Marche, aumentano le famiglie povere

E’ questa la fotografia che emerge da un’indagine Cna e Confartigianato che ha elaborato i dati Istat degli ultimi due anni. Il disagio economico aumenta se nella famiglia sono presenti più figli minori e la povertà è superiore alla media anche nelle famiglie con almeno un anziano.

MARCHE, SOTTO LA SOGLIA DI POVERTA’ IL 7 PER CENTO DEI RESIDENTI IN ITALIA VA MOLTO PEGGIO CON IL 13,1 PER CENTO DI POVERI NEL 2009

Famiglie marchigiane più povere e sempre più in difficoltà ad arrivare a fine mese. E’ questa la fotografia che emerge da un’indagine Cna e Confartigianato che ha elaborato i dati Istat degli ultimi due anni. Ne emerge un quadro preoccupante con il 7 per cento dei marchigiani che nel 2009 è stato al di sotto della soglia di povertà relativa, per un totale di 109.862 indigenti. Nel 2008 i marchigiani al di sotto della soglia di povertà erano 84.751, pari al 5,4 per cento del milione 569.456 residenti. Malgrado l’aumento di persone e famiglie in difficoltà economiche, le Marche sono ancora lontane dai dati nazionali. I poveri in Italia sono 7 milioni 810 mila pari al 13 ,1 per cento dell’intera popolazione. “Nell’anno della crisi” commentano Confartigianato e Cna “si sono evitate conseguenze ancora più pesanti per i bilanci familiari grazie ad ammortizzatori sociali fondamentali che nelle Marche hanno esplicato i loro effetti in maniera ottimale: le famiglie che hanno protetto i giovani che hanno perso il lavoro, l’economia diffusa di piccole e medie imprese che ha limitato i licenziamenti e la cassa integrazione che ha protetto i genitori dalla perdita del lavoro. Ma per evitare che in futuro molti dei nuovi poveri scivolino dalla povertà relativa alla miseria, serve una ripresa del sistema produttivo capace di offrire lavoro ai giovani in cerca di prima occupazione ed ai disoccupati. Ecco la questione centrale che le istituzioni devono mettere all’ordine del giorno di questo autunno”. Ma cosa significa esser poveri, nella nostra regione? Ad essere considerati tali sono i single con una spesa media mensile inferiore ai 589 euro, che sale a 983 per le famiglie con due persone ed a 1.307 euro se i componenti della famiglia sono tre. Per le famiglie di quattro persone si sale a 1.602 euro e così via. Il disagio economico aumenta se nella famiglia sono presenti più figli minori e la povertà è superiore alla media anche nelle famiglie con almeno un anziano. Se il livello d’istruzione del capofamiglia è basso (nessun titolo o licenza elementare), l’incidenza di povertà è quasi quattro volte superiore a quella delle famiglie con a capo una persona che ha conseguito almeno la licenza media superiore. La situazione è particolarmente drammatica nelle famiglie in cui non vi sono né occupati né ritirati dal lavoro. Si tratta di anziani soli senza una storia lavorativa pregressa o di persone escluse dal mercato del lavoro che vivono in coppia con figli o che sono genitori soli. In questi casi il 42 per cento è sotto la soglia di povertà. Nella stessa situazione si trova il 33 per cento delle famiglie formate da soggetti usciti dal ciclo produttivo e da figli in cerca di lavoro. In questi casi la pensione proveniente da una precedente attività lavorativa rappresenta l’unica fonte di reddito familiare.