Edilizia, lavori frenati dallo smart working nella Pubblica Amministrazione

 

che costituisce un freno alle pratiche per far partire i cantieri. La denuncia è di Marco Rossi presidente Cna Costruzioni Marche.

“lo smart working nella pubblica amministrazione” afferma Rossi “ha provocato un enorme collo di bottiglia per le pratiche edili, sia per gli appalti pubblici che per i cantieri privati, fermi in attesa delle necessarie autorizzazioni, certificazioni e documentazioni varie richieste nell’iter burocratico, prima di poter iniziare i lavori.”

Un problema, secondo Cna Costruzioni Marche, destinato ad acuirsi alla luce della mole di lavoro che produrranno Ecobonus e Sismabonus al 110 per cento, con le relative pratiche burocratiche.

“Ci sono pratiche” ribadisce Rossi “per le quali noi imprenditori edili abbiamo bisogno di interloquire con funzionari e dipendenti pubblici in presenza. Invece, a causa dell’emergenza Covid 19, nella sola Regione Marche sono stati 1.726 su 2079 i dipendenti autorizzati a lavorare da remoto, per all’83 per cento di tutti i dipendenti regionali. Con la conseguenza di uffici pubblici deserti, senza interlocutori con cui potersi relazionare. Quello che chiediamo è un sollecito rientro al lavoro in presenza per tutti gli uffici nei quali questo sia possibile senza compromettere la sicurezza dei lavoratori. Sarà così possibile un più veloce smaltimento delle pratiche, evitando che i ritardi della Pubblica Amministrazione possano bloccare i lavori nei cantieri edili”.