ENERGIE RINNOVABILI – MENO BUROCRAZIA E COSTI RIDOTTI

Foto pannelli fotovoltSecondo le associazioni artigiane va evitato il rischio di bloccare i progetti in procinto di essere realizzati sul territorio marchigiano.

 

IMPIANTI DI ENERGIE RINNOVABILI, DOPO LA SENTENZA DELLA CONSULTA CNA E CONFARTIGIANATO CHIEDONO MENO BUROCRAZIA  E COSTI RIDOTTI

 

Impianti per la produzione di energie rinnovabili , la proposta di legge presentata dalla Giunta regionale per recepire le indicazioni della Corte Costituzionale, che estende l’obbligo di ottenere la Valutazione di impatto ambientale a prescindere dalla dimensione dell’impianto, rischia di bloccare i progetti in procinto di essere realizzati sul territorio marchigiano. Ad affermarlo una nota di Confartigianato e Cna Marche che invita il Consiglio regionale, pur rispettando le prescrizioni della Suprema Corte, a contemperarle con gli interessi e con le legittime aspettative degli imprenditori che hanno già investito o deciso di investire in questi impianti o in ogni altro progetto che abbia un impatto ambientale. Inoltre Cna e Confartigianato invitano la Regione a sollevare nelle sedi competenti, la disparità di trattamento delle Marche rispetto ad altre Regioni, che hanno applicato normative simili a quella bocciata in alcune sue parti dalla Consulta, ma che restano in vigore, non essendo stata chiamata la Suprema Corte a pronunciarsi su di esse.

Infine le associazioni dell’artigianato e della piccola e media impresa  esprimono perplessità anche sul fatto che la proposta di legge della Giunta regionale, se il progetto di impianto è localizzato su un singolo Comune, affida la competenza sulla concessione della Valutazione di Impatto Ambientale al Comune stesso. Secondo Cna e Confartigianato infatti, i Comuni marchigiani, in particolare quelli più piccoli, non dispongono né del personale né di strutture qualificate per espletare tale compito.

Insomma, le associazioni artigiane e delle pmi marchigiane, pur comprendendo l’obbligatorietà, per la Regione di adeguarsi alla decisione della Corte Costituzionale, auspicano che le procedure per la concessione della VIA (valutazione impatto ambientale) siano semplificate ed i costi ridotti in modo da renderle praticabili ed accessibili non soltanto ai grandi gruppi industriali ma anche ai piccoli imprenditori agricoli ed artigiani della nostra regione. Inoltre Cna e Confartigianato invitano Senatori e Deputati marchigiani a portare la questione in Parlamento, perché la legge regionale delle Marche oggetto delle osservazioni della Consulta si richiamava alla legge nazionale. Allo stato esiste contrasto tra la legge nazionale e quella di alcune Regioni e la legge marchigiana, con conseguente disparità di trattamento delle imprese interessate. Il Parlamento dovrebbe intervenire per armonizzare la normativa sul territorio nazionale, contemperando il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale con la normativa europea la quale impone che ogni norma, in ambito Ue, sia coerente con lo Small Businnes Act.