IL TERREMOTO, DA TRAGEDIA A “BRAND” PER LA RIPRESA ECONOMICA

Di Otello Gregorini – Segretario Cna Marche

In Italia la ripresa economica comincia a far sentire i suoi effetti, soprattutto nelle regioni del Centro Nord. Ma le Marche sono ancora al palo. Su questo convergono le riflessioni del presidente di Confindustria Marche Bruno Bucciarelli e della segretaria regionale della Cgil Daniela Barbaresi, intervenuti nel dibattito promosso dal Corriere Adriatico sul futuro della nostra economia. Analisi che, con sfumature diverse, vede coincidere, pur con diverse sfumature,   anche le tesi dei docenti universitari Carlo Carboni, Gerardo Villanacci, Donato Iacobucci e Pietro Alessandrini. Una conferma viene anche dal rapporto della Banca d’Italia. Mentre gli altri camminano noi siamo fermi. Perché questo ritardo delle Marche a cogliere la ripresa? Sicuramente il sisma dell’anno scorso ha inciso profondamente sul Pil e sulla produttività del nostro sistema produttivo. Altri fattori negativi i ritardi infrastrutturali, la carenza di investimenti pubblici, la stretta creditizia verso le piccole e medie imprese, soprattutto dopo la vicenda di Banca Marche.

Da queste considerazioni deriva l’urgenza di una fase nuova per la regione, alla quale la Cna si sente di dare un contributo con proposte concrete e fattibili, realizzabili sia nel breve, sia nel medio e lungo periodo. La tragedia del terremoto deve diventare una opportunità per lo sviluppo e il rilancio dell’economia, un “brand” per esportare le Marche nel mondo.

  1. a) la ricostruzione di abitazioni e imprese nel cratere deve essere ben fatta e più rapida possibile. L’impiego delle imprese locali nella ricostruzione deve essere agevolato perché va in direzione della qualità, della celerità, della trasparenza, dell’efficacia del risultato.
  2. b) la disponibilità della banda ultralarga in tutta la regione deve essere una condizione infrastrutturale di base da raggiungere entro il 2020.
  3. c) il completamento e lo   sviluppo delle infrastrutture viarie sono fondamentali sia per il sistema manifatturiero marchigiano sia per la crescita del turismo nella regione.
  4. d) Una filiera del turismo sostenibile e connesso alle produzioni tipiche, può accrescere la capacità del sistema turistico regionale di sviluppare nuove destinazioni e nuovi prodotti. Anche nel turismo si può agire su leve come l’innovazione tecnologico-organizzativa e la valorizzazione delle competenze.
  5. e) Nella programmazione della ricostruzione e nelle progettazioni specifiche il risparmio energetico deve divenire una priorità. L’eolico, l’alimentazione elettrica con fotovoltaico, il teleriscaldamento ma soprattutto la vocazione specifica dell’utilizzo delle biomasse agricole e forestali, rappresentano ulteriori direttrici di sviluppo per creare nuova occupazione.
  6. f) Nell’area del sisma vanno rilanciate le attività manifatturiere già presenti, che in alcuni casi rappresentano realtà d’eccellenza per la regione (pelletteria, calzature, cappelli, legno-mobile, metalmeccanica, gomma-plastica, abbigliamento). L’estensione temporale della zona franca fiscale e l’utilizzo delle risorse legate ai Programmi per le aree interne, ai fondi strutturali, a Industria 4.0, alle norme relative agli aspetti finanziari, possono essere utilizzati in questa direzione.
  7. g) Occorre ricostruire nel cratere un tessuto sociale lacerato, favorendo la riapertura delle botteghe e delle attività economiche locali perché se non ripartono commercio e artigianato, l’area colpita dal sisma non riuscirà a ripartire.

Per realizzare tutto ciò, occorre che la “Governance” nell’utilizzo delle risorse sia snella, trasparente, rappresentativa ed efficiente al tempo stesso. Occorre la partecipazione sostanziale delle rappresentanze sociali, per decisioni rapide ed efficaci, secondo strategie e linee di sviluppo individuate. Occorre monitorare con costanza i risultati e approntare le necessarie correzioni di rotta rispetto agli obiettivi delineati. Occorre pertanto individuare degli indicatori corrispondenti agli obiettivi e un sistema di valutazione intermedio e finale. Come pure determinante sarà la capacità di comunicazione del sistema di “Governance” verso i cittadini e le imprese, con gli strumenti più appropriati e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati.