CRISI MERLONI, GLI ARTIGIANI IN TRIBUNALE CONTRO I COMMISSARI

Ribadito dai Commissari le revocatorie di quanto percepito dai fornitori nei sei mesi antecedenti l’Amministrazione controllata sono un atto dovuto. Cna e Confartigianato, fallito il tentativo di accordo, resisteranno per vie legali. In cantiere anche un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico per un estremo tentativo di far recedere i Commissari così come anche  comprendere se ci sono ancora possibilità di manovra nell’accordo di programma stipulato con le Regioni Marche, Umbria e Emilia Romagna.

FUMATA NERA NELL'INCONTRO TRA I COMMISSARI ARDO E GLI ARTIGIANI , ORA LA PAROLA PASSA AL TRIBUNALE DI ANCONA

Fino ad oggi sono 270 le richieste di revocatoria spedite dai Commissari a banche, imprese e fornitori della Merloni di  Marche, Umbria ed Emilia Romagna, per decine di milioni. Solo nel territorio marchigiano sono più di 50 gli artigiani coinvolti ,  coinvolti in questa procedura e che si sono visti richiedere la restituzione di   oltre 4 milioni di euro.

 

Fumata nera nell’incontro delle Associazioni Artigiane con i Commissari Straordinari della Ardo di Fabriano. Di fonte alla richiesta di Cna e Confartigianato di annullare le richieste di revocatoria  per le somme versate a creditori, banche e fornitori nei sei mesi antecedenti l’avvio della procedura di amministrazione straordinaria, i commissari hanno ribadito di aver eseguito un atto obbligatorio per legge..

Una decisione duramente contestata dalle Associazioni Artigiane, sia nel merito tramite i propri legali presenti all’incontro, sia nella forma affermando e sostenendo che tra aprile e ottobre del 2008 le imprese della subfornitura della Ardo vennero convinte da azienda e Istituzioni a continuare a lavorare per l’azienda fabrianese in modo da evitarne il fallimento. Così facendo il loro credito è ulteriormente aumentato, ed ora, in cambio di questa dimostrazione di fiducia e di responsabilità, si trovano a dover restituire somme che erano loro dovute.

 Secondo le Associazioni Artigiane, le azioni di revocatoria sono un atto discrezionale e non obbligatorio per i Commissari, che dovrebbero considerare la storia del rapporto tra fornitori ed azienda e le conseguenze delle loro azioni, che provocheranno la chiusura di molte imprese artigiane e il licenziamento dei loro dipendenti.

Nonostante le reiterate richieste di incontro inoltrate da  Confartigianato e CNA Marche ai Commissari Straordinari  per tutelare le Imprese Associate, gli stessi hanno sempre e solamente pensato ai dipendenti della A.Merloni spa e non anche a quelli delle Imprese dell’indotto che ora dovranno resistere per via legali presso il tribunale di Ancona.

Confartigianato e CNA Marche coinvolgeranno tutti i soggetti deputati – Regione Marche Umbria e Emilia Romagna,  Province di riferimento, Comuni Interessati, Onorevoli e Senatori dei territori coinvolti  sollecitando il loro intervento al fine di evitare, con la chiusura delle imprese artigiane, la crisi di interi comparti distrettuali con pesanti conseguenze sociali. In cantiere anche un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico per un estremo tentativo di far recedere i Commissari così come anche  comprendere se ci sono ancora possibilità di manovra nell’accordo di programma stipulato con le Regioni Marche, Umbria e Emilia Romagna.

Fino ad oggi sono 270 le richieste di revocatoria spedite dai Commissari a banche, imprese e fornitori della Merloni di  Marche, Umbria ed Emilia Romagna, per decine di milioni. Solo nel territorio marchigiano sono più di 50 gli artigiani coinvolti ,  coinvolti in questa procedura e che si sono visti richiedere la restituzione di   oltre 4 milioni di euro.

Confartigianato e Cna invitano le imprese che si sono viste recapitare l’atto di revocatoria a contattare le loro sedi di Fabriano, al fine di fornire ogni informazione utile per la successiva azione legale.