DALLE MARCHE ALL’ESTERO IN CERCA DI FUTURO

foto GregoriniSono 2.615 i marchigiani, soprattutto giovani, che hanno lasciato la nostra regione per trasferirsi in altri Paesi in cerca di un lavoro e di nuove opportunità professionali e formative. A risiedere oltre frontiera sono 128.091 marchigiani di cui 24.460 se ne sono andati negli ultimi cinque anni.

 Gregorini (Cna): “quelli che se ne vanno fanno parte di una generazione istruita, in possesso di qualificati titoli di studio e la loro fuga impoverisce il mercato del lavoro marchigiano. Prevedere agevolazioni fiscali e contributive per chi assume giovani lavoratori qualificati.   Altrimenti i nostri migliori giovani continueranno a cercare lavori e stipendi adeguati nei Paesi stranieri”

 Se ne vanno in Germania per fare gli informatici, gli stilisti o i cuochi. Oppure in Inghilterra, dove trovano un’occupazione nella ristorazione, nella sanità e nei servizi. Ma c’è anche chi si spinge fino in Brasile o in Australia, assunto dalle multinazionali dell’energia e delle costruzioni o impiegati nel turismo e nella ristorazione. Non tutti partono dalle Marche con un con tratto di lavoro già in tasca. Alcuni, specialmente i più giovani vanno all’avventura oppure, partiti per motivi di studio, trovano un lavoro per mantenersi. All’estero cercano nuove e migliori condizioni lavorative in contesti che ritengono più meritocratici e con più opportunità per progredire professionalmente. Sui 107.529 emigranti che nel 2015 hanno fatto la valigia e sono andati a lavorare all’estero, ci sono anche 2.615 marchigiani ai quali vanno aggiunti 3.880   persone che erano già all’estero   (o che sono nati nel Paese straniero) ma che solo lo scorso anno si sono iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti estero). Lo rende noto la Cna Marche sulla base dei dati del “Rapporto Italiani nel Mondo 2016”, presentato ieri a Roma dalla fondazione Migrantes.

“Complessivamente” commenta il segretario Cna Marche   Otello Gregorini “su 128.091 marchigiani residenti all’estero, più della metà, pari a 65.964 persone, soprattutto giovani, hanno lasciato la nostra regione negli ultimi dieci anni, quelli della crisi e ben 24.460 nell’ultimo quinquennio. Se ne sono andati in cerca di un futuro che la nostra regione e l’Italia più in generale non garantisce più. E la maggior parte di chi se ne va non torna più se non per le vacanze o per far visita a genitori e parenti. E quelli che se ne vanno fanno parte di una generazione istruita, in possesso di qualificati titoli di studio e la loro fuga impoverisce il mercato del lavoro marchigiano. Nostro compito dovrebbe essere quello di creare le condizioni per farli restare nelle Marche oppure per farli tornare nella nostra regione una volta maturate nuove esperienze professionali all’estero. Come fare? Prevedendo agevolazioni fiscali e contributive per chi assume giovani lavoratori qualificati. Altrimenti i nostri migliori giovani continueranno a cercare lavori e stipendi adeguati nei Paesi stranieri”

Ormai a vivere all’estero è più di un marchigiano su otto e la metà sono donne rispetto ad una media nazionale del 48,1 per cento.

I più numerosi sono partiti dalla provincia di Macerata (41.412) seguiti dagli anconetani (34.391) e dai pesaresi (22.052). Gli ascolani residenti all’estero sono 15.369 ed i fermani 14.867. Non sono solo giovani. Ventitre marchigiani residenti all’estero su cento hanno più di 65 anni. Molti sono emigranti di prima generazione che hanno lavorato nelle miniere del Belgio e nell’industria tedesca mentre altri sono emigrati di recente. Per andarsene dove? Soprattutto in Ucraina, Polonia e Romania. Sarà solo un caso che sono i Paesi di origine delle nostre badanti?

Il Paese che ospita il maggior numero di marchigiani è l’Argentina. Nella nazione sudamericana vivono 63.977 marchigiani pari al 49,9 per cento rispetto al 16,3 per cento degli italiani. Staccatissime la Svizzera (8.427), la Francia (7.360), il Belgio (6.033) e la Germania (5.995).

Il record della popolazione emigrata spetta al Comune di Acquasanta Terme dove il 51,9 per cento degli abitanti è residente all’estero (1.514 su 2916). Seguono Cingoli con il 28,4 per cento di residenti all’estero e Treia con il 22,7 per cento.