i prestiti bancari del 13 per cento.

“Una situazione ” ha denunciato Nafissi durante la tavola rotonda moderata dall’economista di Nomisma Marco Marcatili, “ che frena lo sviluppo e l’irrobustimento delle piccole imprese e la ripresa economica. Infatti le imprese sotto i 20 dipendenti sono oltre il 95 per cento di tutte le imprese italiane, offrono lavoro al 70 per cento degli occupati e producono il 58 per cento del valore aggiunto. Malgrado questi dati, alle grandi imprese va l’80 per cento del credito ed alla piccola impresa rimane una fetta del 20 per cento”.

Processo alle banche, dunque.   Ma Franco Di Colli, vicepresidente ABI delle Marche non ci sta. “Su progetti seri delle imprese le banche ci sono. Sono pronte a lavorare con i Confidi che in questi anni sono stati un sostegno importante per le imprese ed hanno assicurato garanzie alle banche. Serve una collaborazione sempre più stretta con i Confidi, che conoscono le imprese e possono fornire alle banche informazioni fondamentali per l’erogazione del credito”

Sarà anche vero. Ma agli artigiani i conti non tornano. A dirlo il presidente Cna Marche Gino Sabatini secondo il quale “le imprese più grandi hanno sempre le condizioni migliori di accesso al credito mentre alle nostre piccole imprese i prestiti costano molto di più. E poi mancano certezze. Non riusciamo a riscuotere i crediti e otteniamo finanziamenti solo sulle garanzie personali e non sui progetti. La situazione è drammatica perché il 40 per cento delle imprese marchigiane ha subito danni dal terremoto e non riuscirà a risollevarsi senza l’aiuto di banche e istituzioni. Purtroppo neanche le condizioni dei bilanci pubblici aiutano. Ed i piccoli, come sempre, sono quelli che purtroppo rischiano di rimetterci di più.”

Crisi di liquidità e difficoltà di accesso al credito frenano le imprese artigiane. Caduta degli investimenti, occupazione ferma, aziende che chiudono. Un circolo vizioso da quale è dificile uscire.

“Nel 2016” ha affermato il direttore del Centro Studi Cna Marche Giovanni Dini “solo il 17,4 per cento delle imprese artigiane con dipendenti delle Marche ha effettuato investimenti. Tra le imprese con meno di 20 addetti gli investimenti sono crollati del 40,7 per cento. Come se non bastasse aumentano le dilazioni di pagamento che gli artigiani marchigiani sono costretti a concedere ai clienti ( nel 26,3 per cento dei casi) mentre riescono ad ottenere lo stesso trattamento solo nel 4,3 per cento di casi”.

Economia delle Marche al palo. La conferma arriva dal direttore della Banca d’Italia Gabriele Magrini Alunno che ha anticipato alcuni dei dati che l’Istituto presenterà tra alcune settimane.

“Nelle Marche la crisi economica non è finita. Il Pil è fermo da due anni sullo zero virgola e il terremoto ha rallentato ulteriormente il sistema produttivo regionale. Abbiamo registrato nel 2016 una crescita debole per gli elettrodomestici e una flessione netta della moda e delle costruzioni. In particolare sotto i 20 dipendenti le imprese sono ancora in difficoltà mentre oltre i 50 dipendenti aumentano produzione, investimenti e fatturato ma non cresce l’occupazione. Nemmeno nelle costruzioni e nei servizi, come invece sta accadendo in altre regioni italiane.”

CARDINALI E GAGLIARDINI : “SI AL CONFIDI UNICO, A PATTO CHE DIETRO CI SIA UN SERIO PROGETTO INDUSTRIALE”

Confidi. Da questi organismi passa l’accesso al credito delle piccole imprese e degli artigiani. Nel 2016 il sistema creditizio marchigiano ha concesso alle imprese prestiti per 24,4 miliardi di euro rispetto ai 25,4 dell’anno precedente. Un calo del 4 per cento che sarebbe stato ben più consistente senza il miliardo e mezzo di credito, pari al 6 per cento del totale, garantito dai Confidi alle piccole e medie imprese della regione. Nelle Marche l’obiettivo è quello di arrivare ad un unico Confidi regionale. Un obiettivo per il quale la Regione ha messo sul tavolo 12 milioni di euro.

“Noi ci siamo” hanno affermato il presidente di Fidimpresa Marche Sabina Cardinali e il direttore Giancarlo Gagliardini “ a patto che il Confidi unico non sia solo una sommatoria di Confidi ma il risultato di un progetto industriale che consenta al nuovo organismo non solo di prestare garanzie sui crediti alle imprese ma anche di fare finanza innovativa, consulenza finanziaria, patrimonializzazione. Dovrà essere un progetto articolato, capace di attivare più credito e più servizi per la crescita dei soci imprenditori e per lo sviluppo del territorio. Con più di 24 mila soci, Fidimpresa Marche, che ha approvato il bilancio 2016 al termine della tavola rotonda sul credito e l’economia delle Marche, lo scorso anno ha garantito a 3.028 imprese, finanziamenti per 174 milioni di euro. L’81,3 per cento delle imprese ha richiesto prestiti per esigenze di liquidità aziendale e solo il 18,7 per cento per realizzare investimenti, soprattutto per la ricerca e lo sviluppo.”.