MARCHE, 27mila SCORAGGIATI NON CERCANO PIU’ LAVORO

MARCHE, EMERGENZA LAVORO. OLTRE 27 MILA “SCORAGGIATI”. NON LAVORANO E NON LO CERCANO PIU’.

 

Non hanno un lavoro e non lo cercano nemmeno, perché pensano di non avere nessuna possibilità di trovarlo. Sono delusi, rassegnati, scoraggiati. Nelle Marche sono un esercito di 27.194 persone, pari al 3,9 per cento della forza lavoro. Se a loro aggiungiamo 40.339 disoccupati, si arriva ad un totale di 67.533 marchigiani in età da lavoro, pari al 9,7 del totale. Un marchigiano su 10 tra i 15 ed i 65 anni  non dispone di alcuna fonte di reddito e vive questa situazione con un senso di profondo disagio. Sono questi alcuni degli ultimi dati Istat sulla disoccupazione nelle Marche nel primo semestre 2011, elaborati dai Centri Studi di Cna e Confartigianato Marche.

“Sono cifre che” commentano le associazioni artigiane “ dimostrano un crescente sentimento di sfiducia dei marchigiani sulla possibilità di trovare un’occupazione. Danno l’idea di una crisi pesante, dove si investe sempre meno sul futuro e sui giovani. Occorre invertire questa tendenza, incrementando le politiche attive per il lavoro, le azioni formative e il sostegno alle piccole e medie imprese che rappresentano la maggior fonte di occupazione e di reddito della regione”.

La fotografia del mercato del lavoro marchigiano, secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat, descrive una regione con un forte incremento della disoccupazione femminile del 21,3 per cento  (20.656 pari al 6,8 per cento contro le 16.245 disoccupate del secondo trimestre 2010, pari al 5,4 per cento ) mentre quella maschile scende dal 5,4 al 5 per cento. A pagare il conto più salato della crisi sono dunque la donne ma anche i giovani in cerca di prima occupazione saliti in un anno da 6.287 a 7.195 (+12,6%). Complessivamente il tasso di disoccupazione passa dal 5,4 al 5 per cento.

Disaggregando gli occupati dei diversi settori,  si ha un aumento di coloro che lavorano nei servizi (da 386.100 a 404.778) mentre l’agricoltura cala da 20.483 a 18.420 lavoratori e l’industria crolla da 254.261 a 233.981, con una perdita di 20.280 posti di lavoro. In diminuzione anche i posti di lavoro in edilizia (- 2.268).

Altro dato interessante quello relativo alle partite Iva ed ai lavoratori autonomi, scesi da 184.787 a 179.709, segno evidente delle difficoltà del sistema della piccola e media imprenditoria diffusa e delle libere professioni. Tiene invece l’occupazione nel lavoro dipendente che registra 477.470 lavoratori. Oltre 1.400 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“ Di fronte ad una situazione di grande difficoltà del mercato del lavoro” affermano Cna e Confartigianato Marche” occorre avere la consapevolezza di dover sostenere con forza e con tutti gli strumenti disponibili, ogni politica economica ed industriale finalizzata a rafforzare il sistema di microimprenditorialità diffusa sul territorio, garantendo ed assicurando, innanzi tutto, un accesso al credito a costi contenuti. Per questo chiediamo di  sostenere i Consorzi Fidi, tipici strumenti che favoriscono l’accesso al credito dell’artigianato e della piccola impresa. Bisogna privilegiare inoltre, pur nelle ristrettezze di Bilancio, i nuovi investimenti e progetti imprenditoriali delle piccole e medie imprese – in innovazione, sicurezza, risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili – per  favorire la nascita di nuove attività e il rilancio dell’economia.”