LAVORO E IMPRESE DELLE MARCHE SEMPRE PIU’ “ROSA”

foto lavoro femminileTra aprile e ottobre, secondo l’indagine dei Centri Studi Cna e Confartigianato su dati Istat, l’occupazione femminile è aumentata del 5,4 per cento. Le donne lavoratrici sono passate da 268.680 a 283.081, con una crescita di 14.401 occupate.

Sempre tra   aprile e ottobre le imprese femminili marchigiane sono passate da 39.434 a 39.796, con una crescita di 362 unità. Ad aumentare sono soprattutto le imprese guidate da donne con meno di 35 anni: in sei mesi sono salite da 4.366 a 4.592 (+226).

 Donne, giovani, lavoratrici e imprenditrici. Nel mondo del lavoro e nel sistema produttivo marchigiano vince il rosa. Dopo la perdita di occupazione che si è avuta tra il 2009 ed il 2013 ed anche nel primo trimestre dell’anno corso, la partecipazione femminile al lavoro, tra aprile e ottobre 2014, secondo l’indagine dei Centri Studi Cna e Confartigianato su dati Istat, è aumentata del 5,4 per cento. Le donne lavoratrici sono passate da 268.680 a 283.081, con una crescita di 14.401 occupate. Sono stati soprattutto i servizi ad accogliere la mano d’opera femminile, con 11.600 nuove occupate. In forte crescita anche il commercio, gli alberghi ed i ristoranti, che hanno assunto 8.745 nuove dipendenti, e l’edilizia (+1.175) L’occupazione femminile diminuisce invece nell’industria (-5.686) e in agricoltura (-1.433).

Nello stesso periodo sono aumentate anche le imprese   marchigiane guidate da donne: da 39.434 a 39.796, con una crescita di 362 unità. Ad aumentare sono state soprattutto le imprese femminili under 35 anni: in sei mesi sono passate da 4.366 a 4.592 (+226). Ad essere guidate da donne, nelle Marche, sono soprattutto le imprese del commercio (9.761), seguite da quelle agricole (8.666), da quelle manifatturiere (4.827),   dai servizi (3.874) e da alberghi e ristoranti (3.470).

“Le imprese femminili” affermano il presidente Cna Marche Gino Sabatini e il presidente Confartigianato Marche Salvatore Fortuna, “stanno dimostrando, durante questa interminabile crisi, di resistere meglio di quelle maschili. A confermarlo anche i dati del Censis, secondo il quale l’incidenza delle donne nella nostra economia è passato dal 29,8 per del 2009 al 30,1 per cento del 2013, soprattutto grazie alla crescita delle donne imprenditrici nel settore dei servizi, che ha assorbito il 76 per cento delle nuove attività femminili. Sostenere l’impresa e il lavoro femminile sono le strade per uscire dalla crisi. Lo conferma una proiezione dell’Ocse, secondo la quale se entro il 2030, la partecipazione femminile al lavoro nel nostro Paese raggiungesse i livelli maschili, il Pil salirebbe di un punto percentuale all’anno. Attualmente nella nostra regione il tasso di occupazione femminile è del 55 per cento mentre per i maschi è del 70 per cento”.

Una chiave di ingresso delle donne nel mercato del lavoro, secondo le associazioni artigiane, è proprio l’attività autonoma, un terreno su cui la creatività e la capacità organizzativa femminile si esprimono al massimo. Ecco perché occorre rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono alle donne di lavorare e fare impresa, potenziando il welfare e facilitando la conciliazione tra lavoro e famiglia.

Uno dei punti dolenti del lavoro femminile, secondo Confartigianato e Cna, che citano dati della Banca d’Italia, è il differenziale tra remunerazione maschile e femminile. Il differenziale è circa del 6 per cento. Una differenza che aumenta anche in base all’incarico lavorativo. Ma non basta. La ripartizione dei carichi domestici e di cura è ancora molto sbilanciata a sfavore delle donne. Secondo l’Istat, infatti, le donne svolgono oltre il 70 per cento del lavoro familiare (la quota era del 78% nel 2002 e del dell’85% nel 1989). A frenare una crescita più consistente delle donne alla partecipazione al mercato del lavoro, secondo l’Isfol, c’é la famiglia: il 40,8% delle ex lavoratrici dichiara di aver interrotto l’attività lavorativa per prendersi cura dei figli e circa il 5,6% per dedicarsi totalmente alla famiglia o ad accudire persone non autosufficienti.

L’ufficio Stampa: Paola Mengarelli e Sergio Giacchi

 

Le donne lavoratrici nelle Marche PER MACROSETTORE                  

  31-mar-2014 30-set-2014 saldo diff%
         
Agricoltura 3.542 2.109 -1.433 -40,5
Industria 61.253 55.567 -5.686 -9,3
Costruzioni 2.279 3454 1.175 51,6
Commercio, alberghi e ristoranti 59.188 67.933 8.745 14,8
Altri servizi 142.418 154.018 11.600 8,1
Totale 268.680 283.081 14.401 5,4

 

LE Imprese femminili nelle Marche                                                      

  31-mar-2014 30-set-2014 saldo diff %
         
Imprese femminili 39.434 39.796 362 0,92
Tasso di femminilizzazione 22,6 22,8  
Imprese femminili under 35 4.366 4.592 226 5,18
Tasso di femminilizz. under 35 29,6 29,5    

 

LE Imprese femminili nelle Marche PER SETTORE

  imprese femminili imprese femminili under 35
primario e estrazioni            8.666          270
manifatture            4.827          518
forniture                73              7
costruzioni            1.231         185
commercio            9.761        1.220
trasporti              389            42
alloggio e ristorazione            3.470          559
infomazione e comunicazione              587            71
attiv.finanziarie              758          187
attiv. Immobiliari            1.516          101
Attività professionali, scientifiche e tecniche              969          145
Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imp…            1.079          154
Istruzione              159            20
Sanità e assistenza              351            54
Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e diver…              599            93
Altre attività di servizi            3.874          675
Non classificate            1.487          291
TOTALE          39.796        4.592