FIDIMPRESA MARCHE, ASSEMBLEA ANNUALE

Sono dati preoccupanti, specie se si confrontano con i dati nazionali che vedono un lieve aumento delle somme erogate, pari all’1,6 per cento e le insolvenze al 5,4 per cento.

 

MARCHE, DA GENNAIO  AD APRILE  CREDITO ALLE IMPRESE IN CALO DEL 6 PER CENTO E INSOLVENZE ALL’8,2 PER CENTO DEI PRESTITI

FIDIMPRESA LANCIA L’ALLARME USURA

 

La stretta creditizia “morde” le imprese marchigiane. Nei primi quattro mesi del 2012, i finanziamenti erogati al sistema produttivo regionale sono diminuiti del 6 per cento mentre le insolvenze sono arrivate all’8,4 per cento dei prestiti. Sono dati  preoccupanti, specie se rapportati ai dati nazionali che vedono un lieve aumento delle somme erogate, pari all’1,6 per cento e le insolvenze al 5,4 per cento dei prestiti. A lanciare l’allarme stretta creditizia è stato Alberto Barilari, presidente di Fidimpresa Marche, introducendo il convegno sul “calvario delle imprese tra crisi e credit crunch” mentre il presidente Cna Marche Renato Picciaiola,  ha avanzato la proposta di  “un tavolo permanente tra banche, Confidi e associazioni di categoria per esaminare le richieste di credito  e per analizzare le situazioni difficili di affidamenti e stretta creditizia”.

Dal dibattito, coordinato dall’analista economico di Nomisma Marco Marcatili, è emersa la situazione di grande difficoltà delle piccole e medie imprese artigiane che in questi primi mesi del 2012 hanno lasciato per strada 581 aziende mentre dall’inizio della crisi ne sono scomparse 1.942. Inoltre lo scorso anno nelle  Marche sono fallite 391 imprese mentre negli ultimi tre anni a dichiarare fallimento sono stati 1.183 imprenditori. Soprattutto nei settori dell’edilizia, commercio, impianti,  trasporti, moda  e meccanica.

Secondo Pietro Alessandrini, ordinario di politica economica dell’Università Politecnica delle Marche, “per ridare fiato al sistema produttivo marchigiano è fondamentale il pagamento dei debiti alle imprese da parte di Comuni, Asl ed enti pubblici”mentre  Franco Di Colli vice presidente della Commissione regionale ABI Marche, ha ricordato come “le insolvenze nelle Marche siano arrivate  all’8,2 per cento dei prestiti contro una media nazionale del 5,4 per cento.”

La disdetta unilaterale da parte di molte banche delle convenzioni con i Confidi, è stata denunciata da Leonardo Nafissi Direttore nazionale Fedart Fidi. Infine il dirigente della Regione Marche Rolando Amici ha ricordato “i 35 milioni di euro stanziati in due anni dalla Regione Marche per il consolidamento delle passività delle imprese da breve a medio termine e per la ristrutturazione del debito con le banche.”

All’Assemblea di Fidimpresa Marche sono stati divulgati i risultati di uno studio Unioncamere, secondo il quale nel 2011, il 49 per cento delle imprese manifatturiere che si sono rivolte alle banche ha segnalato difficoltà di acceso al credito. Inoltre il 35 per cento delle imprese ha denunciato un inasprimento dei tassi s’interesse mentre il 26,4 per cento ha lamentato un taglio nell’ammontare del credito richiesto.  E il 12 per cento si è visto rifiutare la concessione del prestito. In crescita le richieste di rientro dal fido bancario, anche verso clienti in passato considerati affidabili.

Se le banche stringono i cordoni della borsa, le imprese si rivolgono ai Confidi, che rappresentano un efficace baluardo per attenuare la crisi del credito. Nei primi quattro mesi del 2012, le pratiche di finanziamenti garantiti alle imprese da Fidimpresa Marche sono state 1.595, il 33,5 per cento in più  rispetto alle 1.167 dello scorso anno, per un importo di 73,1 milioni di euro  di cui 24,5 garantiti dal Confidi Cna. Fidimpresa Marche, dall’inizio della crisi ha inoltre garantito l’accesso al fondo antiusura a 253 piccoli imprenditori per un totale di 2,6 milioni di euro. Solo lo scorso anno sono state approvate 40 richieste ed erogati  755 mila euro ad imprese artigiane a rischio usura.

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