INDUSTRIA 4.0, PER GLI ARTIGIANI IL FUTURO PASSA DA QUI

Le persone al centro dei percorsi di innovazione e digitalizzazione

 di Otello Gregorini

Segretario Cna Marche

 Industria 4.0.  Per le imprese artigiane e per le piccole e medie imprese marchigiane, il futuro passa da qui. Un futuro a cui guardano con grande interesse le imprese manifatturiere della regione. In particolare quelle attive nella meccanica avanzata, nel mobile e nel sistema moda. Realtà aumentata, connessioni 5G, internet delle cose, digitalizzazione, rappresentano altrettante opportunità per le imprese innovative e per quelle che guardano a Industria 4.0. Noi riteniamo che queste tematiche vadano affrontate in sinergia con le università, la Regione Marche, e le associazioni di rappresentanza, per consentire alle piccole imprese di migliorare la loro competitività. E’ fondamentale anche la capacità di utilizzare i big data per la profilazione dei clienti, le previsioni di mercato, il monitoraggio dei processi, la possibilità di scoprire problemi della catena produttiva, le verifiche di efficienza ed efficacia aziendale. Big data che oggi, secondo una indagine della Cna, sono utilizzati dal 16 per cento delle piccole imprese, mentre il 60 per cento delle aziende artigiane adotta tecnologie per la sicurezza informatica.

Ma il sistema produttivo marchigiano sconta ancora un ritardo sui fronti della tecnologia, dell’informatizzazione e dell’innovazione. Negli ultimi dieci anni il numero delle imprese ad alta tecnologia nelle Marche è diminuito del 12,6 per cento. Nella nostra regione il 61 per cento delle 19.600 imprese manifatturiere realizza produzioni a basso contenuto tecnologico e solo l’11 per cento vende i suoi prodotti on line. Si tratta di ritardi che vanno colmati se vogliamo essere competitivi e agganciare stabilmente la ripresa.

Industria 4.0. Gli artigiani ci credono e ci investono.

Secondo l’indagine della Cna, l’83 per cento delle imprese artigiane è consapevole delle opportunità offerte da Impresa 4.0 e il 50 per cento ha già effettuato investimenti in questa direzione, soprattutto nella robotica collaborativa (32 per cento) e nei sistemi per l’integrazione (20 per cento).

Dalla consapevolezza all’interesse per le nuove tecnologie. Il 78 per cento delle microimprese, cioè più di tre su quattro, vorrebbe acquisire nuove tecnologie 4.0. Sono disponibili ad aprirsi a frontiere finora poco esplorate in azienda come il cloud, la cybersecurity, il big data analytic. Dall’interesse al passo successivo. Un’azienda artigiana su quattro ha progettato o sviluppato tecnologie innovative di processo e di prodotto.

Molti altri vorrebbero farlo ma non hanno la liquidità necessaria. Per questo chiedono il sostegno dei Confidi e degli istituti bancari. Purtroppo negli ultimi cinque anni il credito alle piccole imprese marchigiane ha registrato una contrazione di oltre il 20 per cento. E senza credito, malgrado le buone intenzioni, gli investimenti non decollano. E non è sufficiente l’impegno dei Confidi. Alla fine del 2018 Uni.Co, il Confidi delle Marche, nato dalla fusione tra Srgm, Fidimpresa e Cooperativa Pierucci, forte di 39.413 imprenditori associati, aveva in essere 21.475 pratiche di garanzia per 916,3 milioni di euro di finanziamenti. Ma non basta. Serve l’impegno delle banche e delle istituzioni

L’impegno delle istituzioni. Per promuovere i processi di innovazione aziendale e l’utilizzo di nuove tecnologie digitali nelle micro e piccole imprese marchigiane, anche la Regione Marche ha stanziato 6,7 milioni di euro di cui 1,9 riservato alle aziende del cratere.

Poi ci siamo noi, la Cna. Ci stiamo attivando per accompagnare le piccole imprese nei nuovi territori di Industria 4.0. Puntiamo a creare localmente dei Digital Hinnovation Hub tra impresa, ricerca e finanza, dove le imprese possano trovare supporto per la trasformazione digitale aziendale, dalle tecnologie ai modelli organizzativi.

Quali attività si propone di realizzare Cna Hub 4.0 nelle Marche? Innanzitutto diffondere la conoscenza sui vantaggi derivanti da investimenti in tecnologie 4.0 e sugli incentivi previsti dal Piano Industria 4.0. Successivamente mappare la maturità digitale delle imprese artigiane e delle piccole imprese, affiancandole nella comprensione di propri fabbisogni e nell’individuazione delle aree di intervento. Inoltre attivare corsi di formazione e offrire servizi di supporto e consulenza alle imprese. Infine orientarle verso i centri di trasferimento tecnologico.

La sfida di Industria 4.0. La collaborazione fra la Regione Marche e le associazioni di categoria dovrà accrescere il potenziale dell’economia regionale e affrontare le nuove sfide, tenendo conto delle caratteristiche del sistema produttivo marchigiano, formato per il 90 per cento da imprese con meno di dieci addetti. Quindi occorre favorire i processi di innovazione aziendale e l’utilizzo di nuove tecnologie nelle micro, piccole e medie imprese marchigiane. In particolare è fondamentale sviluppare, valorizzare e sostenere le oltre 7 mila imprese dell’artigianato digitale.

Se i sistemi produttivi devono adattarsi alle nuove tecnologie, non bisogna dimenticare che al centro di Industria 4.0 devono essere messe le strategie d’impresa e le persone, vero motore dell’innovazione. Per questo l’innovazione tecnologica e digitale va strettamente collegata alla valorizzazione delle risorse umane.