MANOVRA ECONOMICA, SERVE IL RILANCIO DELL’ECONOMIA

Manovra economica  “L’efficacia degli interventi si dovrà misurare  sul rilancio dell’economia”.

 

“Siamo consapevoli che la gravità della situazione finanziaria ed economica dell’Italia ha reso inevitabile un’ulteriore manovra correttiva, destinata ad imporre pesanti sacrifici a cittadini e imprese. Le continue tensioni presenti sui mercati espongono il Paese e l’intera Europa ad un rischio concreto di marginalizzazione nei confronti delle aree forti del pianeta”. E’ quanto si legge in una nota di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti).

 

Per Rete Imprese Italia: “Gli imprenditori non intendono sottrarsi alle azioni necessarie per consentire il risanamento dei conti pubblici ma sono coscienti che l’efficacia degli interventi si dovrà misurare sulla capacità di rilancio della nostra economia. Il riequilibrio dei saldi di finanza pubblica non può essere raggiunto se prevalgono gli effetti depressivi su redditi  e consumi rispetto ai tagli alla spesa”.

 

“Da qui la forte preoccupazione relativa alla sterilizzazione dell’indicizzazione delle pensioni e all’aumento dell’IVA – continua la nota – a fronte di interventi sui costi della politica e sul funzionamento della macchina pubblica ben al di sotto delle aspettative. Per sostenere l'impresa diffusa e le imprese di minore dimensione, che contribuiscono alla creazione della maggior parte del reddito e dell’occupazione, vanno attentamente calibrate le misure relativa a liberalizzazioni, concorrenza e accesso al mercato degli appalti”.

 

“Per contrastare la condizione di estrema difficoltà – spiega la nota – che incontrano le imprese nel ricorso al credito il potenziamento del fondo centrale di garanzia va orientato in misura maggiore a  favore dell'impresa diffusa e delle imprese di minore dimensione”. 

 

“Siamo certi che il passaggio alle Camere – conclude la nota –  potrà consentire di apportare le opportune correzioni nella direzione di una maggiore equità nel prelievo, incidendo maggiormente sulle grandi rendite e rafforzando la tassazione dei capitali scudati, accrescendo il controllo della spesa senza intaccare i saldi complessivi, favorendo le condizioni per la ripresa e assicurando il necessario sviluppo al Paese”.