INDAGINE EBAM, NEL PRIMO SEMESTRE 2018 RIPARTE L’ARTIGIANATO

Primo semestre   2018: congiuntura all’insegna della ripresa per l’artigianato marchigiano. Oltre un quarto delle imprese aumenta l’attività ma continuano le difficoltà per alcuni settori artigiani del made in Italy: legno-mobile e pelli-calzature.

Molto bene la meccanica e gli autotrasporti, male legno-mobile e calzature-pelletterie. La ripresa dell’artigianato regionale porta occupazione aggiuntiva e crescita degli investimenti. I vantaggi maggiori sono per le microimprese più strutturate ed aperte ai mercati extralocali

Il primo semestre 2018 è all’insegna della ripresa per l’artigianato marchigiano con dipendenti: registra, difatti, un andamento congiunturale decisamente migliore rispetto a quello della rilevazione precedente: livelli di attività stabili riguardano la maggior parte delle imprese (il 55%) ma i casi di attività in aumento sono il 25,4%, finalmente più numerosi dei casi di diminuzione (19,6%). Sin qui si era registrato più un alleggerimento della crisi che una vera e propria ripresa; i casi più evidenti di miglioramento erano limitati alle imprese più strutturate.

Tra le manifatture, la congiuntura continua ad essere particolarmente favorevole per la meccanica, in particolare per lavorazioni metalliche e prodotti in metallo (l’attività è in aumento per il 42% delle imprese) e solo calzature-pelletterie e legno-mobile registrano una quota di imprese con attività in aumento ancora inferiore a quella delle imprese con attività in calo. L’attività è in aumento per il 20,5% delle imprese dell’artigianato alimentare, per il 25% dell’artigianato del tessile abbigliamento, per il 31% delle produzioni artigiane di macchine e attrezzature, per il 44,1% delle imprese artigiane di trasporti, il 26,8% dei servizi alla persona. Una situazione difficile riguarda anche le riparazioni veicoli dove le imprese con attività in diminuzione sfiorano il 30% dei casi. Il settore della ristorazione registra la più alta quota di casi di stabilità (quasi l’80%) tra i settori considerati.

La congiuntura migliora con l’aumentare della strutturazione delle imprese e solo per le imprese più piccole, quelle fino a 5 addetti, la quota dei casi di difficoltà supera ancora quelli di miglioramento; per tutte le altre vale l’opposto: la diffusione dei casi di miglioramento è maggiore di quella dei casi di difficoltà. I dati della prima metà del 2018 confermano sia la migliore situazione congiunturale per le imprese a maggiore apertura di mercato, sia il vantaggio di operare prevalentemente in conto proprio. Il saldo tra ingressi e uscite di lavoratori è risultato positivo e in forte aumento rispetto ai semestri precedenti: era di 31 posizioni aggiuntive nel I semestre 2017 e di 21 nel II 2017, risulta di 90 posizioni aggiuntive nel I semestre 2018. Su un campione di 600 imprese artigiane con dipendenti, si tratta di un dato molto interessante (in termini relativi, l’occupazione nelle imprese del campione è cresciuta del 2% in sei mesi).

Cresce ancora la diffusione degli investimenti che nel primo semestre del 2018 riguarda il 23% delle imprese. Continua però a differenziarsi in modo rilevante tra i settori perché coinvolge quasi il 42% delle imprese delle lavorazioni e produzioni in metallo e quasi il 40% delle imprese delle trasformazioni alimentari. Riguarda, invece, solo il 15% delle imprese dei settori calzature-pelletterie, legno-mobile, ristorazione. Tra i servizi alla persona, poi, le imprese che hanno investito sono state meno del 10%.

Per il secondo semestre 2018 le attese sono orientate alla stabilità e ad una prevalenza dei casi di miglioramento su quelli di peggioramento. Il quadro previsivo rispecchia quello delle dinamiche a consuntivo e tra i settori previsti in maggiore difficoltà vi sono ancora calzature-pelli e legno-mobile. Per tutti gli altri settori, le previsioni sono di una prevalenza dei casi di miglioramento su quelli di peggioramento.