L’exit strategy della Cna per la moda marchigiana

Solo il 19,6 per cento delle imprese marchigiane del sistema moda disposte ad assumere nuovo personale. Le previsioni per la fine del 2010 sono sconfortanti e parlano di 1.300 nuove assunzioni nell’anno a fronte di 2.630 espulsioni dal mercato del lavoro.

EXPORT, LOGISTICA E RETI PER IL RILANCIO DELLA MODA MARCHIGIANA. LE PROPOSTE DELL’ASSEMBLEA FEDERMODA CNA PER IL SETTORE

Federmoda Cna: “nel calzaturiero le imprese esportatrici sono il 33,3 per cento con una percentuale di fatturato del 39,5 per cento. Nel tessile abbigliamento le aziende che esportano sono appena l’8,7 per cento ma la percentuale sul fatturato è del 40,1 per cento”

Export, logistica e reti per il rilancio della moda marchigiana. Sono queste le proposte avanzate dall’assemblea di Federmoda Cna delle Marche, che si è tenuta ad Ancona. Una exit strategy che passa attraverso l’esplorazione di nuovi mercati, l’allungamento delle filiere produttive e la razionalizzazione dei costi. Particolare attenzione è stata dedicata alle imprese contoterzi, che nelle Marche sono l’80 per cento del totale. Il sistema moda marchigiano, secondo i dati presentati dal Centro Studi Sistema della Cna, è forte di 6.824 imprese di cui 4.999 artigiane. Le aziende calzaturiere sono ben 4.413, quelle dell’abbigliamento 1.942 e del tessile 469. Da gennaio ad oggi, a causa della crisi, le imprese artigiane sono diminuite di 96 unità e il calo di produttività,provocato dalla mancanza di commesse, è stato in media del 40 per cento. “Le difficoltà” ha precisato il direttore del Centro Studi Sistema Cna Giovanni Dini “hanno pesato di più sul settore del tessile abbigliamento che ha visto ridursi la produzione del 7 per cento e il fatturato del 4,7 per cento. In lieve crescita, invece produzione (+1,7) e fatturato (+1,1) del calzaturiero, anche se il comparto ha visto scomparire 96 aziende sotto il peso della delocalizzazione e della contraffazione. Inoltre, pur di non perdere troppe quote di mercato interno, le aziende marchigiane calzaturiere e dell’abbigliamento hanno diminuito i prezzi rispettivamente dello 0,2 e dello 0,8 per cento mentre è andata meglio con le vendite all’estero, cresciute dell’1 per cento malgrado i prezzi siano aumentati dello 0,3 per cento per il tessile abbigliamento e dello 0,7 per cento per le calzature”. Pesante la situazione occupazionale che vede, secondo i dati Excelsior Unioncamere elaborati dal Centro Studi Cna, solo il 19,6 per cento delle imprese marchigiane del sistema moda disposte ad assumere nuovo personale nei prossimi mesi. Le previsioni per la fine del 2010 sono sconfortanti e parlano di 1.300 nuove assunzioni a fronte di 2.630 espulsioni dal mercato del lavoro, con una perdita di 1.340 posti di lavoro. Come reagire? Secondo il presidente regionale Federmoda Cna Luigi Gobbi, “è necessario un patto tra produttori che unisca committenti e subfornitori su strategie industriali condivise che puntino al miglioramento della qualità, della produttività, dell’efficienza del sistema e della valorizzazione del Made in Italy.” Mentre il presidente regionale Cna Renato Picciaiola ha sottolineato che “bisogna battersi per una legislazione che promuova ed incentivi gli accordi di rete attraverso crediti d’imposta, sgravi fiscali e norme di sostegno a innovazione, consorzi, formazione e internazionalizzazione. Bisogna inoltre puntare con forza alla collaborazione con il sistema bancario e le università nonché a potenziare la nostra presenza sui mercati emergenti di Cina, India, Brasile e Paesi Arabi”. In effetti, secondo l’indagine di Federmoda Cna, il sistema moda marchigiano ha una forte vocazione all’export. Nel calzaturiero le imprese esportatrici sono il 33,3 per cento con una percentuale di fatturato del 39,5 per cento. Nel tessile abbigliamento le aziende che esportano sono appena l’8,7 per cento ma la percentuale sul fatturato è del 40,1 per cento. Di fronte ad un calo delle esportazioni sul mercato dell’Unione Europea (-2,3 per cento) si ha una crescita in America (+9,1), in Asia (+8,2) e nell’Europa fuori dall’Unione (+5,7 per cento). Mercati con grandi potenzialità che vanno consolidati ed estesi. Una tesi fatta propria, nelle conclusioni, da Luca Marco Rinfreschi, presidente nazionale di Federmoda Cna.