CRISI ANCORA PESANTE, MA I MARCHIGIANI TORNANO A FARE IMPRESA

 

CRISI ANCORA PESANTE, I MARCHIGIANI TORNANO A FARE IMPRESA

Tra aprile e giugno le aziende iscritte alle Camere di commercio sono aumentate di 1.030 unità. Le Marche si confermano così come la regione con il più alto numero di imprese rispetto agli abitanti (10,3 ogni 100 abitanti)  contro una media nazionale di 8,8 imprese per 100 abitanti.  . .    Il Centro Studi Unioncamere evidenzia come sia Ascoli Piceno la  provincia con il maggior tasso di crescita (+0,75%) seguita da Pesaro Urbino (+0,72). Per quanto riguarda l’artigianato è Pesaro a primeggiare (+0,96%)

 

La crisi è ancora pesante. I consumi interni sono fermi e gli investimenti non ripartono. Malgrado la difficile situazione congiunturale il saldo tra le imprese che chiudono e quelle che avviano l'attività, nel secondo semestre dell'anno è tornato positivo.Tra aprile e giugno in 3.036 hanno deciso di avviare un’attività imprenditoriale mentre a cessare l’attività sono stati 2.006. Dunque sul territorio marchigiano alla fine di giugno le aziende erano aumentate di 1.030 unità. Ora le imprese iscritte alle Camere di commercio della regione sono complessivamente 177.541. Le Marche si confermano così come la regione con il più alto numero di imprese rispetto agli abitanti (10,3 ogni 100 abitanti)  contro una media nazionale di 8,8 imprese per 100 abitanti e recuperano quanto perso nel primo trimestre, quando le imprese erano diminuite di 1.029 unità. Dopo un lungo periodo di difficoltà, anche le imprese artigiane tornano a crescere: in tre mesi hanno aperto i battenti in 1.010 e chiuso in 919 con un saldo positivo di 91 unità, che le ha portate a raggiungere quota 50.591.

“In un momento di grande incertezza come quello che stiamo vivendo a causa della forte instabilità dei mercati” ha dichiarato il presidente regionale Unioncamere Alberto Drudi “gli imprenditori stanno facendo la loro parte, malgrado i tanti ostacoli che frenano chi vuol fare impresa: dalla burocrazia al difficile accesso al credito ed al calo dei consumi che frena produzione e fatturato delle aziende. Unioncamere Marche è impegnata a consolidare lo sviluppo grazie allo sforzo congiunto del sistema camerale insieme alla Regione, alle associazioni di categoria ed agli istituti di credito per valorizzare al meglio il Made in Marche in modo omogeneo e senza fratture fra i territori ed i distretti regionali.” 

Andando sul territorio regionale, il Centro Studi Unioncamere, che ha elaborato i dati Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese, evidenzia come sia Ascoli Piceno la  provincia con il maggior tasso di crescita (+0,75%) seguita da Pesaro Urbino (+0,72) , Fermo(+0,71%) e Macerata (+0,40). Per quanto riguarda l’artigianato è Pesaro a primeggiare (+0,96%). Seguono Ascoli (0,58), Fermo (0,55), Ancona (0,29) e Macerata (-1,22%).

Segnali di ripresa arrivano soprattutto dalle imprese edili, che aumentano di 47 unità in tre mesi. In crescita anche le attività di servizi alle imprese (+19) ed i servizi finanziari e assicurativi (+13). Continuano invece a perdere imprese i trasporti (-34) ed il commercio (-14) così come i principali comparti manifatturieri (-39), con l’eccezione degli alimentari (+11) e del tessile (+5), con le aziende calzaturiere che calano di 13 unità e  quelle meccaniche di 4 così come il mobile. Secondo il Centro Studi Unioncamere Marche, la stragrande maggioranza delle nuove imprese non sono state ancora classificate nei singoli settori di appartenenza. Infatti, le nuove aziende considerate non classificate sono 1.151 mentre solo 90 sono quelle cancellate dall’Albo delle imprese, con un saldo positivo di 1.061 che rappresenta la quasi totalità delle 1.030 aziende in più nate tra aprile e giugno.

Guardando alla ragione sociale si conferma la forte crescita delle società di capitale (+356)  e delle società si persone (+135) ma la sorpresa viene dalle imprese individuali che  negli ultimi anni erano in lento ma costante calo e che tornano ad aumentare (+524) e tornano sopra le 104 mila imprese confermandosi ancora come la forma sociale preferita dagli imprenditori marchigiani.