EDITORIALE DEL SEGRETARIO CNA MARCHE SILVANO GATTARI PER “IO L’IMPRESA” – RIVISTA DELLA CNA DI EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, MARCHE E UMBRIA

untitledLARGHE INTESE, PICCOLA MANOVRA.  SERVE IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO

Riduzione delle tasse per imprese e famiglie, proroga degli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie ed il risparmio energetico, incentivi per i contratti di lavoro a tempo indeterminato, rifinanziamento del fondo di garanzia per il credito alle piccole imprese. Se ci si ferma ai titoli delle misure decise dal Governo con la Legge di Stabilità, il giudizio è sicuramente positivo. Ma se si aprono quei capitoli, si trovano gusci vuoti. Enunciazioni prive di risorse adeguate per uscire dalla recessione, rilanciare gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie. Così la ripresa non decolla. Le piccole e medie imprese continuano a faticare a risollevarsi. Ci sarebbe voluto più coraggio nell’adottare le scelte necessarie a rimettere in moto investimenti e consumi. Il coraggio di intervenire in modo più incisivo sul cuneo fiscale e sulla riduzione strutturale dell’Irap. Il coraggio di spostare la tassazione dal lavoro alle rendite finanziarie, Il coraggio di scegliere e non la scelta minimalista di polverizzare gli interventi. Insomma, il Governo di larghe intese ha partorito una piccola manovra che, ci auguriamo, possa uscire migliorata dal confronto parlamentare.

La Cna si impegnerà in questa direzione, attraverso incontri e  iniziative a livello nazionale e sul territorio, per sensibilizzare i parlamentari sui temi che vanno messi al centro dell’azione politica, per non perdere il treno europeo della ripresa, che sta per partire dal binario tedesco. Cosa serve per rilanciare la competitività del sistema produttivo? Intanto una spesa pubblica più efficiente che ci permetta di ridurre la pressione tributaria. Inoltre un sistema finanziario a misura delle piccole imprese, oggi penalizzate dalla stretta creditizia e dall’insufficiente capitalizzazione. Infine una riforma che non costa niente ma che rende tantissimo in termini di efficienza e di competitività: la semplificazione normativa. Faccio solo un esempio. Se sono necessari dodici passaggi per assumere un apprendista, come possiamo pensare di rilanciare l’occupazione e ripartire? Serve il coraggio di abbattere il muro culturale che sta paralizzando l’Italia, impedendo qualunque seria ristrutturazione della macchina dello Stato. Serve il coraggio di tagliare le spese improduttive, al centro come in periferia. Serve il coraggio di sostituire la meritocrazia al clientelismo in tutti i settori della vita pubblica, di investire sulla scuola e sulla ricerca, trattenendo in Italia i nostri migliori cervelli e pagandoli per quello che valgono. E soprattutto serve il coraggio di smantellare la burocrazia. Anzi, le tante burocrazie che ingessano questo Paese. Altrimenti non ci sarà manovra finanziaria capace di attirare gli investimenti esteri e non cambierà mai nulla. Non ci sono alternative per rilanciare il sistema produttivo  e per non far morire la nostra economia: serve una radicale ristrutturazione dello Stato e dei tanti privilegi che si annidano nella politica e che si nascondono nei mille rivoli della spesa pubblica.

Naturalmente rinnovamento e cambiamento devono coinvolgere anche il sindacato e le associazioni datoriali, che devono smetterla di difendere l’esistente e guardare con coraggio al futuro, sapendo mettere in discussione rendite di posizione e vecchi privilegi.

“Il mondo moderno” ha affermato recentemente il ministro britannico per l’Università David Willets “è ormai una sfida continua tra esploratori e paurosi, insorti e insediati, outsider e insider” Se stiamo sempre dalla parte di questi ultimi, come possiamo pensare di vincere la sfida dell’economia globale?