LE MARCHE DEL DISAGIO IMPRENDITORIALE

FOTO gino sabatiniSecondo il Centro Studi Sistema della Cna Marche che ha elaborato i dati di  due indagini di “Fondazione Impresa”, la nostra regione nel 2013 si è piazzata al nono posto come indice di disagio imprenditoriale. Ancora peggio nel 2012 quando le Marche erano terze, precedute solo da Campania e Basilicata.

 INFRASTRUTTURE E CREDITO ALLE AZIENDE LE MAGGIORI CRITICITA’

 Sabatini e Gregorini: “La Cna garantisce la massima  collaborazione  per migliorare queste criticità che condizionano la nostra economia, sia attraverso l’impegno nel progetto di Macroregione Adriatica per la dotazione infrastrutturale sia con il nostro Confidi unico Fidimpresa Marche, per quanto riguarda le garanzie sui prestiti alle imprese”.

 

Le Marche  del disagio imprenditoriale. Al nono posto tra le regioni italiane, le imprese marchigiane fino a 20 addetti hanno manifestato, nel 2013, un indice di disagio imprenditoriale pari a 54,3, contro una media nazionale del 53,1. A precederci, in questa particolare classifica, solo le regioni meridionali e l’Umbria. Ancora peggio era andata nel 2012, quando le Marche si erano piazzate al terzo posto con un indice di disagio pari al 59,8.  Peggio di noi solo Campania e Basilicata. A renderlo noto il Centro Studi Sistema della Cna Marche, che ha elaborato i dati delle due indagini realizzate nell’ultimo biennio da “Fondazione Impresa”, su dodici parametri riferiti alla criticità del contesto economico e imprenditoriale delle venti regioni italiane. Tra gli indicatori considerati vi sono la variazione delle imprese attive, i fallimenti, il credito alle imprese, le infrastrutture, la propensione all’innovazione.

Ma come mai le Marche, caratterizzate da sempre da una economia fondata sulla piccola impresa e sull’artigianato, al punto da essere considerate un modello per le altre realtà territoriali italiane, esprimono un così alto disagio imprenditoriale, superando tutte le regioni del Centro Nord?

“Nella nostra regione” spiegano il presidente Cna Marche Gino Sabatini ed il segretario Otello Gregorini “oltre il 90 per cento delle 156.372 imprese attive ha meno di venti addetti e ben 48.989 sono artigiane. La stragrande maggioranza di queste aziende non ha accesso ai mercati esteri e negli ultimi anni ha pagato pesantemente la crisi del mercato interno ed il calo dei consumi. Inoltre siamo una regione dove il manifatturiero pesa più del terziario ed è proprio questo comparto che ha sofferto più di altri la crisi economica”.

Guardando ai singoli indicatori, il Centro Studi Sistema Cna evidenzia come a trascinare le Marche nella parte bassa della graduatoria siano la contrazione dei prestiti alle imprese dove siamo al quarto posto con un eloquente –8 per cento, il numero dei fallimenti (sempre al quarto posto con 27,8 fallimenti ogni  mille imprese) e la variazione di imprese attive (quindi con un calo del 4,34 per cento). Male anche i collegamenti che vedono le Marche al quinto posto come disagio ferroviario e al settimo posto come disagio autostradale. In calo anche il valore aggiunto (-6,2 per cento), anche se qui siamo posizionati al 12 esimo posto negli indici di disagio imprenditoriale.

Le imprese marchigiane dimostrano invece un buon tasso di sopravvivenza a cinque anni (il 53,2 per cento è ancora in attività dopo un lustro) e ci difendiamo anche per la percentuale di imprese innovatrici (27,8 per cento anche se in calo rispetto al 29,2 del 2012).

Una curiosità. Stando ai dati di “Fondazione Impresa”, elaborati dal Centro Studi Sistema Cna, per le Marche il 2013 è stato l’anno della ‘banda larga’. Se nel 2012 eravamo ultimi come disponibilità della banda larga da parte delle imprese (la utilizzava il 72,8 per cento contro una media nazionale dell’83,1 per cento), lo scorso anno l’accesso alla banda larga ha riguardato 87,4 imprese su 100 rispetto ad una media nazionale dell’84,1) e soltanto in Piemonte, Trentino e Lombardia hanno saputo fare meglio di noi.

