Mantenere la coesione e la competitività delle piccole e medie imprese.

 MANTENERE LA COESIONE E LA COMPETITIVITA’ DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

di Renato Picciaiola, Presidente CNA Marche 

Sostegno all’occupazione e rilancio dell’economia marchigiana. Tra le principali risposte che la Regione, concertandole con le forze sociali, ha voluto dare per contrastare la crisi, vi sono in primo luogo quelle orientate al mantenimento della coesione e della competitività tra i protagonisti dell’economia regionale: le piccole e medie imprese e i loro lavoratori. La crisi ha portato ad un netto ridimensionamento dei livelli di fatturato e dei margini di redditività ma le nostre piccole e medie imprese  hanno mantenuto i livelli occupazionali e, soprattutto, si sono mantenute in attività, pronte a nuove opportunità, interessate a tutte le ipotesi efficaci di uscita dalle difficoltà. I problemi dei ridotti margini di redditività imposti dalla crisi e dalla crescente concorrenza sono stati amplificati da quelli finanziari legati ai tempi sempre più lunghi di riscossione dei crediti e alla necessità di non allungare invece i tempi di pagamento dei fornitori, perché quando si tratta di altre piccole imprese interviene il senso di lealtà nei confronti di chi soffre degli stessi problemi, e quando si tratta di grandi imprese o di Enti locali, interviene lo svantaggio dei rapporti di forza a danno delle nostre imprese. Così, le difficoltà finanziarie, i minori margini di redditività e le prospettive ancora molto incerte sull’uscita dalla crisi, hanno portato ad un abbassamento degli investimenti e ad un loro minore diffusione, con il rischio che le nostre imprese si troveranno a fronteggiare le nuove opportunità di mercato che si potranno affacciare e già si profilano, senza le tecnologie e gli strumenti organizzativi più adeguati e aggiornati.

Per la competitività del sistema industriale locale, occorre combattere la concorrenza sleale dei Paesi in cui i diritti dei lavoratori sono ignorati (e che spesso coincidono con quelli a basso costo della manodopera), contrastare la tendenza all’accrescimento di potere della sfera finanziaria a danno del mondo della produzione reale di beni e servizi, rafforzare il cambiamento in atto dell’offerta di beni e servizi realizzata in modo sostenibile e per un modello di consumo più attento all’ambiente e alle compatibilità sociali e etiche: queste sono le linee di fondo che porteranno agli interventi su un nuova e più decisa valorizzazione delle risorse territoriali tramite il rilancio del turismo, dell’apertura ai mercati esterni (extraregionali e internazionali), della ricerca e dell’innovazione. Sono le nostre risorse il punto di forza per rilanciare la competitività e tra esse noi poniamo in primo luogo quelle imprenditoriali, la capacità di organizzare fattori umani e tecnologici per dar vita a progetti di produzione o di servizio volti ad accrescere realmente la ricchezza e il benessere della nostra collettività.    

Per il 2011 le prospettive di sviluppo sono legate alle dimostrate capacità delle nostre imprese di capire in brevissimo tempo quali sono le nuove opportunità e di realizzare al proprio interno i necessari mutamenti per cogliere tali opportunità: le dinamiche demografiche (invecchiamento della popolazione e attese di vita crescenti anche per gli anziani), la nuova consapevolezza della necessità di stili di vita attenti all’ambiente e alla sua qualità, l’apertura all’esterno che i nuovi strumenti di comunicazione e di spostamento consentono, sono le linee lungo le quali si sta già muovendo l’offerta delle nostre piccole e medie aziende manifatturiere, delle costruzioni e dei servizi alle persone e alle imprese. In sintesi, l’economia verde, la domanda delle fasce anziane di popolazione, la richiesta di una crescente qualità della vita e di una riduzione dei consumi non sostenibili (degli sprechi, della produzione di rifiuti) sono altrettanti linee lungo le quali già si muove la riorganizzazione di molte delle nostre imprese più dinamiche.