DAL MOZAMBICO ALL’UZBEKISTAN E DAL BHUTAN ALLA NUOVA ZELANDA LE IMPRESE PORTANO LE MARCHE NEL MONDO

FOTO EXPORTSono stati 195 i Paesi dove nel 2014 sono “sbarcati” gli imprenditori marchigiani per vendere i loro prodotti. Un viaggio nei cinque continenti che ha riportato le esportazioni marchigiane ai livelli antecedenti la crisi. Ad affermarlo il Centro Studi di Cna Marche e l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche, che hanno elaborato i dati Istat per la nostra regione.

 Le imprese portano le Marche nel mondo. Sono stati 195 i Paesi dove nel 2014 sono “sbarcati” gli imprenditori marchigiani per vendere i loro prodotti. Dai mobili in Mozambico alle calzature in Uzbekistan e in Groenlandia. Dagli elettrodomestici nel Bhutan ai prodotti da forno in Nuova Zelanda. Un viaggio nei cinque continenti che ha riportato le esportazioni marchigiane ai livelli antecedenti la crisi. Infatti lo scorso anno le imprese marchigiane hanno esportato merce per 12,3 miliardi di euro come nel 2007, rispetto agli 8 miliardi del 2008 ed agli 11,6 miliardi del 2013, con un aumento del 7,5 per cento, ben superiore alla media nazionale, che è stata del 2 per cento. Sono aumentate anche le importazioni da 6,8 a 7 miliardi di euro (+3,5) mentre per l’Italia sono diminuite dell’1,6 per cento. A risentirne positivamente la Bilancia commerciale della nostra regione, in attivo di 5,4 miliardi di euro. Ad affermarlo il Centro Studi di Cna Marche e l’Ufficio Studi di Confartigianato Marche, che hanno elaborato i dati Istat per la nostra regione.

“E’ solo grazie alla capacità dei nostri imprenditori di vendere i loro prodotti all’estero” sostengono i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Marche Salvatore Fortuna “se il sistema produttivo marchigiano ha saputo resistere alla crisi, malgrado il crollo dei consumi interni. Un risultato che si deve alla qualità delle merci prodotte nelle Marche, all’intraprendenza delle 6.798 imprese esportatrici marchigiane, pari al 28,9 per cento delle imprese manifatturiere, ed al sostegno che hanno trovato nelle associazioni di categoria, nella Regione e nelle Camere di commercio. Noi siamo convinti che si possa fare ancora meglio e che almeno altre 2 mila piccole e medie imprese marchigiane abbiano le potenzialità per guardare ai mercati esteri ma devono essere aiutate in questo percorso con finanziamenti per l’internazionalizzazione e per la partecipazione a Fiere e promozioni oltre frontiera”.

Il mercato di riferimento delle imprese marchigiane rimane quello dell’Unione Europea dove lo scorso anno sono state vendute merci per 7,6 miliardi di euro, pari al 61,3 per cento di tutto l’export regionale. In cima alla lista dei Paesi che importano prodotti dalle Marche si conferma il Belgio con 1,9 miliardi di euro ed un incremento del 31,3 per cento rispetto al 2013. Ma il primato è dovuto esclusivamente ad una multinazionale farmaceutica che produce medicinali per 1,7 miliardi nella provincia di Ascoli Piceno e li importa nella casa madre di Bruxelles. Il mercato tedesco nel 2014 ha scalzato quello francese dal secondo posto grazie ad una crescita del 23,9 per cento che ha portato l’export marchigiano in Germania a 1,2 miliardi rispetto al miliardo della Francia, dove abbiamo perso il 5,6 per cento. Tra i principali mercati in forte crescita quello inglese (+16,6 per cento) grazie alle macchine industriali ed ai prodotti della moda mentre quello russo, a causa dell’embargo per la crisi con l’Ucraina, ha perso nel 2014 il 17,1 per cento, scendendo da 724 a 600 milioni di euro. Altri mercati dove le nostre esportazioni hanno registrato aumenti a doppia cifra sono stati l’India (+26,4) e l’Arabia Saudita (+15,1). Perdiamo invece quote di mercato in Brasile (-20,1), Sud Africa (-8,7), Cina (-5,3) e Stati Uniti (-3,2).

“Si tratta” affermano Fortuna e Sabatini “di grandi mercati extraeuropei che negli anni scorsi avevano registrato importanti aumenti delle esportazioni marchigiane e che nel 2014 hanno avuto una battuta di arresto. Occorre rafforzare la presenza della nostra regione e le iniziative utili a presidiare quei mercati, dove milioni di consumatori possono assorbire quote importanti della produzione manifatturiera marchigiana”.

Il settore trainante dell’export marchigiano si conferma anche nel 2014 quello della moda con 2,7 miliardi di euro (+0,7) seguito dagli articoli farmaceutici con 2,4 miliardi. Oltre il miliardo di euro di merce esportata anche per la meccanica (1,7 mld), gli apparecchi elettrici (1,2) ed i prodotti in metallo (1,1 mld). Unici settori in calo gli alimentari (-6,0), il mobile (-5,5) , gli apparecchi elettronici (-1,4) e quelli elettrici (-2,8).