L’AGROALIMENTARE MARCHIGIANO SEMPRE PIU’ GIOVANE, BIOLOGICO ED A CHILOMETRI ZERO

Francesca Petrini, presidente regionale e portavoce nazionale Cna dell’Unione Agroalimentare “ “Il sistema agroalimentare marchigiano vede una crescente presenza di aziende agricole giovanili dove anche la trasformazione alimentare è caratterizzata da un modello territoriale che salvaguarda la tradizione e valorizza la biodiversità e il prodotto locale e tipico.”

L’agroalimentare marchigiano è sempre più giovane. E sono sempre più numerosi i giovani imprenditori che scelgono di dedicarsi alle produzioni biologiche, locali e tipiche. Prodotti a chilometri zero e rigorosamente senza organismi geneticamente modificati. Ad affermarlo il Centro Studi Cna delle Marche, che ha elaborato i dati Unioncamere sulle imprese agroalimentari guidate da titolari under 35.

“Tra luglio 2016 e lo stesso mese di quest’anno” afferma il presidente della Cna Marche Gino Sabatini “le imprese agroalimentari marchigiane sono scese da 29.956 a 29.178, con la perdita di 778 aziende e di oltre 2.500 posti di lavoro. Nello stesso periodo, invece, le imprese agroalimentari guidate da giovani sono passate da 1.403 a 1.479, con un aumento di 76 aziende e la creazione di 500 nuovi occupati. Si tratta soprattutto di aziende moderne e tecnologicamente avanzate, con reti commerciali sia locali, tramite i gruppi di acquisto, sia globali tramite la rete”.

Sul territorio regionale, la provincia che vanta il maggior numero di imprese agricole under 35 è Macerata con 409 aziende en un incremento annuo del 4,6 per cento. Segue Ancona con 370 aziende e una crescita del 4,8 per cento. Nel territorio di Pesaro Urbino, le giovani imprese agricole sono 307 e la crescita annua ha raggiunto il 9,3 per cento. Solo 174 le imprese agroalimentari giovanili del fermano ma qui la crescita ha raggiunto percentuali in doppia cifra (+11,5 per cento). La provincia di Ascoli Piceno ha 219 imprese giovanili nel settore agroalimentare ma è anche l’unico territorio dove si è registrato un calo di aziende (-1,4 per cento).

“Il sistema agroalimentare marchigiano, vede una crescente presenza di aziende agricole giovanili biologiche ed a chilometri zero” sostiene Francesca Petrini, presidente regionale e portavoce nazionale Cna dell’Unione Agroalimentare “dove anche la trasformazione alimentare è caratterizzata da un modello territoriale che salvaguarda la tradizione e valorizza la biodiversità e il prodotto locale e tipico. Un sistema imprenditoriale e un modello di consumo che lascia poco spazio al geneticamente modificato. Viviamo in un Paese dove il mercato dei prodotti biologici è un mercato che cresce, produce reddito, gettito fiscale, posti di lavoro e anche benessere per le persone e per l’ambiente. La Cna – ricorda Petrini –aderisce alla task force ‘Liberi da Ogm’insieme alla Coldiretti e difende la tutela della biodiversità e della qualità delle produzioni tipiche delàà made in Italy. Apprezziamo l’impegno della Regione Marche con l’assessore all’Agricoltura Anna Casini che è vicepresidente dellea Rete delle Regioni Frre Ogm d’Europa. Nelle Marche i prodotti a denominazione di origine Dop e Igp sono 12 pari al 4,6 per cento del totale nazionale e rappresentano riconoscimenti importanti per la qualità delle nostre produzioni e per la loro appetibilità su un mercato sempre più attento agli aspetti salutistici e ambientali di quello che mettiamo sulla nostra tavola”.