Le Regioni al Governo: cambiare la manovra”.

“LE REGIONI DEL CENTRO NORD AL GOVERNO: LA MANOVRA ECONOMICA PUO’ E DEVE ESSERE CAMBIATA”

Chiaro il messaggio lanciato oggi a Bologna dai Presidenti delle Regioni del Centro – nord nel corso del Forum promosso dalla CNA di Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria: così non si può governare. Impossibile garantire servizi ai cittadini e incentivi alle imprese. Sono intervenuti Vasco Errani, Presidente Emilia Romagna, Gian Mario Spacca, Presidente Marche e Catiuscia Marini, Presidente Umbria.

19 luglio 2010. Le micro e piccole imprese stanno dando un contributo rilevante alla tenuta del sistema Italia e dei sistemi locali. Emilia Romagna, Marche, Toscana ed Umbria, rappresentano un quarto dell’intero totale nazionale di imprenditoria diffusa. Perché si possa uscire dalla crisi ed avviare una ripresa concreta, secondo la CNA occorre però, che Imprese e Amministrazioni locali siano messe nelle condizioni di farlo, attraverso risorse e interventi che puntino alla crescita dei sistemi territoriali. Ne hanno discusso i Presidenti di Emilia-Romagna, Marche e Umbria (il Presidente della Toscana Rossi è stato trattenuto da una riunione straordinaria a Firenze) nel corso del forum organizzato a Bologna dalla CNA delle quattro regioni su: “La prospettiva del Federalismo tra Riduzione della Spesa e Politiche per lo Sviluppo”. Istituzioni ed Imprese a confronto” . L’impatto della manovra rischia di essere di gran lunga peggiore di quanto previsto. “Secondo i nostri calcoli – ha spiegato il Presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca – per la nostra Regione si passa da 221 a 73 milioni di euro. In pratica avremo l’azzeramento del Fondo per le attività produttive; il che significa che nel 2011, verranno meno investimenti per 250 milioni di euro. Ciò comporterà un cambiamento di strategia, in quanto saremo costretti a concentrare le risorse solo su alcuni settori: le politiche sociali e lo sviluppo del territorio ai quali destineremo sia risorse regionali che europee. In questo ambito daremo priorità agli incentivi per la Green Economy e le energie rinnovabili come motori per lo sviluppo del territorio”. Gravi i contraccolpi un po’ ovunque. “Tra i settori più penalizzati –ha sottolineato Vasco Errani Presidente Emilia-Romagna, nonchè Presidente della Conferenza delle Regioni – quello del trasporto pubblico, che in Emilia Romagna subirà in due anni un taglio di oltre 700 milioni; ma anche settori quali le politiche sociali, l’edilizia popolare, la sanità sono a rischio. Siamo tutti d’accordo di ridurre la spesa; ma con responsabilità ed equilibrio. Le Regioni propongono di predisporre un piano di rientro credibile del deficit, che stabilisca di cosa c’è bisogno: verifichiamo i costi, stabiliamo dei parametri per tutte le istituzioni; costruiamo un percorso e delle regole”. “Così non si può governare – ha ripreso Errani –Occorre rimuovere i blocchi che sono stati posti sulla manovra. Si può e si deve poter cambiare; stabiliamo insieme un piano di rientro credibile del deficit definendo di cosa c’è bisogno”. “La volontà di trovare una soluzione c’è stata e c’è” – hanno ribadito i Presidenti di Emilia-Romagna, Marche e Umbria. “Abbiamo fatto presente al Governo quali e quanti problemi nasceranno da tagli di questa portata. Le Regioni hanno definito la scorsa settimana un documento che pone tre questioni semplici e chiare: ridurre il peso dei tagli sulle Amministrazioni regionali; applicare il federalismo; garantire il sostegno alle imprese. Auspichiamo che il Governo mostri una disponibilità a cambiare la manovra come abbiamo proposto; le Regioni sono pronte a fare la propria parte”. “Una manovra dunque da cambiare in quanto – come ha affermato Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria “iniqua e poco credibile. Un esempio per tutti: mentre taglia pesantemente le risorse alle Regioni, interviene assai poco sulle spese dell’Amministrazione centrale. Infatti se da un lato toglie 2 miliardi ai Ministeri, dall’altro ne destina 1,9 in più alla Presidenza del Consiglio. Inoltre si tratta di una manovra contraria allo spirito federalista, oltre che priva di ogni misura per lo sviluppo e la crescita. Infatti prevede tagli uguali per tutti i territori, senza tener conto di comportamenti virtuosi delle singole Regioni e riduce pesantemente le spese per gli investimenti, incidendo negativamente sulla competitività dei territori e del Paese”. A conclusione del Forum,al quale hanno partecipato per la CNA Marche il presidente regionale Renato Picciaiola e il segretario Silvano Gattari, Regioni e CNA hanno convenuto sulla opportunità di un’azione comune tra Istituzioni ed Associazioni di rappresentanza per l’attivazione di politiche efficaci, decisive per il funzionamento del mercato in una fase di grande cambiamento ed evoluzione dei sistemi territoriali e del Paese nel suo complesso.