Edili artigiani in difesa del piano casa regionale

 

La crisi del settore delle costruzioni marchigiane ha provocato, nel 2010, un crollo del fatturato del 35 per cento rispetto all’anno precedente, con un aumento della cassa integrazione nel primo semestre 2010 del 25,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. 

 

EDILI ARTIGIANI IN DIFESA DEL PIANO CASA REGIONALE

“E’ L’UNICO STRUMENTO CONTRO LA CRISI DEL SETTORE”

 

Per le nostre piccole imprese edili,  sostengono Confartigianato e Cna Marche, è fondamentale che la nuova legge preveda la possibilità di intervenire nelle abitazioni nei centri storici.

 

Associazioni artigiane in difesa del Piano Casa. Le imprese edili associata a Cna e Confartigianato delle Marche si augurano che martedì prossimo la Commissione consiliare competente licenzi la proposta di legge regionale che non comporterà alcun degrado delle città né la distruzione del paesaggio agricolo, ma consentirà semplicemente una ripresa delle attività nel settore delle costruzioni, che sta attraversando una crisi pesantissima.

“Per le nostre piccole imprese edili”sostengono Confartigianato e Cna Marche “è fondamentale che la nuova legge preveda la possibilità di intervenire nelle abitazioni nei centri storici così come siamo favorevoli alla non applicazione del protocollo Itaca, ritenendo sufficiente il rispetto della legge nazionale 192/2005 per l’efficienza energetica negli edifici.Si tratta di alcune delle richieste di modifica che avevamo avanzato nelle scorse settimane e che la Giunta regionale ha recepito, condividendo la necessità di un forte sostegno all’edilizia marchigiana”.

La crisi del settore delle costruzioni marchigiane ha provocato, nel 2010, un crollo del fatturato del 35 per cento rispetto all’anno precedente, con un aumento della cassa integrazione nel primo semestre 2010 del 25,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009.  Secondo l’Osservatorio regionale sui contratti pubblici si è inoltre ridotto il valore dei lavori appaltati nelle opere pubbliche del 16 per cento mentre il Cresme parla di una riduzione dei bandi pubblicati del 12,7 per cento.

Se a questo si aggiunge il danno causato dai ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, con punte superiori ai 12 mesi, emerge un quadro di assoluta gravità, mentre i ribassi per aggiudicarsi i pochi lavori disponibili, arrivano anche al 50 per cento, spianando la strada ad imprese al limite della legalità..

“Per contrastare tutto questo l’approvazione del  Piano Casa regionale ”precisano Cna e Confartigianato “è di fondamentale  importanza: in gioco c’è  il futuro dei 27.402 imprenditori edili  che hanno 23.869 aziende e danno lavoro a 32.458 dipendenti, senza contare l’indotto formato da migliaia di impiantisti, falegnami, fabbri, imprese di materiale edile. Sollecitiamo quindi il Consiglio regionale a licenziare la legge al più presto per rilanciare il settore e l’intera economia marchigiana.”