IVA, L’AVVIO DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA OBBLIGATORIA VERSO LA PA OCCASIONE D’ORO PER ABOLIRE “SPLIT PAYMENT” E “REVERSE CHARGE

foto fattura elettronicaDa oggi 1 aprile, entra in vigore il sistema di fatturazione elettronica obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione.

Ma purtroppo, rischia anche  di essere una occasione perduta per abolire lo “split payment”,  una norma introdotta il primo gennaio 2015 per contrastare l’evasione Iva e che riguarda due milioni di imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione.

Le imprese intermedie, in genere, compensano l’imposta che incassano sulle vendite con quella pagata ai fornitori.  Dal primo gennaio 2015 non accade più così. Qualunque  soggetto della PA che riceve una fattura, trattiene l’Iva e la versa direttamente al fisco. Una gigantesca sottrazione di risorse dai flussi di cassa. Secondo lo studio dell’Osservatorio permanente della CNA sulla tassazione delle piccole imprese (testo dello studio in allegato), parliamo di  oltre un miliardo e mezzo al mese: 18 miliardi all’anno.

Dunque, fatture pagate ma senza Iva. E all’impresa che succede? Deve attendere fino a 15 mesi, se potrà compensarla con l’Iva eventualmente ricevuta da altri soggetti privati, o ancora di più se non potrà compensarla e dovrà chiedere il rimborso.

Lo stesso discorso, anche se riguarda operazioni fra imprese, vale per il “reverse charge”, tecnicamente “inversione contabile”.  E’ un meccanismo che trasferisce l’obbligo di versare l’Iva dal venditore all’acquirente in alcune particolari operazioni: servizi di pulizia, demolizioni, installazioni di impianti e completamento di edifici.

E se le imprese non avessero i soldi per riequilibrare il flusso finanziario di cassa e, quindi, dovessero andare in banca per finanziarsi, quanto spenderebbero? Non meno di 920 milioni di euro all’anno, ha calcolato l’Osservatorio della CNA. A patto che trovino una banca disponibile a sborsare i soldi. E ad applicare sempre e a tutte  un interesse che per le piccole imprese sicuramente non è inferiore al 6%.

La fatturazione digitale consente all’Amministrazione fiscale di controllare in tempo reale le transazioni tra le imprese e di avere tutti gli strumenti per individuare e colpire gli evasori. Le imprese oneste debbono poter lavorare in tranquillità. Per uscire da questa gravissima situazione bisogna però mandare subito in soffitta, e contemporaneamente,  sia “Split payment” che “Reverse charge”.