Fisco. Non trasformare le imprese in imputati, ma è fondamentale contrastare l’evasione

 

Sì agli studi di settore, che si sono rivelati un ottimo strumento per favorire l’emersione e combattere l’evasione, no al redditometro che rischia “di porre a priori l'impresa sul banco degli imputati”. Questo quanto è emerso dal convegno della Cna, “Per un rinnovato rapporto tra fisco e impresa”, che si è svolto questa mattina a Roma. "L'introduzione del redditometro – ha affermato il Segretario generale Sergio Silvestrini, aprendo i lavori – non va certo nella direzione di un fisco per la crescita e la competitività, un fisco positivo che faccia sentire l'impresa fedele come una risorsa per il paese e che, allo stesso tempo, abbia tutti gli strumenti per isolare e punire, anche severamente, gli evasori che tolgono ossigeno alla parte sana dell'economia". “Diciamo no – ha detto il Presidente nazionale Ivan Malavasi a conclusione del convegno – a strumenti che rischiano di chiedere un ulteriore contributo ai soliti noti e che rappresentano una complicazione della giungla degli adempimenti fiscali”.
Ai lavori sono intervenuti Claudio Carpentieri, Responsabile Ufficio politiche fiscali Cna, Attilio Befera, Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Giampiero Brunello, Presidente della SOSE e Augusto Fantozzi, Professore di Diritto tributario e Rettore dell'Università telematica Giustino Fortunato