GLI ARTIGIANI DICONO SI AL RIGASSIFICATORE

In un documento inviato alla Regione, il parere favorevole di Cna e Confartigianato Marche. Ricordato l’impegno dell’Api di realizzare a Falconara un “polo energetico ambientalmente avanzato”. Positiva l’eventuale presenza ella Regione nella società con il 30 per cento del capitale sociale.

 

GLI ARTIGIANI DICONO SI AL RIGASSIFICATORE

 

“Vanno tutelate le imprese dell’indotto che hanno oltre mille addetti e previste agevolazioni per le imprese turistiche e balneari dell’area”

 

Gli artigiani dicono si al rigassificatore. Valutato lo schema di accordo tra Regione Marche e gruppo API, sul Progetto per terminale off-shore di rigassificazione GNL – API NOVA ENERGIA, nel Comune di Falconara Marittima, Confartigianato e Cna Marche hanno espresso parere favorevole, “anche in relazione” si legge nel documento inviato alla Regione Marche “alle ulteriori informazioni fornite dal Presidente, dagli Assessori e dai tecnici della Regione ai rappresentanti delle categorie produttive, concernenti la tutela ambientale, la sicurezza del sito e la necessità di tutela alle imprese locali turistiche e balneari, ritenendo che gli impegni di API e Regione Marche, relativi a investimenti, tutela occupazionale e promozione delle attività delle piccole e medie imprese locali dell’indotto, siano tali da fornire sufficienti garanzie agli operatori economici interessati, tra cui molte imprese artigiane.”

Le associazioni artigiane ricordano le ricadute negative sulle imprese locali e sul traffico del Porto di Ancona che avverrebbero in seguito al possibile ridimensionamento dell’attività dell’API, considerato che l’utilizzo dei servizi marittimi da parte dello stesso gruppo incide per oltre il 50 per cento sulle attività portuali. Nel prendere atto del lavoro svolto dalla Commissione tecnica della Regione, Cna e Confartigianato, chiedono al gruppo Api di mantenere l’impegno  di configurare il sito di Falconara come  “polo energetico ambientalmente avanzato”. Inoltre di ridurre l’impatto ambientale conseguente alle sue attività, di mantenere e consolidare i livelli di sicurezza, di realizzare gli investimenti annunciati, pari a 320 milioni di euro di cui 200 per il rigassificatore e 120 per la raffineria, di salvaguardare per almeno 10 anni gli attuali livelli occupazionali pari a 380 unità lavorative. Inoltre  le associazioni artigiane  sottolineano come all’interno dello schema di accordo tra Api e Regione ci sia l’impegno di utilizzare preferibilmente imprese marchigiane, a parità di requisiti tecnici ed economici, nelle attività di costruzione, fornitura e manutenzione degli impianti. L’ Api si impegna a puntare non solo sul gas, attraverso la realizzazione del Rigassificatore, ma anche sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tramite specifici accordi e convenzioni con le imprese del settore e le relative associazioni di categoria.

“Cna e Confartigianato Marche”  si afferma nel documento approvato dalle associazioni artigiane “prendono  atto favorevolmente delle risposte fornite dalla Regione in merito alle preoccupazioni espresse dalle comunità locali, cittadini e imprese in merito alla tutela dell’ambiente terrestre e marino interessato al progetto di realizzazione del Terminale; risposte che sono tra l’altro suffragate da un altrettanto positivo parere formale e tecnico da parte dei competenti uffici regionali. E’ valutato  inoltre positivamente l’impegno della Regione ad effettuare, tramite l’Arpam e l’Ispra, un costante monitoraggio ambientale ed epidemiologico sullo stato della qualità ambientale e della sicurezza del sito API, inclusa l’area di mare antistante.”

Infine, Confartigianato e Cna Marche  tornano  a ribadire come sia necessario sostenere con agevolazioni, incentivi e provvedimenti specifici, da prendersi tramite accordi con l’Api, le attività turistiche e balneari dell’area, considerando infine come la possibilità  per la Regione di acquisire fino al 30 per cento del capitale sociale della nuova società di gestione del Terminale, e la conseguente presenza negli organi societari con “diritto di veto” su Piano industriale e modifiche statutarie, debba essere una garanzia per cittadini e imprese al fine del rispetto pieno degli accordi presi. Resta la necessità di una costante vigilanza da parte degli enti preposti, al fine di evitare le conseguenze di  “eventi imprevedibili” che, allo stato, non sono né probabili né ipotizzabili.” 

DOCUMENTO UNITARIO CNA-CONFARTIGIANATO [Download non trovato]