Favorire le energie rinnovabili, intervenire sulle reti e incentivare il risparmio energetico

 FAVORIRE LE ENERGIE RINNOVABILI, INTERVENIRE SULLE RETI E INCENTIVARE IL RISPARMIO ENERGETICO

 di  Marco Bilei *

 Al di là della  crisi libica e dello tsunami  in Giappone, la questione Energia come problema centrale del nostro Paese e dell’intera umanità era già all’ordine del giorno da tempo, e non solo per gli addetti ai lavori.

L’emergenza nucleare giapponese e gli accadimenti nel Nord-Africa hanno solamente incrementato la difficoltà e la drammaticità delle scelte che i governanti sono chiamati a compiere. Il dibattito, del resto, a più riprese ha preso vigore anche nella nostra Regione, a causa soprattutto della sua non autosufficienza energetica e sulle proposte per modificare il PEAR del 2005, soprattutto proponendo l’introduzione di centrali termoelettriche di maggiore taglia di quella consentita finora.  La politica governativa, in campo energetico, è apparsa in questi mesi assolutamente contraddittoria. In estrema sintesi, si dà grande spazio ad un nucleare rischioso e lontano da venire e appare illogico non puntare decisamente sulle rinnovabili ( si vedano gli ultimi provvedimenti che penalizzano il fotovoltaico). Proprio quelle rinnovabili che, dopo anni di ritardi, finalmente in Italia, specialmente sotto la forma del fotovoltaico, stavano prendendo grande vigore e rappresentavano una delle vie d’uscita alla crisi economica. Il provvedimento del Governo ha provocato confusione e incertezza tra gli imprenditori e, se non corretto, può mettere a rischio la sopravvivenza delle 85 mila imprese del settore.

Per quanto riguarda il PEAR, oggi siamo ad una distanza di tempo sufficiente per esprimere un giudizio più sereno.  Riteniamo che, anche se  ben si proponeva come lo strumento per gestire i bisogni di un sistema sociale e produttivo basato su piccole imprese e quindi prevedeva una produzione di energia diffusa, dobbiamo anche pensare che non possiamo mantenere a lungo il nostro deficit,  che si ripercuote su prezzi troppo alti per le imprese. Occorre perciò ripensare, senza grandi stravolgimenti, ad alcune scelte e puntare con più forza sul risparmio e l’efficienza energetica di quanto si sia fatto finora.  Inoltre, la nostra rete di distribuzione regionale e quella tra le Marche e il resto d’Italia, soffre di ritardi antichi su cui poco si è fatto in questi anni da parte del Gestore nazionale e delle altre Istituzioni. Spesso le stesse richieste di allaccio alla rete da parte di progetti di energia rinnovabile devono aspettare diversi mesi a causa delle carenze strutturali.

Sul nucleare, invece, la “pausa di riflessione” presa dal Governo nazionale, ancorché del tutto dovuta visto il dramma giapponese, mette in luce le incertezze generali e scelte compiute prima ed ora su basi ideologiche od emotive. Sappiamo per certo che: sarà difficile costruire le centrali (per l’opposizione delle Regioni), si tratta di investimenti costosi e potrebbero volerci  decenni. Servono invece investimenti rapidi negli altri campi delle rinnovabili, una diversificazione della politica degli approvvigionamenti del gas, interventi sulle reti obsolete, più forti politiche di incentivo al risparmio energetico.

 *responsabile dipartimento lavoro, formazione e ambiente Cna Marche