CRISI MERLONI, ASSOCIAZIONI ARTIGIANE CONTRO LA REVOCA DEI PAGAMENTI AI FORNITORI

Le associazioni hanno chiesto un incontro ai Commissari e convocato una riunione delle aziende che hanno ricevuto le citazioni per la restituzione delle somme percepite, per lunedì 14 novembre alle 18, presso al sede della Cna di Fabriano, in via Martiri della Libertà al fine di  valutare le azioni da intraprendere nei confronti dei Commissari, delle istituzioni e del Tribunale civile di Ancona.

 

CRISI MERLONI, REVOCA DEI PAGAMENTI AI FORNITORI

CONFARTIGIANATO E CNA MARCHE: “OLTRE  IL DANNO ANCHE LA BEFFA” 

 

Sono oltre 50 le piccole e medie imprese e gli artigiani, soprattutto fornitori, che si sono visti recapitare citazioni ed azioni legali da parte dei Commissari straordinari per l’accertamento e la revoca dei pagamenti (decine di milioni di euro) )  effettuati dalla Merloni tra il 14 aprile ed il 14 ottobre 2008.

 

Dovranno restituire decine di milioni di euro ricevuti dalla Merloni nei sei mesi precedenti la gestione commissariale dell’azienda. Sono oltre 50 le piccole e medie imprese e gli artigiani, soprattutto fornitori, che si sono visti recapitare citazioni ed azioni legali da parte dei Commissari straordinari per l’accertamento e la revoca dei pagamenti effettuati dalla Merloni tra il 14 aprile ed il 14 ottobre 2008.

“ Si tratta” affermano Cna e Confartigianato delle Marche “ di un fatto sorprendente e grave che contraddice gli impegni assunti in passato dagli stessi Commissari, i quali nella relazione del 5 aprile 2009, riconoscevano che può essere autorizzato il pagamento dei creditori anteriori al commissariamento, quando ciò sia necessario  per evitare un grave pregiudizio alla continuazione dell’attività d’impresa o alla consistenza patrimoniale dell’impresa stessa.”

Questa, secondo Confartigianato e Cna Marche, è proprio la situazione nella quale si trovano quasi tutti i fornitori della Merloni, che debbono affrontare una gravissima crisi, alla quale la richiesta dei Commissari straordinari Confortini., Rizzi e Montaldo,  se accolta dal tribunale, darebbe il colpo di grazia.

“Inoltre” precisano Cna e Confartigianato “questa richiesta arriva dopo tre anni dall’insediamento dei Commissari. Una decisione tardiva che contraddice gli impegni precedentemente assunti e riteniamo possa essere  finalizzata soltanto a favorire i nuovi acquirenti”.

Le associazioni hanno convocato una riunione delle aziende che hanno ricevuto le citazioni dei Commissari per lunedì 14 novembre alle 18, presso al sede della Cna di Fabriano, in via Martiri della Libertà per valutare le azioni da intraprendere nei confronti dei Commissari, delle istituzioni e del Tribunale civile di Ancona.

D’altro canto, proprio i Commissari Straordinari, nella loro relazione riconoscevano che “lo Stato di tensione finanziaria derivato dal protrarsi della crisi, ha determinato anche in questo vasto insieme di fornitori, condizioni di gravissima crisi, prossima alla irreversibilità e all’insolvenza. Ciò ha determinato condizioni di inasprimento dei rapporti commerciali con gravissime difficoltà, anche a fronte del pagamento in contanti, ad ottenere la fornitura della merce richiesta, anche per l’impossibilità, più volte manifestata da parte delle piccole e piccolissime aziende dell’indotto, di alimentare con quel limitato provento il proprio più ampio e oneroso ciclo produttivo”,

Per questo motivo, i segretari regionali di Cna e Confartigianato, Silvano Gattari e Giorgio Cippitelli, hanno scritto una lettera ai Commissari per chiedere un incontro urgente, al fine di conoscere le motivazioni di questa decisione e lo stato generale della situazione, per discutere eventuali soluzioni. La lettera è stata inoltrata, tra gli altri, anche al ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e all’assessore alle Attività produttive Sara Giannini.

Confartigianato e Cna Marche invitano, inoltre, istituzioni e forze politiche locali a intervenire nei confronti dei Commissari perché la situazione, in particolare nel fabrianese, è potenzialmente esplosiva. Se tutte le imprese dovessero restituire le somme percepite dalla Merloni, si troverebbero costrette a chiudere e licenziare i dipendenti, dando il colpo di grazia ad un sistema produttivo in ginocchio.