Imprese, i ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni

Anche se le Marche sono una fra le Regioni più virtuose con un ritardo di “appena” 138 giorni nel 2009 (comunque in aumento rispetto ai 122 giorni del 2008).

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, CRESCONO I RITARDI NEI PAGAMENTI ALLE IMPRESE. SOPRATTUTTO NELLA SANITA’

Le pubbliche amministrazioni non pagano le imprese. O meglio, pagano con ritardi enormi e con penali molto basse per i versamenti fuori tempo. Con gli enti locali che si trovano in sempre maggiore difficoltà di bilancio, a rimetterci sono i piccoli e medi imprenditori che vantano crediti verso la pubblica amministrazione. “Per fortuna nelle Marche” dichiara il presidente regionale Cna Renato Picciaiola “siamo messi meglio rispetto ad altre regioni italiane e fino allo scorso anno la Regione aveva tagliato i ritardi ma ora anche da noi i tempi di pagamento, specialmente per i fornitori delle aziende sanitarie, si stanno allungando di nuovo e le piccole imprese si trovano in grandi difficoltà” A livello nazionale, il debito che lo Stato ha nei confronti delle imprese fornitrici di servizi alla pubblica amministrazione, supera i 60 miliardi di euro, secondo le imprese e si ferma ad “appena” 30 per il ministero dell’Economia, metà del quale a carico del servizio sanitario nazionale. Il tempo medio per liquidare le aziende fornitrici del sistema sanitario nazionale, secondo i dati presentati nella relazione della Corte dei Conti, elaborati dal Centro Studi Sistema della Cna, ad esempio, è di 247 giorni ma supera i 600 giorni in Calabria e in Campania. Le Marche sono una fra le Regioni più virtuose con un ritardo di 138 giorni, comunque in aumento rispetto ai 122 giorni del 2008. Più virtuose delle Marche solo il Friuli (83 giorni di ritardo), il Trentino (98) e la Valle D’Aosta (111), tutte regioni a statuto speciale. “Se le pubbliche amministrazioni continueranno ad allungare i tempi di pagamento delle fatture, scaricando sui piccoli imprenditori le loro difficoltà di bilancio” denuncia il segretario regionale Cna Silvano Gattari “ gli artigiani rischiano di non farcela perché non possono aspettare mesi o addirittura anni prima di essere pagati. Servono norme severe contro i cattivi pagatori che mettono in ginocchio le microimprese, le quali si trovano strette in una morsa fatta di oneri finanziari, costi amministrativi per disincagliare i crediti in sofferenza, perdite di tempo, oneri legali per ottenere la riscossione del credito per via giudiziaria.” A causa dei problemi di liquidità provocati dal ritardo nell’incasso delle fatture, gli artigiani sono costretti a esporsi in banca. Negli ultimi dodici mesi oltre il 46 per cento delle imprese che forniscono beni o servizi alla Pubblica amministrazione, ha denunciato una maggiore difficoltà di accesso al credito. Per questo la Cna chiede che sia consentito agli imprenditori di pareggiare i crediti e i debiti vantati verso gli enti pubblici. Ma vista la situazione dei bilanci di Regioni ed enti locali, dopo l’ultima Finanziaria, l’obiettivo non sembra facilmente raggiungibile. Alle piccole imprese in crisi di liquidità non resta che sperare nelle banche e, soprattutto, nei Confidi delle associazioni di categoria.