“Si tratta” commentano Sabatini e Gregorini “di un dato incoraggiante che dimostra la capacità delle nostre imprese di innovare ed utilizzare una tecnologia come la banda larga fondamentale per l’allargamento dei mercati, soprattutto all’estero, e per valorizzare la qualità dei prodotti marchigiani. Ora servono passi avanti anche in altri settori, dove siamo ancora carenti come la dotazione infrastrutturale ed il credito alle imprese. Si tratta di due elementi che frenano la competitività delle imprese artigiane e delle piccole imprese marchigiane. Tocca alle istituzioni ed agli istituti di credito intervenire. La Cna garantisce la massima  collaborazione  per migliorare queste criticità che condizionano la nostra economia, sia attraverso l’impegno nel progetto di Macroregione Adriatica per la dotazione infrastrutturale sia con il nostro Confidi unico Fidimpresa Marche, per quanto riguarda le garanzie sui prestiti alle imprese”.

L’addetto stampa: Sergio Giacchi

 

 In allegato le foto del presidente Cna Marche Gino Sabatini e del segretario Otello Gregorini

 

Rank Regioni Indice di

INDICE DI DISAGIO IMPRENDITORIALE – LA CLASSIFICA AL 2013 E AL 2012 nditoriale

POSIZIONE AL 2013

REGIONI

INDICE DI DISAGIO 2013

INDICE DI DISAGIO 2012

POSIZIONE NEL 2012

Variazione

delle posizioni

(+ indica un

peggioramento)

1 Sicilia

62,5

58,5

5

+4

2 Campania

62,2

65,0

1

-1

3 Sardegna

60,5

56,6

6

+3

4 Umbria

60,1

56,3

7

+3

5 Molise

59,7

55,1

8

+3

6 Basilicata

58,8

60,3

2

-4

7 Calabria

58,8

59,6

4

-3

8 Lazio

54,6

53,7

11

+3

9 Marche

54,3

59,8

3

-6

10 Puglia

54,2

51,7

13

+3

11 Abruzzo

53,9

48,3

17

+6

12 Toscana

51,4

54,1

9

-3

13 Friuli VG

50,8

52,2

12

-1

14 Lombardia

48,3

54,0

10

-4

15 Veneto

48,1

46,0

18

+3

16 Emilia R.

46,9

45,7

19

+3

17 Piemonte

43,7

49,8

16

-1

18 Liguria

43,4

50,5

15

-3

19 Valle d’A.

42,7

50,6

14

-5

20 Trentino A.A.

31,5

30,2

20

0

  ITALIA

53,1

54,8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DISAGIO IMPRENDITORIALE MARCHE

INDICATORI CONSIDERATI

POSIZIONE NELLA GRADUATORIA REGIONALE

2013

POSIZIONE NELLA GRADUATORIA REGIONALE

2012

I VALORI DI TUTTI GLI INDICATORI AL 2013

I VALORI DI TUTTI GLI INDICATORI AL 2012

Variazione di imprese attive (fino a 5 addetti)

5

5

-4,34

3,27

Tasso di sopravvivenza delle imprese (a 5 anni)

15

17

53,2

54,3

Fallimenti ogni 10 mila Imprese

4

4

27,8

25,0

Procedure concorsuali ogni 1.000 imprese (fino a 5 addetti)

9

10

18,2

17,1

Recessione (var. % valore aggiunto reale)

12

15

-6,2

-2,64

Credit crunch (var. % prestiti alle imprese <20 addetti)

4

7

-8,0

-3,4

Tassi interesse per le famiglie produttrici (fino a 5 addetti)

13

14

4,01

8,57

Concentrazione rischio (finanziamenti ai maggiori affidati)

11

10

71,8

71,4

Densità autostradale

7

7

17,94

17,94

Densità ferroviaria

5

5

4,12

4,12

Quota di imprese innovatrici

11

14

27,8

29,2

Uso banda larga

17

1

87,4

72,8

Fonte: elaborazione centro studi SISTEMA su dati Indagine Fondazione Impresa