DEBITI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, VIA AI PAGAMENTI ALLE IMPRESE. ECCO IL DECRETO

 

foto palazzo governoVARATO IL DECRETO SUI DEBITI DELLA PA CHE SBLOCCA 40 MILIARDI DI DEBITI: ECCO LA RIPARTIZIONE DEI FONDI, I TEMPI DI EROGAZIONE E I DUBBI SULLA CIFRA, CHE ESCLUDEREBBE LE PMI.

Tempi di pagamento

La tranche 2013 eroga 20 miliardi di euro, coperti dall’emissione di Titoli di Stato nel giro di un anno, ma le Amministrazioni potranno cominciare a pagare i debiti subito dopo la pubblicazione del decreto. Entro il 30 aprile saranno resi noti gli spazi finanziari ed entro il 15 maggio la ripartizione delle risorse rispetto alle richieste.

Tuttavia, dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, il Governo garantisce il pagamento di debiti per circa 2,3 miliardi gestiti da Comuni e Regioni: «per questa cifra non sarà necessario aspettare il riparto», in pratica saranno pagati subito dalla Cassa depositi e prestiti per debiti certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012.

 

Ripartizioni

Tra le novità del testo finale del decreto leggeDisposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali – spicca l’obbligo per enti locali e Regioni senza liquidità di chiedere al Ministero del Tesoro le anticipazioni necessarie a pagare le imprese.

Il fondo da 40 miliardi di euro vede dunque le seguenti ripartizioni: 14 miliardi potranno essere pagati dalle amministrazioni con liquidità in cassa e 26 miliardi saranno forniti sotto forma di prestiti (anticipazioni) alle PAL – 10 mld nel 2013 e 16 mld nel 2014 – per poi essere usati per i pagamenti, e confluiranno in un Fondo unico, composto da 3 sezioni: la Cassa depositi e Prestiti gestirà i prestiti per Comuni e Province, il Ministero dell’Economia gestirà quelli per le Regioni.

Ripartizione anticipazioni (prestiti a 30 anni, con tasso d’interesse pari al rendimento dei Btp quinquennali):

  • Agli enti locali saranno erogati prestiti pari a 2 mld nel 2013 e altri 2 mld nel 2014.
  • Per saldare debiti regionali non sanitari sono destinati 3 miliardi nel 2013 e 5 miliardi n3l 2014
  • Per saldare debiti regionali relativi alla Sanità sono destinati 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014.

Le tre sezioni del Fondo sono comunque aperte, nel senso che all’occorrenza potranno esserci variazioni nella ripartizione.

Modalità di pagamento

Saranno le pubbliche amministrazioni a fare gli elenchi dei debiti e dei creditori, visto che il decreto sui pagamenti della PA ha semplificato la procedura abolendo l’obbligo di certificare i crediti.

La versione finale del decreto prevede l’innalzamento da 500mila a 700mila euro della soglia di compensazione tra crediti e debiti fiscali.

Debiti con  le PMI

Sono tra i 120 ed i 130 i miliardi di euro i debiti realmente non saldati da parte della PA: il conteggio del Governo (91 miliardi) lascia infatti fuori i crediti vantati dalle piccole e medie imprese (le realtà che soffrono più di ogni altra il peso dei mancati pagamenti).

A settembre verrà effettuato un monitoraggio per verificare la situazione rispetto a tale limite e per permettere eventualmente al Governo di avere il tempo necessario per correre ai ripari. In più il 15 settembre terminerà il censimento dei debiti da parte delle Amministrazioni Pubbliche scaduti al 31 dicembre 2012, elenco che dovrà essere stilato dalle PA stesse.

I mancati pagamenti, protratti negli anni e concomitanti con l’aggravarsi della crisi economica, hanno infatti messo in ginocchio migliaia di imprese e anche tutti i dipendenti, i fornitori e così via coinvolti con esse. Un circolo vizioso che ora il Governo tenta di interrompere con il decreto Debiti PA.

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