Export, le Marche soffrono ancora

Mentre le esportazioni italiane aumentano nei primi tre mesi del 2010, del 6,6 per cento, le imprese della nostra regione perdono il 6,5 per cento del mercato estero.

EXPORT, LE MARCHE SOFFRONO ANCORA

Fortuna e Picciaiola: “ tutte le altre regioni, ad eccezione delle piccole Basilicata e Molise, vedono ripartire le loro esportazioni Occorre incrementare le promozione dei nostri prodotti e dell’intero sistema Marche”.

Export, per le Marche è ancora crisi. Se, complice l’euro debole, le esportazioni nazionali nel primo trimestre 2010 sono ripartite, facendo registrare un confortante incremento del 6,6 per cento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le imprese della nostra regione soffrono ancora e continuano a perdere quote di mercato. Tra gennaio e aprile, secondo Cna e Confartigianato Marche, che hanno elaborato i dati Istat, mettendo a confronto il primo trimestre di quest’anno e quello del 2009, abbiamo avuto un calo delle esportazioni del 6,5 per cento. “Si tratta” commentano i presidenti regionali della Confartigianato Salvatore Fortuna e della Cna Renato Picciaiola “di un dato estremamente preoccupante perché già il primo trimestre dell’anno scorso avevamo registrato un calo dell’export del 24,5 per cento rispetto al 2008. L’ulteriore perdita di quote di mercato estero arriva in un momento nel quale tutte le altre regioni, ad eccezione delle piccole Basilicata e Molise, vedono ripartire le loro esportazioni.” A soffrire maggiormente in questi primi tre mesi del 2010 è stato il sistema moda marchigiano, che ha perso l’8,3 per cento dell’export, scendendo da 607 a 557 milioni di euro (-50,2 milioni). Ma ancora peggio hanno fatto i mezzi di trasporto e la cantieristica, con un crollo del 79,7 per cento per complessivi 83,7 milioni di euro mentre le aziende che producono apparecchi elettrici ed elettrodomestici hanno registrato un calo dell’export per 59 milioni di euro. In crescita le esportazioni dei prodotti agricoli (+7,8 per cento), alimentari (+6,7), mobile (+6,3) , chimica (+21,3) e plastica (+5,8). Complessivamente le imprese manifatturiere marchigiane vedono ridursi tra gennaio e aprile le loro esportazioni di 135 milioni di euro, facendo scendere l’export marchigiano da 2 miliardi e 36 milioni a 1 miliardo e 905 milioni nel primo trimestre, di cui 1 miliardo e 881 miliardi provenienti dalle attività manifatturiere. Per quanto riguarda le aree geografiche destinatarie delle nostre esportazioni, nel primo trimestre del 2010, rendono noto Cna e Confartigianato, si è più che dimezzata la presenza dei nostri prodotti in Brasile (-58,4 per cento) mentre il calo dell’export è stato pesante anche nell’Unione Europea (–6,3 per cento), con punte negative nei Paesi Bassi (-11,6) e nel Regno Unito (-15,2). In calo anche l’export verso la Russia (-7,1). Pur perdendo quote di mercato comprese tra il 3 e il 4 per cento, restano Francia e Germania i migliori mercati di sbocco per le merci marchigiane, rispettivamente con 204 e 185 milioni di euro tra gennaio ed aprile. In crescita l’export verso la Romania (+9,3 per cento), la Polonia (+5,7) e la Spagna (+3 per cento) ma la crescita maggiore si è avuta verso la Cina (+13,9) anche se in valori assoluti siamo ad appena 20 milioni di euro e ci sono le potenzialità per crescere ancora sul mercato asiatico. Segna invece il passo la nostra presenza in India (-3,9 per cento) dove passiamo da 25,4 a 24,4 milioni di euro di merce esportata. “Di fronte a questa situazione preoccupante” concludono Picciaiola e Fortuna “servono nuove iniziative a sostegno dell’export, per favorire una rinnovata cultura del prodotto, per evidenziare il legame tra prodotto e territorio, per rilanciare marchi di qualità di tipo innovativo. Le imprese potenziali esportatrici vogliono individuare opportunità sui mercati esteri e soprattutto essere orientate meglio sulle strategie con le quali operare. Ma la promozione delle imprese marchigiane all’estero non può essere disarticolata e disgiunta dalla promozione del territorio e del sistema produttivo nel suo complesso. E’ necessario costruire e diffondere un’immagine attraente del sistema Marche, che partendo dagli elementi principali che ne contraddistinguono la sua percezione all’estero, ne valorizzi e ne amplifichi gli aspetti positivi, come la qualità della vita, il rispetto dell’ambiente, la qualità e l’innovazione delle produzioni.”