LE RICHIESTE DELLE IMPRESE:MORATORIA DEI MUTUI E UN TAVOLO CON REGIONE e BANCHE

MORATORIA DEI MUTUI E UN TAVOLO CON REGIONE E BANCHE LE RICHIESTE DELLE IMPRESE MARCHIGIANE PRESENTATE AD ANCONA

 

Un appello al presidente dell’Abi Marche Bianconi ed al presidente della Regione Spacca, da parte di Legacoop, Confindustria, Cna e Confartigianato Marche. Nel 2011 i Consorzi Fidi hanno denunciato un calo del 30 per cento dei prestiti del sistema bancario alle aziende e un crollo dei finanziamenti garantiti dal Confidi di secondo grado da 382 a 281 milioni di euro.

Una moratoria dei mutui e un tavolo con la Regione e le banche. Sono queste le richieste delle imprese marchigiane per evitare di essere “strozzate” dai debiti. In  particolare si chiede la moratoria delle scadenze di pagamento per sei mesi per i mutui a medio e lungo termine delle imprese e le operazioni di leasing. Analogo slittamento temporale dovrebbe riguardare i finanziamenti a breve termine, ossia le anticipazioni bancarie su crediti certi ed esigibili. Ad avanzare  queste richieste hanno pensato le  associazioni di categoria delle imprese marchigiane Legacoop, Confindustria, Cna e Confartigianato Marche, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Società Regionale di Garanzia Marche. All’incontro hanno partecipato i presidenti di Legacoop Marche Mauro Angelini, di Confindustria Marche Paolo Andreani, della Cna Marche Renato Picciaiola e della Confartigianato Marche Salvatore Fortuna. I lavori sono stati introdotti dal presidente della Società Regionale di Garanzia Marche (Srgm) Giorgio Cippitelli.

La richiesta di moratoria è rivolta al  presidente dell’ABI Marche Massimo Bianconi, “in considerazione” hanno spiegato i presidenti delle associazioni di categoria “dell’eccezionale ondata di maltempo abbattutasi sulle Marche,  del recente blocco dei trasporti e delle conseguenze sul traffico merci, che hanno costretto numerose se imprese ad uno stop forzato della propria  attività, con le conseguenti notevoli difficoltà ad onorare nei tempi previsti le rate di mutuo in scadenza.”

Nell’intento di raggiungere gli obiettivi indicati, Legacoop, Confindustria, Cna e Confartigianato Marche hanno inoltre chiesto al presidente della Regione Gian Mario Spacca ed all’Assessore all’Industria e Artigianato, Sara Giannini,  di convocare al più presto un tavolo di confronto tra Regione Marche, banche e associazioni di rappresentanza delle imprese.

La difficile situazione delle imprese marchigiane sul fronte del credito, è stata sostenuta dalla presentazione di alcuni dati che fotografano una vera e propria emergenza: lo scorso anno gli impieghi delle imprese marchigiane sono stati di 25,7 miliardi, con un calo dello 0,3 per cento rispetto al mese di giugno, che sale all’1,4 per cento per  imprese con meno di venti addetti. Sempre nel 2011 i Consorzi Fidi hanno denunciato un calo del 30 per cento dei prestiti del sistema bancario alle aziende e un crollo dei finanziamenti garantiti dal Confidi di secondo grado da 382 a 281 milioni di euro. Infine negli ultimi due anni, secondo l’Istat, il 12 per cento delle imprese si è visto rifiutare finanziamenti dalle banche mentre il 33 per cento ha visto diventare le condizioni più onerose.

“Insomma” hanno affermato i rappresentanti delle imprese marchigiane dell’industria, artigianato e cooperazione, “il temutissimo credit crunch è ormai un fenomeno conclamato. Negli ultimi mesi sono lievitati i costi dei finanziamenti e sono sempre più stringenti le garanzie che gli imprenditori si sentono chiedere per ottenere prestiti. Inoltre in alcuni casi sono stati anche sospesi unilateralmente, da parte delle banche, le convenzioni con i nostri Confidi mentre sono bloccati i crediti vantati dalle imprese verso le Pubbliche Amministrazioni.”

Insomma, secondo le imprese, la situazione è grave e richiede misure urgenti per garantire un adeguato flusso di liquidità alle imprese. Va migliorato e ampliato il sistema di garanzia pubblico, attraverso il rafforzamento del Fondo Centrale di Garanzia  e il potenziamento del ruolo dei Confidi marchigiani, attraverso sinergie organizzative, funzionali e patrimoniali che rafforzino il rapporto tra imprese e banche e che le imprese ritengono fondamentali per garantire loro il credito vitale per resistere alla crisi.