LA CRISI DELL’AUTOTRASPORTO MARCHIGIANO TRA LA CONCORRENZA SLEALE DEI TIR STRANIERI E LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA’

foto conf stampa fitaI sindacati Filt cgil,  Fit cisl, Uuil trasporti  insieme alle associazioni  Confartigianato Trasporti e  Cna Fita, denunciano  la grave situazione in cui versano i lavoratori e le imprese d’autotrasporto merci nella nostra regione

Nel 2012  le ore di cassa integrazione sono state 677.821, più del doppio rispetto alle 257.966 ore dell’anno precedente mentre sono state 259 le imprese che hanno spento i motori per sempre.

Strette fra la concorrenza sleale dei Tir stranieri e le infiltrazioni della criminalità organizzata, le imprese marchigiane dell’autotrasporto si trovano ad affrontare una crisi gravissima: centinaia sono costrette a chiudere, migliaia i lavoratori licenziati o in cassa integrazione.  A denunciare la grave situazione in cui versano i lavoratori e le imprese del settore sono stati i segretari di Confartigianato Trasporti Gilberto Gasparoni e della Cna Fita Riccardo Battisti insieme a Maurizio Amadori e Fabrizio Fabietti della  Filt Cgil, di Daniela Rossi per la Fit Cisl e di Giorgio Andreani della Uil Trasporti.

“Soltanto nei primi tre mesi del 2013” hanno reso noto nel corso di una conferenza stampa i rappresentanti degli autotrasportatori artigiani e dei loro dipendenti “sono state 97 le imprese che hanno deciso di spegnere per sempre i motori dei loro camion e soltanto 22 i coraggiosi che hanno deciso di avviare un’attività nell’autotrasporto merci, con  un saldo negativo di 75 unità.”

Pesantemente negativi anche i dati del 2012 quando sono scomparse 259 imprese a fronte di 113 nuove attività, con un saldo negativo di 145 aziende. Attualmente gli autotrasportatori marchigiani sono 4.648, quando solo tre anni fa erano più di 5 mila.

Una situazione che incide sull’occupazione nel settore, con una impennata della cassa integrazione che nei primi quattro mesi del 2013 ha già  raggiunto le 149.546 ore di cui 93.438 nel mese di aprile. Ma l’anno “nero” per i conducenti Tir marchigiani è stato il 2012  quando le ore di cassa integrazione sono state 677.821, più del doppio rispetto alle 257.966 ore dell’anno precedente.

Una crisi quella dell’autotrasporto che è resa ancora più grave dalla  concorrenza sleale messa in atto dalle imprese che violano le norme, facendosi beffa delle regole e non rispettando i costi minimi e le norme per la sicurezza. Sotto accusa anche il mancato rispetto dei tempi di pagamento da parte dei committenti.

“Sulle nostre strade” hanno denunciato sindacati e associazioni di categoria “ circolano sempre più veicoli con targhe straniere, spesso si tratta di aziende nate surrettiziamente nei Paesi dell’Est  che vengono ad operare in Italia, svolgendo attività di trasporto domestico ed applicando ai lavoratori: contratti, contribuzione sociale ed assicurativa dei Paesi in cui hanno sede legale, potendo così praticare forti ribassi sui prezzi del servizio di trasporto, superiori al 20 per cento. Vi è inoltre un uso distorto del cabotaggio, da parte di vettori stranieri, per il contrasto del quale risultano al momento del tutto insufficienti i sistemi di controllo su strada fin qui praticati dalle autorità competenti. Esistono inoltre  imprese italiane che,  forzando la normativa prevista dalla direttiva 96/71 che consente il distacco dei lavoratori effettuato nel quadro di una prestazione di servizi, utilizzano lavoratori assunti da agenzie interinali rumene, per i quali è previsto l’applicazione dei regimi assicurativi e previdenziali del paese di origine. In questo caso il costo del lavoratore si attesta circa a 15 mila euro all’anno, molto al di sotto di quanto costa effettivamente un’autista italiano alle dipendenze delle nostre aziende che applicano regolarmente il contratto di lavoro vigente e la contribuzione italiana.”

Le conseguenze del diffondersi di questi fenomeni sono pesantissimi. In due anni, secondo l’osservatorio regionale sull’artigianato “Trend Marche”, il fatturato del settore, nella nostra regione si è più che dimezzato così come le spese per consumi, il che sta ad indicare come la dotazione dei mezzi di trasporto sia largamente sottoutilizzata rispetto alla sua capacità. Insomma i Tir rimangono nei depositi,

“Ad aggravare la situazione” hanno concluso sindacati e associazioni di categoria “è sempre più presente, anche nel nostro territorio, il tentativo della criminalità organizzata, di infiltrarsi nel settore del trasporto. Spesso vengono utilizzati prestanome incensurati ed aziende apparentemente in regola, ma che non sono altro che delle lavatrici che riciclano danaro, anche queste si muovono sul mercato offrendo servizi di trasporto alla committenza locale a prezzi stracciati.”

I sindacati Filt Cgil – Fit Cisl – Uil trasporti e le e le associazioni Confartigianato Trasporti e Cna Fita, sui problemi della concorrenza sleale e delle infiltrazioni criminali nell’autotrasporto, chiederanno nei prossimi giorni, incontri con i Prefetti marchigiani , ai quali verrà illustrata nel dettaglio la situazione, sollecitando specifici interventi di controllo nei confronti delle imprese che utilizzano i sistemi denunciati in conferenza stampa.