MARCHE, ARTIGIANI E STRANIERI

foto lav stranieriIl lavoro autonomo e la piccola impresa elementi di integrazione

 

Artigiani e stranieri. Nelle Marche un imprenditore artigiano ogni otto parla un’altra lingua. Soprattutto il cinese ma anche il marocchino, l’albanese e il rumeno. Una presenza, quella di titolari di imprese artigiane stranieri particolarmente forte nel tessile abbigliamento, dove oltre il 30 per cento ha uno straniero alla guida, ed uno su tre è cinese. Ugualmente forte la presenza di cinesi nelle attività artigianali di fabbricazione d articoli in pelle mentre nella meccanica un artigiano su dieci proviene dall’estero. Ad affermarlo Cna e Confartigianato Marche che hanno elaborato i dati Unioncamere.

“Negli ultimi cinque anni” sostengono le associazioni artigiane “ mentre nell’artigianato marchigiano scomparivano 5 mila aziende, quelle straniere aumentavano di quasi mille unità. Si tratta di un dato positivo perché gli stranieri che avviano una impresa artigiana si integrano nella nostra società e contribuiscono a migliorare le relazioni commerciali con i Paesi di origine. Occorre seguire questi nuovi artigiani stranieri garantendo loro un contesto territoriale favorevole, con regole locali in materia di lavoro, contraffazione, legalità. L’integrazione è la migliore risposta a quanto sta succedendo anche in questi giorni e l’artigianato ed il lavoro autonomo costituiscono grandi elementi di integrazione nel tessuto sociale marchigiano”.

In Italia, e non è una novità, la provincia con più imprese artigiane guidate da stranieri è Prato (38,1 per cento) seguita da Trieste (25,0) e Reggio Emilia (24,2). Fanalini di coda Vibo Valentia e Oristano col 2,4 per cento e Napoli con il 2 per cento. Complessivamente nel nostro Paese gli artigiani sono 1,3 milioni di cui il 12,8 straniero.

Nelle Marche su un totale di 48.412 artigiani in attività, quelli di cittadinanza straniera sono il 12,2 per cento. La concentrazione maggiore si ha in provincia di Pesaro e Urbino dove parla straniero il 13,1 per cento degli artigiani. Seguono Ancona e Macerata con il 12,7 per cento,Fermo con il 12,2 e Ascoli Piceno con il 10 per cento.

Tra i settori marchigiani a più elevata presenza di artigiani stranieri c’è l’edilizia dove un imprenditore su cinque è rumeno, albanese ma anche cinese e marocchino. Inoltre è straniero anche il 12 per cento dei titolari dei servizi di alloggio e ristorazione e quasi il 10 per cento degli artigiani che lavorano nel trasporto e magazzinaggio.

“In questi anni di crisi” affermano Confartigianato e Cna “è cambiata la tipologia del lavoratore immigrato. Ad una manodopera straniera scarsamente qualificata e disponibile a fare qualsiasi lavoro si sono affiancati altri stranieri con competenze professionali e diplomi tecnici che cercano un riconoscimento delle loro capacità e decidono di diventare imprenditori, spesso lasciando un precedente lavoro come dipendente. Sono soprattutto maschi (nell’85 per cento dei casi) tra i 30 ed i 49 anni che creano occupazione non solo per i loro connazionali ma sempre più anche per giovani marchigiani”

Gli ostacoli incontrati dagli imprenditori artigiani stranieri sono simili a quelli di molte imprese marchigiane. In primo luogo quelli di ordine burocratico e poi l’accesso al credito, la formazione ma anche la difficoltà a trovare un’abitazione e la conoscenza della lingua.

Artigiani e stranieri nelle province marchigiane
al 30 settembre 2014    
       
  Artigiani % stranieri  
       
Pesaro Urbino 11.912 13,1  
Ancona 12.057 12,7  
Macerata 11.162 12,7  
Fermo 7.121 12,2  
Ascoli Piceno 6.160 10  
MARCHE 48.412 12,2  
ITALIA 1.388.938 12,8  

Fonte: elaborazione Cna e Confartigianato su dati Unioncamere